Ho visto “a land called Tarot” paragonato a un film Ghibli su carta. In effetti lo stile potrebbe richiamare vagamente i film dello studio, e più nello specifico quelli diretti da Miyazaki.

A land called Tarot” è un fumetto totalmente privo di testo. Probabilmente questa premessa potrebbe far storcere il naso al tipo di lettore che ha bisogno che una trama venga palesata e messa a nudo fin dalle prime pagine. Ma se siete invece lettori che amano le interpretazioni, e tentano di andare oltre a una semplice immagine, cercando di decifrare eventuali simbolismi presenti, questo titolo fa al caso vostro.

Purtroppo, proprio per via di questa scelta, la trama risulta sicuramente poco chiara, specie se -come la sottoscritta- avete una scarsa (o inesistente) conoscenza dei tarocchi, che qui è essenziale per comprendere ogni simbolo.

Essendo comunque un libro “muto”, la lettura è molto veloce, e sicuramente è una lettura che mette a nudo un amore più per l’arte e l’estetica, che per la narrativa. Certo, di spunti narrativi ne propone molti: un’ambientazione fantasy ricca di dettagli e sfaccettature, un mondo catastrofico che probabilmente vorrebbe simboleggiare una terra futura, danneggiata dal surriscaldamento globale; strane creature, ibridi, e persino elementi futuristici. Tuttavia, come dicevo prima, si tratta di interpretare i vari elementi presentati, per poterli ricollegare, di modo che acquistino una certa logica.

Di suo, “a land called Tarot” è una lettura molto appassionante, ricca ed espressiva, che getta il lettore in un’avventura misteriosa.

A proposito del suo lavoro, Bertrand disse che- essendo lui un artista in primo luogo- aveva voluto lasciare che l’opera d’arte fosse al centro dell’attenzione… “volevo fare un libro parzialmente sulla mitologia, e al tempo pensavo che l’Hero Myth di Joseph Campbell fosse stato trasformato in una formula per scrivere sceneggiature hollywoodiane e non volevo raccontare una storia seguendo questo stesso modello.  Invece, volevo spogliarlo con i simboli e le immagini di base di un mondo fantastico senza interferenze con il testo, e quindi cercare di lasciarli interagire e vedere cosa ne sarebbe uscito” (Bertrand)

Una lettura semplice, coinvolgente, e assolutamente rilassante, che consiglio a tutti.

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