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Beckett Netflix-Recensione

Beckett, da fuggitivo a cacciatore 


I thriller sono un genere particolare che vantano trame contorte e piene di enigmi che coinvolgono lo spettatore.
Molto spesso però, alcuni registi non riescono per nulla a rendere giustizia a questo genere, finendo dunque per creare qualcosa di pasticciato e senza un senso logico. Beckett, pellicola di Ferdinando Cito Filomarino, è uno degli esempi migliori da poter prendere, infatti non solo possiede davvero svariati errori tecnici, ma anche una narrazione che non riesce a essere connessa e fluida. (Guarda le altre opere uscite questa settimana)

Beckett

Durante una semplice vacanza in Grecia,   Beckett e la sua compagna rimangono vittime di un grave incidente. Risvegliatosi all’ospedale, il protagonista scoprirà di essere rimasto coinvolto casualmente in alcuni avvenimenti riguardanti il paese, soprattutto dopo aver dichiarato alla Polizia della presenza di un bambino e una figura femminile durante la notte dell’incidente, dopo essere andato a sbattere contro una casa tecnicamente disabitata. La narrazione inizia in modo davvero lento, con inquadrature che potevano essere ridotte o tagliate di netto a causa della loro inutilità. Arrivato però a metà pellicola, ecco che Beckett si velocizza in modo brutale, concludendo una storia che alla fine non ha dato alcun approfondimento, a parte qualcosina tanto per dare un senso alla fuga. Un errore davvero imbarazzante è il totale isolamento del personaggio, come se il film fosse ambientato negli anni ottanta e in un luoghi dimenticati da Dio. Passando invece a parlare della fuga, Beckett (il nome del protagonista) finirà per ricevere ferite davvero gravi, senza però riportare nessun effetto collaterale come infezioni o impossibilità di muoversi, quasi come se fosse un supereroe.

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Il cast si compone di attori come John David Washington (protagonista principale insieme a Robert Pattinson nel film Tenet), Alicia Vikanders (Lara Croft nella pellicola del 2018) e Boyd Holbrook (The Predator- Narcos), il resto dei personaggi invece saranno solo delle comparse e nulla di più, infatti alla fine la telecamera sarà sempre  puntata in faccia a John, persino in certi momenti dove poteva essere evitato. L’ambientazione in un primo momento si svolge tra le montagne della Grecia, per poi spostarsi nel centro di Atena, mostrando però luoghi non particolarmente accoglienti, in grado quasi di mettere ansia a chi non è mai stato in Grecia. Il comparto sonoro presenta delle musiche di tensione che non vanno in alcun modo a rovinare le scene, soprattutto quelle di azione

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In conclusione Becket è un film che non riesce per nulla a raccontare una idea davvero interessante e questo a causa di alcune scelte molto personali del regista, finendo dunque per essere tremendamente noioso

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