Aspettando… Baldur’s Gate 3: ritorniamo nel Forgotten Realms con Larian Studios

Non c’è alcun dubbio nell’affermare che Baldur’s Gate rappresenti una delle saghe centrali ed esemplari per i GDR occidentali. Dopotutto i primi due capitoli sono entrambi entrati di diritti nella storia del videogioco e nei cuori dei videogiocatori. Black Isle prima e Interplay poi furono in grado di traslare abilmente l’ambientazione del Forgotten Realms di Dungeons&Dragons in maniera certosina e rispettosa del materiale originale. La buona nuova, arrivata lo scorso anno durante il primo Stadia Connect di sempre, che ad occuparsi del trionfale ritorno della serie con Baldur’s Gate 3 sarebbero stati i Larian Studios, non può che aver rallegrato qualsiasi fan sia di Dungeons&Dragons che dei GDR in generale. Il connubio tra Baldur’s Gate e Larian Studios pare infatti uno di quei giochi di fantasia soliti ai videogiocatori, dove volando con la mente si tenta di unire la nostra software house preferita, o quella che riteniamo più adatta, con il nostro videogioco, la nostra serie preferita. Alla fin fine, Swen Vincke e compagni sono autori di due dei migliori GDR occidentali di sempre, i due Divinity: Original Sin che hanno praticamente riportato in auge un genere che sembrava ormai snobbato dalle masse. Quale migliore premessa dunque per avvicinarci ad uno dei titoli più attesi di sempre.

Baldur's Gate 3

Baldur’s Gate 3: 200 anni dopo la Progenie di Bhaal

Dal punto di vista narrativo, in caso abbiate dimestichezza con la Costa della Spada e gli ultimi accadimenti avvenuti al suo interno (e non solo) grazie alle diverse avventure ufficiali uscite per il gioco di ruolo cartaceo, sappiate che Baldur’s Gate 3 ha come prequel il manuale di Descent Into Avernus l’avventura che ci introduce il Forgotten Realms in subbuglio a causa dei cultisti dell’Assoluto che vedremo in questo terzo capitolo. La premessa narrativa, ormai nota a tutti è quella già vista infatti più volte durante il primo hands-on realizzato da Swen Vincke stesso. Ci troviamo a bordo di un nautiloide, una strana astronave tentacolare, dove siamo prigionieri del più tipico dei nemici di Dungeons&Dragons, un Mind Flyer intento a catturare guerrieri ed innestare il suo parassita per controllarli. Noi saremo uno di loro e riusciremo a sfuggire dalle sue grinfie grazie all’attacco difensivo sferrato da delle viverne corse in aiuto di una città presa in assalto dal Nautiloide. Saremo dunque dei veri e propri naufraghi e da lì la nostra storia all’interno di un Forgotten Realms piagato dai cultisti dell’Assoluto ma soprattutto influenzati continuamente dal piccolo parassita nella nostra testa prenderà finalmente piede; a noi la scelta se resistere o cedere, ma la prima priorità sarà sicuramente evitare la ceromorfosi.

Un Forgotten Realms più vivo che mai

Tecnicamente quello che abbiamo visto pare essere un passo avanti estremamente importante, specialmente durante il secondo evento dedicato al gameplay dove ancora una volta il buon Swen giocava una build del gioco molto più avanzata e vicina a quello che sarà l’Accesso Anticipato di fine mese. I progressi rispetto all’alpha di febbraio sembrano essere stati davvero importanti e l’ambientazione pare alquanto affascinante e con un livello di dettaglio degno di nota. Durante le fasi esplorative infatti avremo la possibilità di scegliere la telecamera, dalla più classica isometrica ad una più immersiva dietro alla spalle che ricorda molto Dragon Age. Al comando dell’elfo creato da Swen stesso, Astarion, per più di un’ora abbiamo potuto vedere un’anteprima di quello che Larian Studios con questo Baldur’s Gate 3 vuole offrirci.

Baldur's Gate 3

Innanzitutto, con l’uscita finale del gioco Larian promette la presenza di ben 15 tra razze e sottorazze e 8 classi, prese dai manuali di D&D. Purtroppo non si è ancora visto quanto complesso sarà l’editor di creazione del personaggio anche se per il momento i personaggi visti paiono molto dettagliati pur non convincendo totalmente dal lato delle animazioni facciali, forse ancora un poco troppo statiche. Saranno ancora presenti dei personaggi pre-impostati similarmente a come avveniva in Divinity.
Le fasi esplorative possono essere affrontate in diversi modi, sia con la modalità a turni, utilizzabile e comoda soprattutto per risolvere alcuni enigmi ambientali o tentare di disinnescare e/o sfuggire ad alcune trappole, che con una in tempo reale molto più rilassata. Allo stesso modo la gestione dei dialoghi così come quella delle prove sembra essersi evoluta tra la build mostrata a febbraio e quella invece vista a giugno.

