FFVII Remake- Elementi che avrebbero potuto avere maggiore attenzione

Final Fantasy VII Remake continua a far discutere, eppure tutti guardano soltanto in modo negativo il finale spiazzante, quello che crea mille domande e nessuna risposta. Inizio e concludo dicendo che questa è la prima parte, quindi discutere di come verrà sviluppata la storia mi sembra una cosa stupida o almeno per me che guardo con occhi tecnici. In questo articolo quindi non parlerò della battaglia finale o della scena conclusiva, bensì di certi elementi che potevano avere maggiore attenzione. Certo Final Fantasy VII Remake ha davvero tutte le carte in regola per essere considerato un ottimo prodotto, ma qualsiasi cosa contiene punti deboli e lati negativi.

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Materie

Le materie sono il potenziamento principale sia in questa versione che in quella precedente per Playstation, eppure a differenza del capitolo uscito nel 1997, Final Fantasy VII Remake mette a disposizione materie potenti già nelle prime fasi dell’avventura anzi, le materie più forti non saranno per nulla situate verso i dungeon finali o luoghi nascosti. Giocando quindi per bene e senza lasciare nulla in sospeso, potrete reperire le sfere colorate più potenti già nella prima metà del gioco, oppure nei distributori sparsi per la mappa

Sviluppo

Salendo di livello si ottengono dei punti che è possibile spendere per potenziare i nuclei delle armi. Questo sviluppo si presenta come un sistema solare, dove ogni nucleo dispone di abilità da apprendere, riguardanti sopratutto il potenziamento delle statistiche. Purtroppo per gli amanti della libertà non ci sarà possibilità di far aumentare le statistiche a piacimento, ma dovrete seguire quello che stabilite dal gioco. Scordatevi quindi di potenziare di qualche punto, statistiche che non si sposano con il personaggio.

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Intelligenza elementare

Il sistema di combattimento messo in campo da Final Fantasy VII Remake è un ibrido di strategia e action, cosa confermata ancora prima della pubblicazione. Purtroppo però l’intelligenza dei compagni è quasi totalmente assente, portando un sacco di problematiche in certe battaglie. Certo la possibilità di cambiare combattente o di assegnarli un azione permette di far svolgere quello che si ha in mente, ma quando non si ha il comando il computer farà svolgere soltanto le azioni basilari. Prima di essere messo alla forca, sono a conoscenza che determinate materie permettono azioni automatiche, ma sprecare uno spazio per farli fare una cosa elementare mi sembra alquanto scorretta. Una gestione stile gambit di Final Fantasy XII avrebbe potuto portare qualità al sistema

Azioni rallentate

Midgar è stata resa in modo magnifico e non si può dire nulla sul lavoro che gli sviluppatori hanno svolto. Però c’è da dire che i punti dove Cloud dovrà passare in luoghi stretti o addirittura aprire una porta, rallentano di molto il ritmo. Questi momenti servono a dare il tempo di caricare l’area (uno dei maggiori modi usati nei nuovi titoli) ed è anche giusto così, ma è innegabile che in certi momenti sono terribilmente frustranti.

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Difficoltà

Questo elemento è quello che a volte crea molte discussioni e purtroppo anche questo titolo non si salva. Final Fantasy VII Remake offre varie difficoltà e questo porta ad un totale collasso di quella che dovrebbe essere la difficoltà base. In modalità difficile si potranno assaporare epiche battaglie, ma inserendo quella bassa si avrà la sensazione di ricevere dei potenziamenti divini, infatti i boss (con la modalità semplice) cadranno senza troppa difficoltà, quindi la sola presenza della modalità difficile poteva essere l’idea più giusta.

Evocazioni

Spettacolari e molto potenti, queste creature in grado di essere evocate sono uno dei tanti elementi iconici della serie è ogni capitolo ha il proprio modo di farli scendere in campo. In Final Fantasy VII Remake però sono stati stabiliti solo determinati momenti, togliendo quindi la capacità di poterle chiamare in battaglia quando si vuole. Sicuramente una gestione che avrebbe stabilito un numero di richiami sarebbe stata migliore, oppure una barra di caricamento che, solo dopo essersi ricaricata, avrebbe permesso la rievocazione in campo.

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Bene questi erano gli elementi  che forse, con l’aggiusta attenzione, avrebbero potuto dare ulteriormente al titolo maggiore bellezza. Lo so che per molti anche la comparsa di Red XIII è stata dolorosa e frustrante, sopratutto nel scoprire che non è giocabile, ma sicuramente la seconda parte saprà dargli la giusta attenzione. Tornando invece sul tanto discusso finale, beh c’è da dire che Square-Enix ha dimostrato di come non abbia assolutamente paura di fare dei cambiamenti, anche se il mio pensiero rimane comunque legato all’idea di voler soltanto far provare a chi già conosce la storia quel brivido lungo la schiena. In poche parole sto dicendo che per quanto possano cambiare o rimandare certi avvenimenti, il destino sarà sempre quello.

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