Quella che segue è una mia personalissima lista di anime di genere isekai che ogni appassionato dovrebbe conoscere e vedere. Si tratta di cinque anime che io reputo i migliori del loro genere, capaci di farsi amare anche da chi non gradisce il genere. Come ogni lista si tratta di opinioni personali e quindi opinabili, perciò non avetene a male se il vostro isekai preferito non compare.

Titolo:

Kono subarashii sekai ni shukufuku o!  (KonoSuba)

Struttura serie:

una serie da due stagioni, ognuna formata da dieci episodi più un OAV

Trama:

Kazuma Saito è un liceale giapponese che si è ridotto a fare l’hikikomori, appassionandosi solo di videogiochi. Durante il ritorno verso casa muore nel tentativo di salvare una ragazza. Si ritrova così al cospetto di una dea incaricata della sua reincarnazione in un altro mondo. Costei, Aqua, gli rivela la verità sulla sua morte, facendosi nel contempo un sacco di risate. Kazuma è morto per lo stress dovuto ad una situazione che credeva pericolosa. In realtà la ragazza non correva alcun pericolo. È morto da idiota. Pur avendo la possibilità di scegliere un oggetto o un’abilità da portarsi nel nuovo mondo, decide per ripicca di portarsi dietro Aqua. Quest’ultima potrà ritornare al suo ruolo di dea solo dopo la sconfitta del Re dei Demoni, un’oscura figura, che sta distruggendo il mondo in cui Kazuma sarà reincarnato. Sebbene all’inizio Kazuma sia pieno di entusiasmo per il nuovo mondo fantasy in cui si ritrova, ben presto capirà come la realtà sia ben più dura e poco soddisfacente e di come le sue imprese siano tutto fuorché eroiche.

Perché vederlo:

Non finirò mai di elogiare questo isekai. Sebbene possa sembrare il classico esemplare del suo genere, la comicità, dirompente e memorabile, fa tutta la differenza. I luoghi comuni degli isekai sono ribaltati. Kazuma non ha poteri incredibili per sconfiggere il nemico, le sue compagne di party (la stupida Aqua, l’esaltata Megumin e la pervertita Darkness) tutto sono tranne che un harem e le sue imprese non hanno nulla di epico.

Recensione:

KonoSuba – recensione di un anime molto fantasy, ma poco eroico: https://questnews.it/konosuba-recensione-anime/

Titolo:

The Rising of the Shield Hero

Struttura serie:

una serie di venticinque episodi

Trama:

Il giovane Naofumi Iwatani è un hikikomori che passa le sue giornate a leggere light novel. Un giorno, mentre perlustra con lo sguardo gli scaffali di una biblioteca, adocchia uno strano tomo che narra la storia di quattro eroi sacri. L’Eroe della Lancia, della Spada, dell’Arco e dello Scudo devono difendere un mondo fantastico da diverse invasioni di mostri e creature similari, chiamate “ondate”. Mentre sfoglia il tomo, Naofumi viene evocato nel mondo descritto dallo stesso assieme ad altri tre ragazzi. Loro quattro saranno gli eroi e il nostro ricoprirà il ruolo dell’Eroe dello Scudo. Ma una volta abituatosi all’idea, Naofumi viene tradito. Accusato di aver tentato violenza sulla sua unica compagna di party, l’Eroe dello Scudo si ritrova solo, senza soldi, senza compagni di party, osteggiato da tutti. Deciso a sopravvivere alle ondate per tornare a casa, Naofumi inizia la sua solitaria lotta contro tutto e tutti e, a volte, persino contro sé stesso.

Perché vederlo:

Semplicemente uno fra i migliori isekai mai realizzati. Sebbene non sia innovativo in varie sue caratteristiche (ambientazione e missione del protagonista), lo è su altre. Il vero punto di forza dell’anime è la narrazione: ben costruita e solida, sebbene essa ceda verso gli episodi finali. È quest’ultima che permette di costruire quella sensazione di rabbia e di odio che fanno di Naofumi un eroe così diverso dagli altri protagonisti di isekai. Tutto ciò permette anche di solidarizzare con il protagonista e di provare empatia verso di lui a causa delle ingiustizie subite.

