CLANNAD: NO SENSE O SOLO DIFFICILE INTERPRETAZIONE?

Ho sempre voluto fare una recensione a quella che è una delle mie opere preferite, “Clannad”, ma viste le innumerevoli opinioni contrastanti che sono state sfornate su questo titolo, opterò più che altro per un approfondimento volto alla spiegazione. Si, perché francamente credo che la maggior parte dei giudizi negativi siano dovuti alla non totale comprensione dell’opera.
Premetto subito che questo articolo conterrà innumerevoli SPOILER, che trovo necessari per spiegare la storia e l’evoluzione dei personaggi e che, perciò, se avete intenzione di leggerlo fino alla fine e di discutere sulla valutazione, dovreste aver visto entrambe le stagioni.
Fatta questa breve premessa, andrei subito al sodo.

I DIVERSI MONDI

Per comprendere a fondo Clannad bisogna tener conto, fin da principio, che non è una storia romantica lineare, che segue una semplice vicenda passo per passo. Clannad non segue una linearità, si parla di passato e futuro intrecciati insieme e questo si intuisce dall’ambientazione: ci sono infatti diversi mondi (tre, per essere precisi) che si collegano fra loro, attraverso le vicende. Nel primo, quello reale, seguiamo le vicende di Tomoya e Nagisa, e dei vari coprotagonisti; il secondo è il mondo “nascosto”, quello dove agiscono la misteriosa bambina e il robottino; il terzo, di cui parlerò solo nel finale, è simile al mondo reale -la collina dove si sono conosciuti i protagonisti- ma, come vedremo in seguito, è ambientato in una diversa sequenza temporale. C’è poi il luogo sacro, che nominerò brevemente più tardi.
Cominciamo col mondo reale (che è poi quello che occupa la fetta più grande della storia e che affronta come tematica principale quella della “famiglia”, da cui anche il titolo dell’anime) e con quello “nascosto”. Molti forse non hanno compreso il legame tra questi due mondi, e a onor del vero non è così semplice come possa sembrare. Tant’è che l’identità di bambina, robot e pecorelle che si vedranno in seguito si scoprirà solo nella seconda stagione. Per capire esattamente cosa sia il mondo nascosto, bisogna aver visto entrambe le serie e aver compreso i personaggi, i tre protagonisti in particolare… cos’è esattamente questo mondo deserto, in cui vivono solo bambina e robot? Chi sono loro?

La misteriosa bambina del mondo nascosto

La risposta ci viene data attraverso le emozioni e i dialoghi di Tomoya e di Ushio. Il mondo nascosto non è altro che la trasposizione dei sentimenti e del dolore della piccola Ushio che, abbandonata dal padre perché incapace di convivere col dolore della morte di Nagisa, vive 5 anni da sola, abbandonata, senza una famiglia (al di là dei nonni), con la consapevolezza che la propria vita abbia strappato all’amato padre quella della sua mamma. Come vedremo più avanti, oltre a quella della “famiglia”, la tematica più importante in Clannad è quella della responsabilità. Tomoya perde la persona più importante della sua vita, nella seconda serie, e rifiuta la propria responsabilità di accudire la famiglia, disprezza la sua realtà e il suo mondo, creando la trasposizione del mondo nascosto, in cui Ushio (la bambina) vive il dolore dell’abbandono, la propria agonia. L’identità della bambina ci è chiara inoltre dalla presenza del famoso robottino… ricordiamo tutti il regalo (il primo regalo di papà) che Tomoya fa ad Ushio quando, dopo cinque anni di lontananza, si ritrovano, no? Era proprio un piccolo robot che Ushio perde nei campi di grano. Il robot del mondo nascosto altri non è che Tomoya stesso. Insieme, i due aspettano l’arrivo dell’inverno, della morte, vivendo la solitudine della loro esistenza. Il robot non è da meno, anche lui vive l’angoscia della propria vita nel mondo reale… ci è chiaro quando raccatta vari componenti per creare un nuovo robot (che dovrebbe, molto probabilmente, simboleggiare l’intenzione di ridare vita a una nuova Nagisa), ma fallisce miseramente. Perché, come ci viene espressamente detto, questo è un mondo di trasposizione, non può nascere nuova vita e, infatti, ci sono solo loro. Da questo momento prende consapevolezza che non potrà mai più avere la sua amata. E, con essa, accetta l’idea stessa della morte. Questo particolare, che a molti può apparire irrilevante, è in realtà la chiave che spiega perché Tomoya decida di restare al fianco di questa seconda Ushio per salvarla dalla fine imminente di questo mondo… Il secondo mondo è una sorta di porta aperta sul futuro, sugli avvenimenti della seconda serie. Mentre Tomoya, nel mondo reale, si riavvicina alla figlia allontanata per cinque anni, quello del secondo mondo, il robot, prende consapevolezza di volerla proteggere.
Ah, a questo punto faccio un rimando sulla fine della prima stagione. Molti hanno criticato che clannad è “noioso nella prima serie, perché inutile a un proseguo della trama, e drammatico nella seconda”. Niente di più banale… Clannad non ha punti inutili, ogni particolare serve ad arrivare a un determinato esito. Ricordate tutti la conclusione della prima stagione con la recita di Nagisa al club di teatro? Cosa mette in scena la ragazza? Si, proprio lei, la storia della bambina e del robot, un racconto basato su un suo ricordo… questo ricordo altro non è che una traccia lasciata dalla Ushio del mondo nascosto.

