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Dying Light 2: Stay Human, tanti dettagli su multiplayer, gameplay e fazioni

Uno dei titoli più attesi di questo 2021 è indubbiamente l’intrigante Dying Light 2: Stay Human della software house polacca Techland. In un’intervista pubblicata su Game Informer gli sviluppatori sono tornati ad approfondire molti dettagli del gioco sia dal punto di vista narrativo che di gameplay single-player e multiplayer.

Innanzitutto gli sviluppatori hanno tentato di dare una spiegazione del perché la cura trovata nel primo titolo non sia riuscita a fermare l’infezione. Come spiegato da Dawid Lubryka, animation director di Techland, l’Antizina del primo capitolo non era una vera e propria cura ma serviva soprattutto a rallentarne la progressione. Negli eventi di questo secondo capitolo dunque tutta La Città è infetta e ogni abitante e fazione ha dunque cercato di trovare un modo per convivere con essa.

Per questo motivo il giocatore si troverà al polso un “biomarker“, un oggetto che ci permetterà di tenere sotto controllo il nostro livello di infezione e comportarci di conseguenza. Inoltre Lukasz Burdka, senior technology programmer, ha spiegato che la malattia si attenua con l’esposizione ai raggi UV e peggiora invece con il buio. Una situazione che ha dunque un effetto anche sul gameplay, sul movimento e sull’importanza dell’ora del giorno in cui si andrà a giocare. Ovviamente è piuttosto intuitivo che nelle ore notturne La Città sarà notevolmente un luogo meno sicuro rispetto a quelle diurne.

Techland ci ha inoltre spiegato alcune informazioni sull’ambientazione e sul perchè essa si chiami effettivamente “La Città”. Si tratta difatti dell’ultima grande città abitata dall’umanità in tutto il mondo. E’ circondata da alte mura che cercavano di favorire la quarantena ma che come possiamo vedere non sono riuscite nell’obiettivo. Alcuni piccoli insediamenti esistono fuori dalla città ma sono molto contenuti e sparsi qua e là.

Nell’intervista si è inoltre parlato di una delle fazioni presenti in Dying Light 2, i Renegades. Un gruppo formato da ex-militari che compiono perlopiù azioni violente e spietate coperti da maschere e protezioni. Sono la fazione più odiata dalle altre.

Per quanto riguarda invece uno dei tratti distintivi del gioco, vale a dire il movimento. Il parkour è sicuramente uno degli aspetti sui quali gli sviluppatori si sono concentrati per renderlo fluido e divertente ma al quale hanno unito anche gadget e strumenti come il rampino e il parapendio. Saranno inoltre presenti aree precise dalle quali si potrà attivare il viaggio rapido verso le aree più distanti. Per quanto riguarda la “fauna” di Dying Light 2, Techland ha fatto sapere di avere in serbo anche nuovi mostri da far vedere senza andare ulteriormente nel dettaglio.

Infine l’ultimo approfondimento riguarda la componente multiplayer, in particolare di come le scelte che prenderemo durante la storia cambieranno il mondo non solo nella nostra partita in singolo ma anche in cooperativo. Il multigiocatore infatti permetterà ai videogiocatori di unirsi alla partita di un altro utente. In questo modo potremo effettivamente notare le differenze tra i diversi mondi plasmati dalle scelte fatte dagli altri giocatori. Una situazione decisamente interessante, anche se Techland ci ha tenuto a far sapere che le azioni che compiremo nel mondo di un altro giocatore non avranno effetti sulla nostra partita.

Insomma un approfondimento sicuramente interessante per Dying Light 2: Stay Human, titolo che non vediamo l’ora di spulciare per vedere all’opera il lavoro di Techland. Noi vi ricordiamo che il titolo uscirà il 7 dicembre 2021 su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.

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