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Deca-Dence – recensione del primo anime originale dello studio NUT

Deca-Dence” è il primo anime a sceneggiatura originale realizzato dallo studio d’animazione NUT, fondato quest’ultimo soltanto nel 2017. Il NUT ha all’attivo un parco titolo scarno: la loro opera più famosa è l’adattamento anime, formato da una serie e da un film seguito, della light novel “Youjo Senki” di Carlo Zen. Per tale motivo la realizzazione di “Deca-Dence” può essere visto come una scommessa: sarà riuscito lo staffi dello studio NUT a realizzare una serie interessate, tale da attirare le attenzioni del pubblico? La nostra recensione saprà dirvelo. Ricordiamo che i dodici episodi dell’anime, trasmessi durante la stagione estiva del 2020, sono disponibili in versione sottotitolata su VVVVID.

Questa recensione contiene delle anticipazioni (spoilers) sulla trama: leggete a vostro rischio e pericolo

Trama

I gadoll in carica

L’umanità è sull’orlo dell’estinzione. Delle creature note come gadoll, hanno decimato la popolazione costringendo i superstiti a rifugiarsi in una mega-struttura semovente chiamata “deca-dence”. Dopo molto tempo, la società umana si è divisa in due: da un alto ci sono i gears, dall’altro i tankers. Natsume è un’orfana ed è una tanker che sogna di diventare una gear per contribuire alla fine della minaccia dei gadoll. Decisivo in tal senso sarà il suo incontro con Kaburagi, che per mestiere pulisce e ripara la corazza esterna della “deca-dence”. Sarà proprio lui ad addestrala e a preparala allo scontro con i gadoll. Tuttavia, la realtà delle cose è ben diversa…

Un gruppo di gears si prepara alla caccia

Quella che per l’umanità è una lotta per la sopravvivenza, non è nient’altro che un videogioco di ruolo per i cyborg che usano degli avatar, i già citati gears, per combattere i gadoll, i quali sono creati, allevati e controllati dal sistema acui i cyborg sono sottoposti. Kaburagi era un gear una volta: punito al sistema, si è ritrovato a servirlo impersonando un tanker. Dalla sua vita grigia e vuota, riuscirà a tirarlo fuori proprio Natsume.

Personaggi

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Kaburagi in versione cyborg

Come già accennato, i due protagonisti dell’anime sono l’umana Natsume e il cyborg Kaburagi. Su ambedue non v’è molto da dire. Lei è il classico personaggio pieno di ottimismo e determinato a portare a compimento i propri sogni: un personaggio stereotipato insomma, visto in tanti altri anime. Il tristo Kaburagi è il suo esatto opposto. Ambedue non sono originali, ma sono funzionali alla narrazione.

Degli altri personaggi è quasi superfluo parlare: appaiono troppo poco o sono comunque ben poco incisivi sulla trama. Un piccolo accenno va fatto al cyborg Minato, comandante della deca-dence e amico di Kaburagi, e alla cyborg Jill, punita anch’essa dal sistema in quanto “bug”. Sebbene questi due personaggi siano cruciali per la trama, di loro verrà detto ben poco: né perché Minato sia così amico e intimo di Kaburagi e nemmeno perché Jill sia così ben informata sulla “deca-dence”.

Critica

I “bug” si preparano alla rivolta

La serie dimostra di saper fondere due temi: quella della lotta per la sopravvivenza e quella del gioco di ruolo “realistico”. Non si tratta di temi originali, ma la loro compresenza è ben realizzata, ma è poco sfruttata e approfondita. Così come poco sfruttati e approfonditi sono altri elementi dell’anime: forse dodici episodi sono stati “giusti” per realizzare un anime con capo e coda, ma qualche episodio in più avrebbe potuto migliorare l’anime sotto vari aspetti e avrebbe potuto dare spazio a sviluppi interessanti.

Una critica va mossa alla parte finale dell’anime: poteva essere evitata l’entrata in scena del gadoll gigante, inutile ai fini della trama e buona forse solo per riempire l’ultimo episodio. Tanto criticabile quanto classico il finale alla “e tutti vissero felici e contenti” che sacrifica il sacrifico di Kaburagi.

Giudizio

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Natsume è facile preda delle sue emozioni

Deca-Dence” si è dimostrato alla fine un anime non originale: né i personaggi né gli altri elementi trattati sono nuovi o almeno trattati da un punto di vista diverso dal solito. Interessante la fusione, e al tempo stesso contrasto, fra la lotta per salvezza dell’umanità e la tematica del videogioco di ruolo online “realistico”. Non originale non significa necessariamente brutto o noioso. “Deca-Dence” non è stato né l’uno né l’altro: ha saputo intrattenere, ma lo ha fatto senza sorprese o scosse di sorta. Un anime poco più che decente, il che non è poco.

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2 risposte

  1. Vorrei chiedere un chiarimento sulla trama: a causa dell’inquinamento l’umanità è calata drasticamente, nel mentre un’azienda ha cominciato la produzione di cyborg che dopo un po’ superano di numero gli umani, poi questa azienda ottiene i diritti sull’umanità e si crea questo “gioco” per i cyborg, si crea il sistema; dovrebbe essere tutto (e già qui potrei essermi sbagliato). Ma io non ho capito nè il come nè il perchè i cyborg diventano più potenti degli umani poichè loro sanno che è tutto un gioco, una simulazione, mentre gli umani sono all’oscuro e sono ingannati su tutto il loro mondo. I cyborg non li ha creati l’umanità? perchè l’azienda li tratta meglio e li mette sopra gli umani? perchè gli umani vengono ingannati? Spero di essermi spiegato

    1. Nell’anime è detto che gli umani sono inaffidabili e che vanno tenuti sotto controllo. Il gioco creato dal sistema serve a questo: sono passati molti anni dal disastro che sconvolse il mondo (non ricordo quanti), ma è plausibile che molte delle conoscenze siano andate perdute e che gli umani abbiano dimenticato tutto. Ai cyborg il gioco serve come passatempo: tutto qui. E chiunque violi o non accetti le regole del sistema viene classificato come “bug” e pertanto eliminato o corretto.

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