LE TEMATICHE

Prima di proseguire con un approfondimento sui personaggi, vorrei scrivere due righe veloci sulle tematiche. Abbiamo già detto che quelle principali sono “famiglia” e “responsabilità”, intrecciate tra loro. E’ interessante il divario tra la famiglia solare, felice di Nagisa e quella spezzata di Tomoya. E’ bellissimo vedere Tomoya odiare il padre e criticarlo per il suo fallimento, e poi commettere lo stesso errore in chiave più grande. Tomoya fallisce in ogni famiglia che si crea, fallisce come figlio, fallisce come genero, fallisce come padre… e alla fine se ne rende conto, e da qui si prende la responsabilità di cambiare la propria vita, esaudendo il suo desiderio. La responsabilità per la famiglia ci viene mostrata anche da Akio, il papà della ragazza… poteva sembrare una scena semplicemente comica, ma la partita che l’uomo propone a Tomoya, per decidere chi tra loro dovrà prendersi cura di Nagisa, serve a testare il livello di responsabilità che intende prendersi il ragazzo. Tomoya dà tutto sé stesso per vincere e per dimostrare a lui e alla famiglia Furukawa quanto serie siano le sue intenzioni.

KOTOMI E FUKO

Ora… passiamo a un approfondimento sui due protagonisti e sui personaggi che li circondano nella prima serie. Tomoya e Nagisa sono inizialmente agli opposti. Tomoya esordisce la sua performance con un “io odio questa città”. Lui disprezza tutto e tutti, odia la città in cui vive e, come vedremo, ripudia la sua famiglia (il padre). Nagisa è una ragazza timida e cagionevole di salute, ha rischiato la morte quando era bambina, ha strappato via i sogni dei suoi genitori e ha perso un intero anno di scuola… avrebbe tutti i motivi del mondo per disprezzare la sua esistenza, e invece la ama. Ama la città, ama la sua famiglia, tanto è vero che finge dei dialoghi con ciò che le piace (principalmente cibi) quando è in imbarazzo o in tensione per qualcosa. Il punto d’incontro tra i due è sulla famosa collina dei ciliegi che porta a scuola, in cui Nagisa si pone domande sulla vita a cui è proprio Tomoya a dare istintivamente una risposta.
Da qui ha inizio la loro amicizia e la loro vicinanza, contornate dall’arrivo di altri personaggi che Tomoya e Nagisa decideranno di aiutare di volta in volta. Una menzione particolare va a due personaggi che occupano due archi della prima stagione: Fuko e Kotomi, due ragazze che forniranno le spiegazioni necessarie a comprendere il finale.
Cominciamo da Kotomi, per la quale sarò breve. Come sappiamo è un’amica d’infanzia di Tomoya che vive il dolore della perdita dei genitori. Non è importante tanto il fatto che Tomoya la aiuti, esaudendo il suo desiderio, quanto più il fatto che scopriamo che -prima di morire- i genitori della ragazza stavano lavorando allo studio dei “mondi paralleli”. Alla faccia di tutti coloro che hanno esordito nella loro recensione con “sembrava una commedia e dal nulla spuntano elementi fantascientifici a caso”. L’esistenza di questi altri mondi c’è fin dall’inizio, i personaggi li stavano già studiando, valutando la loro esistenza, non è affatto un elemento inserito a caso.
Passiamo a Fuko, personaggio importante quanto Tomoya, Nagisa ed Ushio. Fuko appare ai protagonisti come fantasma di una studentessa e, scopriamo in seguito, sorella di un’insegnante della scuola che vorrebbe tanto averla al proprio fianco nel giorno del suo matrimonio. La ragazza quindi compare come trasposizione astrale (essendo quella reale in coma), vista da pochi, per esaudire il suo desiderio. Tomoya e Nagisa decideranno quindi di esaudire il suo desiderio, fino all’apice dell’evolversi della loro storia che raggiunge un alto livello di drammaticità. Riescono nell’intento, e una volta esaudito il desiderio delle sorelle, Fuko scompare perché la sua trasposizione astrale non serve più. Dopo questo arco veniamo a conoscenza di un particolare importante. Ogni qualvolta Tomoya esaudisce il desiderio di qualcuno, ottiene dalla città una particolare luce chiamata “light orb”. In pratica la città agisce come la personificazione di un’unica persona. Raccoglie i desideri di tutti e regala qualcosa a chi li esaudisce. Tomoya, che ne fa esaudire diversi, ottiene in cambio dalla città l’avverarsi del proprio.

