Correva l’anno 1998 quando l’allora Squaresoft ( odierna SquarEnix ) sfornò uno degli horror più interessanti del settore, il nome di questo titolo era Parasite Eve e narrava le vicende della poliziotta Aya Brea nella sua lotta contro la malvagia Eve ed i suoi mitocondri.

Per chi non lo sapesse il gioco fu una creazione successiva del romanzo originale di Hideaki Sena che lo pubblicò esattamente nel 1995, successivamente venne anche creato un film due anni dopo e venne diretto da Masayuki Ochiai.

Visto il grande successo che riscosse in giappone l’anno successivo venne alla luce l’omonimo videogame e successivamente grazie appunto alla fama del libro e del videogioco vennero creati anche due manga che furono realizzati da Fujiki Noriko.

Tornando al titolo la serie di Parasite Eve ebbe un ottimo successo alla sua uscita, di certo i rivali all’epoca non mancavano prendendo come esempi i vari Resident Evil e Silent Hill, ma la Squaresoft riuscì a creare un gioco con una protagonista davvero molto affascinante ed allo stesso tempo accattivante, una trama davvero piacevole che all’inizio poteva sembrare un tantino banale ma andando avanti nella storia ci si innamorava sempre di più, uno dei pochi lati negativi di questo titolo era il doppiaggio, essendo anche parte gdr il gioco era sprovvisto di dialoghi vocali tranne per la parte iniziale dove sentivamo la voce di Melissa, questo lato negativo anche se non molto rilevante ( visto che in quegli anni nessun titolo di questo genere era doppiato ) risultò un po’ fastidioso perché un titolo di questo spessore se avesse avuto anche dei dialoghi parlati sarebbe stata una mossa molto più azzeccata che farli restare muti, altro piccolo lato negativo era la durata, visto che era presso poco una ventina di ore buone per poterlo completare, se poi si voleva arrivare anche al 100% per sbloccare il vero finale allora un qualcosa in più ma in sostanza non cambiava poi di molto.

Graficamente parlando invece era un qualcosa di meraviglioso, l’intero gioco era sviluppato con una grafica 2-D, tranne la realizzazione dei personaggi,mostri, mobili ed oggetti che erano in 3-D e forse proprio questo aspetto poteva considerarsi come un piccolo difetto perché proprio per questo distacco dal 2-D al 3-D certi personaggi potevano sembrare un tantino goffi e la stessa Aya risultava leggermente stilizzata, ma tralasciando questi fattori che dopo le prime ore di gioco non ci si faceva più molto caso si poteva finalmente godere appieno l’avventura della nostra bellissima poliziotta, altra cosa importante il gioco aveva ricevuto il titolo di “Cinematic GDR” per via della qualità dei suoi filmati che solo un’azienda come la Squaresoft era in grado di realizzare e nel quale nel corso degli anni si specializzò sempre di più.

Altro fattore molto apprezzato era anche il comparto sonoro realizzato da Yoko Shimomura ( famosa compositrice musicale che lavorò anche su titoli come Final Fantasy XV, la saga di Kingdom Hearts oppure i vari titoli di Mario ), riuscì nella creazione di colonne sonore per il titolo che ancora oggi sono molto apprezzate, come le varie “Wait for something awakens”, “Memoryes of Aya and Eve” e “A Piece of Remaine”, l’abilità poi della casa giapponese fu anche che seppe abbinare queste opere hai giusti luoghi, cosi facendo crearono delle perfette combinazioni tra la colonna sonora e il luogo alla quale era designata, in questo modo riuscirono a coinvolgere ancora di più il giocatore dell’epoca.

Insomma che dire questo titolo risultò uno dei migliori del suo genere, purtroppo non si può considerare perfetto ma sicuramente si può dire che è uno dei migliori giochi che l’allora Squaresoft ci donò ed è un peccato che proprio un titolo di questo spessore sia stato accantonato ( tralasciando The 3rd Birthday uscito per Psp nel 2010 ) e non rientri più nei progetti futuri della casa giapponese, secondo me se decidessero di pubblicare un nuovo sequel del gioco per le odierne consolle sarebbe una grandissima mossa da parte di SquareEnix, soprattutto perché con le odierne tecnologie che dispongono potrebbero creare un capitolo che potrebbe dare nuovo lustro ad una saga che purtroppo molti giocatori ( soprattutto i più giovani ) non hanno mai avuto la fortuna di conoscere.

 

 

Mi chiamo Salvatore Marracino, da quando avevo 5 anni sono un amante del mondo videoludico in tutte le sue forme, basta pensare che iniziai i miei primi passi con il Commodore 64, i miei giochi preferiti sono la serie di Assassin’s Creed, The Last Of Us e la serie di Suikoden.

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