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Mafia: Definitive Edition – Recensione

L’opera di svecchiamento della serie Mafia è cominciata ormai da un po’ di tempo, con l’uscita del remake del secondo capitolo durante questo maggio e l’arrivo da poco più di una settimana di questo Mafia: Definitive Edition. L’operazione di 2K Games ha il tentativo di portare a compimento questa “Mafia Trilogy”, serie che ha debuttato con il titolo di Illusion Softworks nel lontanissimo 2002. Mafia difatti rappresentò all’epoca un balzo in avanti tecnico di grande peso per il genere di appartenenza, anche se allora data la concezione della mappa e del mondo di gioco non poteva rientrare pienamente nel concetto di Open World. Come anticipato, ci troviamo di fronte ad un titolo che sulle proprie spalle porta il peso di ben 18 anni di carriera. Vediamo dunque se dopo tutto questo tempo il titolo ha ancora qualcosa da dire in questo strano 2020.

Mafia: Definitive Edition

La Famiglia Salieri

L’opera di ringiovanimento di Hangar 13 ha cercato di influire a tutto tondo sul titolo, lasciando però intatta la struttura originale e ritoccando non solo a livello visivo gli ambienti e tutto ciò che concerne il comparto visivo, ma anche gran parte del gameplay. Narrativamente invece sono state aggiunte cutscene e molti dialoghi, tutti, ci sentiamo di dire, ben congegnati ma soprattutto doppiati meravigliosamente. Partiamo dunque dall’aspetto narrativo. Il ritorno a Lost Heaven disegnato dai ragazzi di Hangar 13 è stato tutt’altro che traumatico e ci permette di rivivere nuovamente le vicende di Thomas “Tommy” Angelo consegnateci lasciando intatta la struttura narrativa, composta da venti missioni, ma aggiungendo tante nuove sfumature grazie ad animazioni, dialoghi e cutscene completamente inedite.

mafia def

La sinossi, per chi non ha giocato il titolo originale è la seguente. Tommy è un tassista di Lost Heaven che in maniera alquanto rocambolesca viene trascinato nel più classico inseguimento d’auto con a bordo due uomini del boss mafioso Salieri, Sam Trapani e Paulie Lombardo. Da allora la sua vita viaggerà di pari passo con la malavita della città e Tommy, minacciato dagli uomini della gang rivale verrà questa volta aiutato da Sam e Paulie e per diversi anni lavorerà per la famiglia del boss Ennio Salieri prima come autista e poi come uno degli uomini più fidati dell’organizzazione.

Mafia: Definitive Edition

La narrazione del titolo è indiscutibilmente interessante. La lunga storia da fuorilegge di Angelo ci viene raccontata da lui stesso sotto forma di interrogazione tra l’ex-tassista e il detective Norman, intento ad incastrare una volta per tutte il boss Don Ennio Salieri. In questo modo, riusciamo a ripercorrere con trasporto emotivo, dato anche dal pentimento del protagonista, gli 8 anni in cui Tommy ha servito la famiglia Salieri. Non solo, il tutto è stato, come già anticipato, rinnovato con l’inserimento di dialoghi e cutscene ben recitati e per noi italiani anche molto ben doppiati. Persino la direzione registica delle scene tiene il passo con i tempi e risulta molto piacevole. Tutti i personaggi infatti, specialmente quelli di contorno come Sam e Paulie hanno adesso uno spessore rinnovato e portano in dote un’umanità che nell’originale non riuscivano a comunicare.

Mafia: Definitive Edition

Rispetto per il passato

Come già testimoniato dall’approccio alla trama e alla storia, Hangar 13 ha agito di fronte a questo remake con un idea molto chiara: mantenere la struttura del titolo originale cercando di renderla fruibile la pubblico moderno. Lost Heaven infatti presenta degli scorci e dei paesaggi davvero impressionanti, uno spettacolo visivo capace di offrire in maniera sapiente le atmosfere degli anni ’30, intrise di jazz, whiskey e piombo. Tutti i luoghi che vi ricorderete saranno al loro posto ma soprattutto non pensate di poter esplorare e vivere la città facendo quella sana caciara che avete sempre fatto nei Grand Theft Auto. Dopotutto Mafia è sempre stato un titolo differente da questo punto di vista; un gioco in cui la città fa da sfondo ed è funzionale sempre alla storia che vuole raccontare ed anche in questa Definitive Edition la struttura è rimasta la stessa.

Mafia: Definitive Edition

Pur potendo affrontare il gioco in modalità “Free Ride“, non lo faremo svolgendo missioni secondarie o attività più o meno profonde. Potremo esplorare tutta Lost Heaven alla ricerca di collezionabili, potremo cambiarci d’abito, acquistare armi o cercare tutti i veicoli disponibili; per il resto la città rimane poco più di un luogo in cui muoversi ma con il quale l’interazione è comunque molto limitata. Forse è proprio questo il punto meno felice dell’intera produzione e che più stona con il grande lavoro svolto per ringiovanire una struttura che effettivamente non è invecchiata così bene soprattutto visto che nell’arco di 10/12 ore sarà possibile concludere la campagna.

