QUESTO ARTICOLO NON CONTIENE SPOILER.

Negli ultimi anni i cinecomics Marvel hanno cominciato a stufarmi e a smettere di entusiasmarmi. Dopo i pessimi “Avengers: Age of Ultron”, “Capitan america: Civil War” e “Thor: Ragnarok” (più di tutti) le mie aspettative per questo “Infinity War” non erano particolarmente elevate. Quel che ancora mi ha permesso di nutrire qualche speranza erano gli ottimi due capitoli dei “Guardiani della Galassia”, l’avvincente “Ant Man” e il nuovo “Black Panther”.

“Avengers: Infinity War” è, con ogni probabilità, uno dei tre migliori film dell’Universo Cinematografico Marvel, se non il migliore. Il perfetto coronamento di 10 anni di duro lavoro. 10 anni  di scommesse del visionario Feige e  di tutto il Team Marvel.

Questa non è una recensione. Sono le parole di un appassionato Marvel che ha ritrovato la sua “fede” (non fraintendete, sono un fedele critico, in grado di riconoscere i difetti di questi film).

Ricordo perfettamente la sensazione che ho provato, nel 2012, andando in sala a vedere “Avengers”: euforia, incredulità, felicità. Da lettore di fumetti Marvel era un sogno poter vedere, su uno schermo cinematografico, gli eroi Marvel interagire tra di loro. Ancora mi emoziona pensare a quella scena che vede combattere insieme tutti gli Avengers a New York. Questo è stato l’ultimo film Marvel in grado di emozionarmi così tanto, fino ad oggi. Sì, perché Inifinity War mi ha fatto tornare a quel 2012 in cui mi sono sentito parte di un qualcosa destinato a sconvolgere la mente di ogni appassionato in primis e un’industria cinematografica in secundis.

“Avengers: Infinity War”, è la summa di 10 anni di lavoro da parte del Marvel Cinematic Universe, il progetto più ambizioso.

I personaggi interagiscono tra di loro in maniera fluida e godibile, seppur qualcuno sia stato messo da parte in favore di altri. Il bilanciamento è comunque pregevole ed efficace. Thanos è il villian più riuscito della Casa delle Idee, non più una macchietta priva di profondità come il 99% degli altri villains nei precedenti film. Dimenticabili i suoi scagnozzi dal punto di vista della scrittura, ma non di certo per la presenza scenica di due di loro. Il clima che si respira in questo film è più cupo e serio, rispetto a tutti i precedenti film Marvel, pur mantenendo colori sgargianti e paesaggi coloratissimi. Anche in Infinity War sono presenti le classiche battutine di stemperamento, ma questa volta non invadenti (salvo un paio di eccezioni) e, anzi, necessarie; data la mole immensa di situazioni al cardiopalma. Un plauso alle musiche di questo film, maestose come mai prima d’ora. Come accaduto per i “Guardiani della Galassia”, “Capitan America The Winter Soldier” e Civil War, anche questo Avengers presenta un alto grado di autorialità, rendendolo non solo più godibile ma anche (e soprattutto) una pietra miliare nella storia del cinema. Il finale inaspettato e travolgente, segna un nuovo e rinnovato modo di intendere il cinema seriale.

 

Sono un appassionato consapevole e come tale sento di poter e dover consigliare la visione di questo film a tutti i detrattori dell’Universo Cinematografico Marvel che non guardano film Marvel per principio (chissà quale). Non vi state perdendo l’esperienza di vedere un bel film, bensì state perdendo l’esperienza di condivisione del “prima” e del “dopo” che questo, come altri, cinecomics Marvel ha creato e continuerà a creare. Chi direbbe di no ad un viaggio in compagnia di amici?

 

-Michael Giargia

Appassionato di fumetti, serie tv e cinema. Si pone molte domande alle quali risponde sempre: “42!”.

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