Titolo:

Drifters

Struttura serie:

un OVA che riassume i primi due episodi della serie, una serie da dodici episodi più tre OVA

Trama:

In un mondo fantastico abitato da umani e razze umanoidi (elfi e nani) e non, l’Impero di Orte, potente ed esteso, è oramai in crisi. A deciderne il destino è lo scontro fra due strani personaggi: Murasaki ed EASY. Entrambi hanno il potere d’inviare sul mondo in questione degli uomini capaci di cambiarne le sorti, prelevandoli dalla Terra prima che essi muoiano. Quelli reclutati da Murasaki si chiamano “drifters” o “naufraghi”, quelli di EASY “ends” o “scarti”. La differenza fra i due gruppi sta nel fatto che i secondi hanno rinunciato alla loro umanità e sono animati da una furia distruttrice assecondata dai poteri magici che si ritrovano dopo essere stati reclutati da EASY. Tuttavia non pensate che i drifters siano dei chierichetti, anzi…

Perché vederlo:

Un isekai che non sembra tale. Una storia fatta di sangue, follia, umorismo, in tipico stile Kouta Hirano, ottenuta mischiando la Storia con il Fantasy. L’aver scelto dei personaggi storici come protagonisti è il vero punto di forza dell’anime: a far la differenza nel nuovo mondo non saranno le loro abilità acquisite, ma la loro mentalità e il loro agire.

Recensione:

Drifters – Recensione di un isekai diverso dal solito: https://questnews.it/drifters-recensione-di-un-isekai-diverso-dal-solito/

Titolo:

Grimgar of Fantasy and Ash

Struttura serie:

dodici episodi e un OAV

Trama:

Un ragazzo di nome Haruhiro si risveglia insieme ad altre persone in un mondo chiamato Grimgar. Nessuno di loro ha ricordi del proprio passato a parte il proprio nome, e per poter sopravvivere decidono di unirsi come soldati dell’Esercito Volontario della città di frontiera Alterna. Haruhiro assieme a Yume, Shihoru, Ranta, Moguzo e Manato, loro capo, formano un party per poter sopravvivere in questo nuovo mondo. Tuttavia, sono molto scarsi in termini di abilità e dovranno lottare per restare invita e migliorare le loro condizioni. Ma proprio quando sembra tutto volge al meglio, una grande tragedia si abbatterà su di loro.

Perché vederlo:

In tutti gli isekai, più o meno, i protagonisti hanno grossomodo vita facile. Il gruppo di avventurieri protagonisti di quest’anime non deve salvare il mondo e possono contare solo su stessi. Ogni loro vittoria, seppur piccola, permette loro di guadagnare abbastanza per mangiare e nei giorni più fortunati riescono persino a mettere da parte qualcosa per comprarsi dell’equipaggiamento migliore o per apprendere nuovo abilità. Questo è il punto di forza di quest’anime: mostrare il lato meno glorioso, ma più umano degli avventurieri.

Titolo:

Youjo Senki

Struttura serie:

una serie da dodici episodi più un episodio riassuntivo e un film

Trama:

Nel Giappone del XXI secolo un uomo muore assassinato. Era efficiente, intelligente, ma non aveva alcuna pietà o umana comprensione verso il prossimo. Ed è stata proprio questa scarsa empatia verso l’altro a condurlo verso la morte. Un attimo prima di morire una misteriosa entità sovrannaturale gli si palesa davanti. Quest’ultima, Entità X, si occupa della reincarnazione delle persone e si domanda se valga la pena far reincarnare un uomo senza fede come lui. L’uomo ribatte con lucidità e freddezza che l’essere umano non sente più la necessità della fede in un essere superiore. A queste parole l’Entità X si domanda cosa succederebbe se un uomo come lui fosse inviato in un mondo dove la povertà, la fame, la guerra e la malattia dilagano.

Il nostro pertanto viene reincarnato nel corpo di una bambina appena nata chiamata Tanya Degurechaff. Il mondo in cui è stato reincarnato è molto simile alla Terra d’inizio XX secolo con tutti i suoi mali. L’unica grande novità è la presenza della magia, usata per scopi militari, e per la quale Tanya dimostra fin da subito un grande talento. Pur di non vivere in un orfanotrofio, Tanya si arruola nell’esercito per servire come mago da battaglia. Il suo scopo è quello di scalare le gerarchie dell’esercito e di vivere tranquillamente nella retrovie, in pace e lontano dal fronte. Tanya infatti cova del risentimento verso l’Entità X e non è disposta a darle soddisfazione: in lei non nascerà mai la fede.

Perché vederlo:

L’ambientazione diversa dal solito fantasy medievaleggiante e il carisma della protagonista compensano ampiamente le carenze di quest’anime (personaggi secondari anonimi, ambientazione sì diversa ma poco curata), mentre la comicità di contrasto fra la vera personalità di Tanya (cinica, egoista e materialistica) e la sua apparenza (fanatica, spietata e devota) corona il tutto.

Recensione:

Youjo Senki – recensione: https://questnews.it/youjo-senki-recensione/

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