ANOTHER: IL TRIPUDIO DEL NO-SENSE

Spesso nelle community legate ad anime e manga, Another viene consigliato, a neofiti o meno, come anime/manga “horror scolastico”, benché della prima componente abbia poco o nulla. E, al di là dei neofiti e delle new entry, che ancora non hanno sviluppato un minimo di criticità sufficiente a rendersi conto degli innumerevoli errori presentati dalla serie in questione,  viene legittimo domandarsi perché per molte persone risulti un titolo affascinante, pur essendo obiettivamente insufficiente.

Forse per l’atmosfera dark? Forse per la protagonista- Mei- una ragazzina oscura, dandere, misteriosa, carina… chi  guardando Another non ha sperato in uno sviluppo amoroso che la vedesse coinvolta? Eppure metà delle incongruenze della storia riguardano il suo personaggio, e i suoi compagni di classe.

Ma andiamo con ordine.

UN BREVE SCORCIO ALLA TRAMA

Keiichi Sakakibara è uno studente delle medie appena trasferitosi a Yomiyama. La scuola qui sembrerebbe maledetta fin dal 1972, quando uno studente morì tragicamente e i suoi compagni di classe finsero, per il resto dell’anno scolastico, che lui fosse ancora vivo e presente fra loro. Da quell’anno, c’è sempre (o quasi) uno “studente in più”, e questa maledizione miete vittime tra gli altri studenti, professori e parenti. Sakakibara trova subito l’amicizia della misteriosa Mei, ma sembrerebbe che sia l’unico a vederla…

 

Lo ammetto, una trama così, per me che sono appassionata di horror, di thriller, di misteri da risolvere, faceva acquolina. E tanta. L’idea di scoprire chi fosse lo studente in più, come funzionasse la maledizione, come distruggerla, era intrigante. Ma fin dai primi episodi, tutta questa base originale ed interessante, viene vanificata dagli atteggiamenti irrealistici dei suoi personaggi.

Partiamo dalla prima forzatura: Sakakibara soffre di cuore, e arriva a scuola qualche giorno in ritardo. Il consiglio studentesco, capeggiato dalla bella Izumi, va a trovarlo all’ospedale. Potrebbe dirgli subito della maledizione, del perché Mei venga ignorata. Ma non lo fa. Il che porta Sakakibara, ignorante della cosa, a parlare con l’unica persona della classe con cui non avrebbe dovuto parlare. Che, per tutti, costituisce il gesto da cui prende avvio la maledizione. Certo, non è così, come vedremo in seguito, perché Mei ha perduto la sorella, e quindi sa che una vittima c’è già stata. Lo dice ai suoi compagni? Lo fa sapere, prima di accettare di fingersi un fantasma per bilanciare il numero di studenti? Ovviamente no, e anche questo silenzio inspiegabile (che getterà anche inquietudine sull’atmosfera generale, ma è messo giusto perché l’autore non sapeva come cavarsela) è forzatissimo.

Perfetto esempio di morte trash

Potrei passare delle ore ad elencare come ogni singolo episodio dell’anime possa risultare in sé forzato, ma eviterò. Consideriamo che a rendere l’anime “sbagliato” e non catalogabile come horror, ci sono anche molti altri elementi: a cominciare dalle musiche, sempre fuori posto, e proseguendo con le morti dei vari personaggi, che sembrano uscite da una versione comica di “final destination”.

Deluse quindi le mie aspettative sulla serie ho voluto cimentarmi col manga… Il mio consiglio è. Non fatelo, scappate finché siete in tempo. Perché se l’anime è da 5 scarso, il manga riesce ad essere persino peggio. In 4 volumi prova a raccontare la stessa identica storia, ma con disegni semplici e una caratterizzazione dei personaggi inaccettabile (o inesistente, dovrei dire). Senza contare che la mancata presentazione di alcuni personaggi, con conseguente morte degli stessi, rende totalmente impossibile l’ empatizzare per loro.

TIRANDO LE SOMME

Consiglio another? Decisamente no, a meno che non lo si guardi/legga con le giuste aspettative. Ovvero come una serie trash, che si intende iniziare giusto per scoprire chi muore e in quale maniera plateale lo fa.

P.s. Ringraziamo tutti la meravigliosa e tanto osannata Mei che avrebbe potuto far concludere la serie al terzo episodio, risparmiandoci un trauma, utilizzando il suo occhio per scoprire il fantasma… e non lo fa

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