Il grande libro della fantasy epica – recensione di un’antologia di racconti

“Il grande libro della fantasy epica” offre un buona panoramica del genere e ne mette in evidenza le caratteristiche salienti

Quella che leggerete in quest’articolo è la recensione di “Il grande libro della fantasy epica”, un’antologia di racconti di genere fantastico, curata da John Joseph Adams e date alle stampe nel 2012 in America. Solo nel 2019 però ha raggiunto i nostri lidi: stampata dalla  e tradotta da Laura Zanarini, essa si propone di offrire una buona panoramica sull’epic fantasy o high fantasy, celeberrimo sottogenere del fantasy.

Autori

Il grande libro della fantasy epica

Il curatore John Joseph Adams ha selezionato sedici racconti di altrettanti autori per mostrarci quanto variegato possa essere il mondo dell’epic fantasy ne “Il grande libro della fantasy epica“.

Alcuni sono mostri sacri del genere, altri sono forse sconosciuti ai più, almeno qui in Italia. Ecco quali sono i racconti con annessi i loro autori, messi in ordine di apparizione nell’antologia: “Il ritorno” di Robin Hobb, “La parola dello scioglimento” di Ursula K. Le Guin, “L’uomo delle fiamme” di Tad Williams, “La ruota della rinascita” di Aliette De Bodard, “L’alchimista” di Paolo Bacigalupi, “La magia della sabbia” di Orson Scott Card, “La strada per Levinshir” di Patrick Rothfuss, “Rysn” di Brandon Sanderson, “Mentre gli dèi ridono” di Micheal Moorcock, “Madre di tutta la Rossija” di Melanie Rawn, “La riva del fiume della morte” di Kate Elliott, “Il servitore” di Mary Robinette Kowal, “Il Narcomante” di N. K. Jemisin, “La guerra non si dimentica” di Carrie Vaughn, “L’apprendista pazzo: storia di un mago nero” di Trudi Canavan e “Il doppioJuliet Marillier.

Racconti

Come sempre, non sono solito fare delle anticipazioni sui singoli racconti, ma qualche parola su alcuni di essi va spesa. Il racconto “La riva del fiume della morte” di Kate Elliott è forse quello meno riuscito visto che non vi si narra nulla di “eroico” e lo stesso vale per “Rysn” di Brandon Sanderson: si fa fatica a capire il perché della presenza di quest’ultimo nell’antologia, visto che sembra per lo più trattarsi di un brano estrapolato da opera completa. “Madre di tutta la Rossija” di Melanie Rawn può non essere valido narrativamente, ma è l’unico ad ambientazione storica il che lo rende un pochino diverso dagli altri. Eccezionali sotto ogni profilo i racconti “Il ritorno” di Robin Hobb e “L’alchimista” di Paolo Bacigalupi. Notevoli i racconti “L’apprendista pazzo: storia di un mago nero” di Trudi Canavan, dove un’eroina psicologicamente debole e succube dovrà decidersi a vincere la sua stessa debolezza, e “Il Narcomante” di N. K. Jemisin. Nel racconto Il doppio” Juliet Marillier l’eroina sarà chiamato a rimediare alla propria scelta.

Tanto breve quanto sorprendente è il racconto “La parola dello scioglimento” di Ursula K. Le Guin, ambientato nel suo celeberrimo mondo noto come “Terramare”. “Mentre gli dèi ridono” di Micheal Moorcock ha per protagonista il disilluso e cinico principe Elric di Melniboné, personaggio che ha reso immortale il nome dello scrittore. Toccanti, per il sottoscritto almeno, per le tematiche trattate sono “La ruota della rinascita” di Aliette De Bodard e “La guerra non si dimentica” di Carrie Vaughn, in ambedue i racconti il fardello portato dall’eroe è diverso dal solito: nel primo l’eroina è posta di fronte ad una scelta a cui non vorrebbe essere chiamata, nel secondo il fardello da portare dell’eroe è il peso dell’esperienza passata, sebbene vittoriosa. Il racconto “La magia della sabbia” di Orson Scott Card presenta un “eroe malvagio”. “L’uomo delle fiamme” di Tad Williams e “Il servitore” di Mary Robinette Kowal sono racconti complessivamente nella media. “La strada per Levinshir” di Patrick Rothfuss è poco fantasy, ma molto etico nel tema trattato.

Contenuto

L’high fantasy o epic fantasy (le differenza sono minime) è un sottogenere famoso del fantasy. Fra i suoi capostipiti è annoverato Tolkien. Le sue caratteristiche sono: un mondo immaginario (totalmente inventato, o mondo parallelo collegato al nostro), una battaglia tra il bene e il male; trama lunga con personaggi in un arco di tempo medio o lungo; presenza della magia; presenza di razze non umane; ambientazione simil-medievale. Ovviamente nel corso dei decenni le sue caratteristiche sono in parte mutate e diversi autori hanno in parte rinnovato il genere.

Nei racconti di quest’antologia gli eroi non sono i classici eroi senza macchia e senza paura, molti non dovranno salvare il mondo, ma solo quello che amano, altri saranno chiamati a imprese non desirate, altri saranno spinti da motivazioni più egoistiche, alcuni dovranno affrontare le conseguenze delle loro azioni passate o delle loro debolezze. Si ha una grande varietà di protagonisti, ognuno afflitto dai suoi fantasmi e costretto ad affrontarli: in tal senso “Il grande libro della fantasy epica” riesce perfettamente a farci capire come gli eroi non portano il fardello delle loro imprese sulle spalle, ma nei loro cuori.

Giudizio

Il grande libro della fantasy epica” è una buona antologia: offre una vasta, ma non certo esauriente, panoramica dell’epic fantasy. Riesce a farci capire la caratteristica saliente di questo sottogenere ovvero che la sfida vera dell’eroe è tutta interna al suo animo. Alcuni racconti sono effettivamente buoni, se non addirittura eccellenti, alcuni, per fortuna pochi, sono dimenticabili.

Consigliata a chiunque sia alle prime armi con il fantasy o ritenga che esso possa ridursi a pochi nomi noti. Forse per i più navigati nel genere non sarà un’antologia eccezionale, ma ha comunque il suo valore.

Folkore. Antologia del fantastico sul folklore italiano – Recensione: https://questnews.it/2020/08/16/folkore-antologia-del-fantastico-sul-folklore-italiano-recensione/

Il grande libro della fantasy epica - recensione di un'antologia di racconti

Quella che leggerete in quest’articolo è la recensione de “Il grande libro della fantasy epica”, un’antologia di racconti di genere fantastico, curata da John Joseph Adams e date alle stampe nel 2012 in America. Solo nel 2019 però ha raggiunto i nostri lidi: stampata dalla Fanucci Editore e tradotta da Laura Zanarini, essa si propone di offrire una buona panoramica sull’epic fantasy o high fantasy, celeberrimo sottogenere del fantasy.

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