Premessa: Questo breve Compendium nasce con l’intento di approfondire le origini tecniche della saga di Castelvania, in aggiunta al Grimorio della suddetta saga, in cui potrete assaporare il lato narrativo che dipinge le gesta della famiglia Belmont.

La longevità narrativa di un videogioco, può esulare dai limiti imposti dal suo gameplay, fino a protrarsi nel tempo e nello spazio, senza limiti espressivi. Tutto questo ha reso, da anni, il medium, un qualcosa di molto più complesso, rispetto ad un semplice mezzo d’intrattenimento momentaneo, evidenziandone le capacità rappresentative, umane ed artistiche. L’arte, nel nostro secolo, non si limita più semplicemente alla scrittura, o alla pittura o alla scultura, districandosi attraverso i modernismi momentanei, sviluppandosi su un piano d’immediatezza che non tutti sono in grado di comprendere a pieno, sommersa dalla nostra superficialità, finendo sugli scaffali polverosi dei nostri titoli, dei nostri “giochi”. Vivere a pieno un videogame significa assaporarne tutte le sfumature, interpretando i suoi segnali in maniera profonda e sensibile ma…quanti sono davvero disposti a farlo??
-Origini della saga…

La saga di Castelvania vede la luce, col suo primo capitolo, nel lontano 1986, sul Famicom Disk System, una versione del Nintendo Entertainment System, prodotta esclusivamente in Giappone. ( Il suo funzionamento dipendeva da un cavo di alimentazione, in alternanza alle batterie, e leggeva i Floppy Disck. Ne vendettero oltre 4,5 milioni di unità).
Il titolo originale è “Akuma jo Dracula” ( Dracula del castello del Diavolo). Dopo la realizzazione del primo capitolo, non troppo tempo dopo, il nome viene adattato in Vampire Killer, per poi essere pubblicato in Europa e Giappone.
In Nord America giungerà solamente un anno dopo (1987), su cartuccia per SNES.

Tutte le vicende che disegnano la serie, ruotano attorno alle imprese ed agli sviluppi della Famiglia Belmont, celebre per la caccia ai vampiri. (E’ stato smentito ogni legame dei Belmont con la Francia anche se…dal manuale del Famicom e da Dracula X, si possono riscontrare alcuni legami di sangue con la suddetta regione).

In ambito artistico, invece, abbiamo moltissimi rimandi ed ispirazioni palesi. Tutti coloro che hanno lavorato ai capitoli di questa serie (circa 20), hanno seguito un medesimo filone stilistico, facendo dell’elemento Gotico, un simbolo estetico per eccellenza, dell’ambientazione ed i personaggi.
Gli omaggi all’arte di numerosi pittori come: Francisco Goya , Albrecht Durer o Pieter Bruegel, sono facilmente riscontrabili.
E’ inoltre palese l’influsso di moltissime altre celebri opere come: “Il Trionfo della Morte” e tanti altri…atti a colorare e dipingere il tutto con esseri della mitologia greca, romana e partenopea come: minotauri, arpie, chimere, tritoni…
Atti a contestualizzare e valorizzare il tutto.

L’ispirazione che ha dato forma all’ambito narrativo del primo capitolo, nasce dal mito del Conte Dracula, che lo vede come il boss finale di un percorso irto di difficoltà e servitori orrendi, tutto sviluppato nel suo celebre castello. Successivamente, partendo da tutto questo, la trama ha assunto sfumature molto più complesse e profonde.

Gira anche voce che il tutto sia ispirato ad un opera di Bram Stoker, un romanzo di nome Vampir Hunter D (1982), in cui il conte Dracula morde e tenta di sposare una ragazza che vuole ribellarsi attraverso la sua frusta. A salvarla interviene un uomo di nome D, che ricorda vagamente Alucard.

-La storia:

Per quanto riguarda l’aspetto narrativo della serie, vi rimando al Grimorio dedicato proprio agli approfondimenti in merito. Vi consiglio caldamente di leggerlo, fino a comprendere le sfumature espressive che, insieme all’estetica e al gameplay, hanno disegnato questa splendida saga.

 

-Caratteristiche storiche dei capitoli…

Nel primo capitolo della serie, del 1986, avremo il controllo sul protagonista Simon Belmont, con una frusta sacra (simbolo della sua discendenza familiare) come arma principale, spalleggiata da secondarie reperibili nel mondo di gioco. L’obiettivo principale sarà quello di esplorare il castello di Dracula per uccidere il celeberrimo conte.

Dal secondo capitolo verranno aggiunti alcuni dettagli tipicamente GDR ( dei giochi di Ruolo) come: la libertà esplorativa generata dall’interconnessione dei luoghi, l’esperienza accumulabile per salire di livello e gli NPC (personaggi non controllabili dal giocatore). Queste caratteristiche però non saranno frequenti nei seguiti.

La reale evoluzione moderna ed artistica, giunge però con Symphony of the Night, del 1997, il quale proiettò il tutto su strade del tutto nuove, inesplorate. Con questo capitolo, vediamo anche la mano di Ayami Kojima, il quale muterà lo stile principale delle ambientazioni da scuro e medievale, a manieristico dalle tinte barocche.

Esistono, in tutto questo, delle caratteristiche iconiche e ricorrenti che vanno a dipingere ogni capitolo della saga come: I power-up a forma di cuore, le armi secondarie da scovare (come scritto sopra), il denaro, gli zombie, gli scheletri, pipistrelli, Dracula stesso…tutti elementi che, in un modo o nell’altro hanno contribuito alla nascita e crescita di una saga storica e iconica su più livelli d’interpretazione ed espressione.

 

 

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