Roll d20

Le opzioni di dialoghi non sono più descrittive ma mostrano le effettive parole che il nostro personaggio pronuncerà, dando così una maggiore sensazione di immersione al giocatore. Inoltre, ogni dialogo o prova che noi o qualcuno all’interno del nostro party tenterà di svolgere, in pieno stile D&D sarà subordinata al lancio del classico d20, influenzato ovviamente dalle nostre caratteristiche e/o vantaggi/svantaggi in caso ce ne siano. Non sappiamo dirvi se il sistema basato sul lancio del dado sarà più o meno divertente rispetto a quello più matematico dei Divinity, dopotutto qui ci addentreremmo nel campo dei gusti e dovremmo giudicarlo con l’intero titolo a disposizione. Una delle prime caratteristiche mostrate già a febbraio, legate proprio alla gestione del party e del rapporto interno tra i membri è stata proprio la possibilità di accamparsi. Allestire un campo dà la possibilità non solo di riposare e recuperare punti ferita e quant’altro ma rappresenta anche un’opportunità per costruire rapporti con gli altri membri del party attraverso diverse opzioni di dialogo molto approfondite e anche ben doppiate.

Baldur's Gate 3

Attenti al Goblin

L’altra componente fondamentale di qualsiasi GDR che si rispetti è ovviamente il combattimento e questo in Baldur’s Gate 3 necessiterà di una grande dose di attenzione e di calcolo da parte del giocatore. Innanzitutto ogni membro del party sarà dotato di una propria iniziativa pertanto ogni personaggio, amico o nemico agirà secondo un suo personale punteggio e non avremo più un turno per il party ed uno per gli avversari. Ogni attacco, ogni incantesimo che necessiterà una dose di mira sarà inoltre influenzato dal posizionamento, dalla presenza di barriere, di svantaggi legati all’ambiente o di qualsiasi altro fattore che vi venga in mente. La possibilità di colpire o meno sarà visualizzabile con una percentuale per simulare il classico dado. La gestione dei Punti Azione è inoltre completamente cambiata per cercare di avvicinarsi ai manuali di D&D. I personaggi non saranno dotati più di una riserva di PA, bensì di uno solo, in modo da simulare la regola dell’azione standard del manuale cartaceo; indicativamente sarà possibile muoversi e attaccare/lanciare un incantesimo, anche se ancora dobbiamo capire con certezza come saranno inserite le eventuali azioni bonus e abilità aggiuntive che presumibilmente i nostri personaggi potranno usare.

Ad ogni modo un sistema di questo tipo pur rallentando sicuramente l’azione, aumenta la tatticità e la strategia. Questa possibile staticità del gameplay inoltre è ridotta proprio dalla gestione dell’iniziativa che rende i turni di combattimento molto più interessanti e che permette mosse sinergiche tra i membri del party nel caso in cui essi agiscano con un tiro vicino tra loro. In generale, sembra che Larian abbia cercato di piegare il sistema già eccellente di Divinity avvicinandolo ed integrandolo alla controparte cartacea più famosa del globo, un lavoro che speriamo funzioni tanto bene almeno quanto già lo faceva in Divinity: Original Sin 2. Quest’ultimo è infatti uno dei punti interrogativi che molti hanno espresso durante soprattutto la live di febbraio, ovvero l’eccessiva vicinanza stilistica tra il precedente lavoro di Larian con questo nuovo Baldur’s Gate. Le similarità derivano innanzitutto dall’utilizzo del motore grafico, il Divinity Engine 4.0, un evoluzione di quello già sfruttato in Divinity 2, ma anche da un’interfaccia che forse richiama un po’ troppo i titoli di Larian Studios.

Baldur's Gate 3

Conclusione

In conclusione, mancano poco più di 10 giorni all’accesso anticipato di Baldur’s Gate 3, un titolo che qualsiasi appassionato di GDR non può che attendere con fibrillazione. Come già anticipato, non solo ritorna una serie che definire storica sarebbe un eufemismo, ma che è stata data in mano a coloro che hanno ripreso in mano il genere e riportato ad una fama che non vedeva da quasi un decennio. Noi non vediamo di ritornare nella Costa della Spada e rivedere quegli scenari che non solo abbiamo già visto sui nostri schermi grazie ai primi due capitoli, ma che molti di noi avranno affrontato innumerevoli volte nelle loro fantastiche sessioni di D&D; le attese sono altissime, speriamo che Larian sia in grado di rispettarle.

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