Mafia: Definitive Edition

Jazz e Tommy Gun

A livello di gameplay il titolo ha cambiato invece completamente pelle; e da questo punto di vista il salto coi tempi è stato forse quello più sensibile. Il vecchio Mafia del lontano 2002 ci offriva un sistema di shooting con visuale in terza persona ma che cambiava rapidamente in prima durante le sparatorie. Hangar 13 ha pensato saggiamente di mutare questo sistema non propriamente moderno e di prendere ispirazione dal più recente Mafia III. Adesso ci troviamo di fronte ad uno sparatutto in terza persona in tutto e per tutto. Un sistema di copertura rinnovato, un gunplay sodisfacente e dal feeling al passo con i tempi. La trama ci offrirà infatti scontri a fuoco sempre più complessi e lunghi, in cui dovremo sostanzialmente scaricare una quantità di piombo colossale ma con un level design completamente rivisto per adattarsi al nuovo sistema di combattimento

Mafia: Definitive Edition

Per quanto riguarda la varietà, ci troviamo di fronte ad una divisione classica tra pistole, mitragliatrici, fucili e armi speciali, inoltre è presente anche un sistema molto semplice ma comunque soddisfacente di combattimento corpo a corpo basato su tasti d’attacco, schivata e controattacco. A stonare con un sistema che pur non facendo gridare al miracolo si difende tranquillamente all’interno del suo genere è l’intelligenza artificiale; i nemici offrono pattern non solo troppo basilari ma spesso si comportano in maniera incomprensibili esponendosi senza alcun motivo dopo essersi mossi inizialmente con maggiore cura. Non solo, è capitato più volte che l’IA subisse dei blocchi, con personaggi che di colpo si fermano o cambiano innaturalmente comportamento

Mafia: Definitive Edition

Il sistema di guida invece è molto interessante. Pur rimanendo un titolo molto più dilatato rispetto a giochi come Grand Theft Auto o simili, Mafia: Definitive Edition offre innanzitutto due sistemi, uno di default dotato di una guida più arcade, e un altro più realistico, dove le vetture saranno più difficili da controllare e dovremo ad esempio scalare le marce. Pur non potendo sfrecciare a velocità siderali visto che basterà superare il limite per attirare la polizia, il sistema di guida è sicuramente ben costruito; un peccato per la fisica che così come per le situazioni a piedi, anche al volante non riesce a tradurre sempre realisticamente gli impatti e le compenetrazioni tra gli oggetti.

Mafia: Definitive Edition

Lost Heaven è tornata

Tecnicamente ci troviamo di fronte ad una piccola perla, anche se non perfetta. Come già anticipato, Mafia: Definitive Edition offre una Lost Heaven incredibilmente bella da vedere, specialmente di notte. I riflessi sulle superfici sono restituiti egregiamente anche grazie al motore grafico utilizzato, ma è l’atmosfera che è stata congegnata in maniera davvero perfetta. Nonostante ciò i difetti ci sono. La visione di campo è piuttosto limitata e il pop-up ai lati dello schermo, sepcialmente in campagna, spesso evidente. Capita di incorrere in glitch fisici fastidiosi ma soprattutto il gioco restituisce troppi alti e bassi tecnici. Le cutscene e alcune sezioni della città sono realizzata in modo a dir poco certosino, mentre altre sono chiaramente meno rifinite e con texture meno chiare. Le animazioni facciali invece sono ottime così come il comparto sonoro, davvero sublime sia per quanto riguarda le musiche che per il doppiaggio, anche quello italiano..

Mafia: Definitive Edition

Conclusione

In conclusione con questo Mafia: Definitive Edition ci troviamo di fronte ad un Remake assolutamente valido. La Lost Heaven in versione 2020 è stata realizzata con grande attenzione e dovizia, ma soprattutto si denota il rispetto verso il titolo e la serie originale, alle volte forse anche troppo. Alcuni aspetti, specialmente legati alla struttura del gioco potevano essere ulteriormente rivisti visto che comunque stiamo parlando di un titolo con ben 18 anni alle spalle. Tecnicamente questo remake è più che al passo coi tempi anche se alcuni particolari potevano tranquillamente essere risolti. Su PS4 Pro il titolo fatica un po’ di più rispetto al PC dove il gioco può tenere framerate più stabili, ma comunque anche su console i 30 fps sono quasi sempre fissi. E’ stato un tuffo nel passato doppio: a 18 anni fa quando Mafia uscì per la prima volta e a 80 anni fa, l’ambientazione temporale del gioco. Nonostante ciò, Hangar 13 è riuscita a restituire alla massa un titolo moderno e capace di reggersi coerentemente sulle sue gambe. Siamo tornati negli anni ’30 e, se queste sono le premesse, ci piacerebbe farlo anche in futuro.

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