Fuko durante uno dei suoi sogni a occhi aperti

UN FINALE CHE NON REGALA SOLO FEELS… MA ANCHE RISPOSTE

Detto tutto questo, arriviamo alla seconda metà di clannad after story e al fatidico finale, criticato dai più. Per capirlo dobbiamo ricordarci il parallelismo tra quello che accade alla nuova famiglia di Tomoya e quello che successe a Nagisa e ai suoi genitori, in passato. Sappiamo che i genitori della ragazza avevano grandi ambizioni, ma nel momento in cui Nagisa si ammalò gravemente di una malattia sconosciuta, dovettero rinunciare (ah, a proposito, ho letto che il non voler portare Ushio all’ospedale, nella seconda serie, per alcuni è un particolare ridicolo. Assolutamente no. Come dirò fra poco, Ushio e Nagisa condividono un destino simile, e come a Nagisa fu diagnosticata una malattia incurabile, così accade per Ushio anche senza bisogno di un riscontro medico). Qui veniamo a conoscenza di un posto particolare della città in cui, secondo una leggenda, vengono esauditi i desideri delle persone. Akio porta una Nagisa morente in questo posto chiedendo alla città che lei possa sopravvivere e così avviene. In questo frangente, Nagisa incanala in sé stessa, nella sua persona, la volontà dell’intera città. La sua vita quindi si lega a quella della città ed è grazie a questo particolare che, in futuro, Ushio potrà accedere al mondo nascosto. (solo quattro personaggi, nella storia, vi possono accedere: Ushio nel modo appena detto, Nagisa perché rappresenta i desideri della città; Tomoya nel momento in cui, come vedremo fra poco, cambia e riscrive la propria storia sulla collina dei ciliegi e Fuko grazie al proprio potere, utile anche a farla apparire come fantasma).
Ushio, nel mondo nascosto, è consapevole che la sua esistenza sia identica a quella della madre. La sua vita è legata alla volontà della città, e in quel mondo è destinata a morire inghiottita dal senso di solitudine lasciatole dal padre assente. La sua vita quindi, almeno teoricamente, è destinata a giungere al termine. Vi ricordate infatti quando, poco fa, ho scritto che Tomoya realizza desideri e in cambio ottiene l’esaudirsi del proprio, come in un equo scambio? Stessa cosa dicasi per Ushio. La città ha ridonato la vita a Nagisa, quando era bambina e stava morendo, e ora Ushio dà in cambio la propria. Ma è qui che arriviamo al terzo mondo, in realtà un altro tempo. Tomoya torna sul luogo dove tutto è cominciato, la collina dei ciliegi dove conobbe Nagisa. Capisce che se non avesse conosciuto la ragazza, nulla di tutto quello che è successo potrebbe riaccadere e lui non dovrebbe più vivere il dolore che ha vissuto. Supera quindi Nagisa senza rivolgerle la parola. Ma si rende presto conto che il non conoscere Nagisa comporta anche la non nascita di Ushio. Perciò decide di prendersi la responsabilità (finalmente, possiamo dire) e di non fuggire più dalla sua vita, di abbracciare il dolore che verrà, costruendo la sua nuova famiglia.
Da qui il mondo nascosto e quello reale diventano l’uno lo specchio dell’altro e vediamo compiere le stesse cose. Nel primo, Ushio si ammala come la madre e chiede al papà un ultimo desiderio, di “portarla in gita”. Tomoya, visti i trascorsi, comprende di dover esaudire questo ultimo desiderio ed è durante la gita che la piccola muore, così come- nel secondo mondo- muore la seconda Ushio. Ma è fatta, Tomoya ha realizzato anche quest’ultimo desiderio ottenendo un’altra Light orb e così può chiedere alla città -ricordiamo che Nagisa ne aveva incanalato la volontà- il proprio desiderio. Se ci facciamo caso lui dice proprio “Nagisa, salva Ushio!”, e Nagisa, ovvero l’intera città, esaudisce questo ultimo desiderio che Tomoya si è guadagnato. Si torna quindi nel passato, al giorno in cui Ushio è nata. Ma questa volta le cose procedono in modo diverso e, grazie al proprio desiderio, Nagisa e Ushio si salvano entrambe, Tomoya non deve più fuggire dal proprio dolore e Ushio non è più costretta a chiudersi in un guscio di dolore e solitudine.
Possiamo, in conclusione, dire che ogni cosa che accade ha un suo significato, anche quelle che a prima vista possono apparire delle forzature.

L’unico particolare di cui non ho parlato sono le pecorelle del mondo nascosto, rappresentate da Ushio e Nagisa. Questo, lo ammetto, è l’elemento di Clannad che mi ha lasciato più interdetta, in effetti non è semplice…. Sappiamo che le due pecorelle sono loro grazie a una frase che dice Fuko nel finale e che fa intuire che sa riconoscere perfettamente l’odore di Ushio, così come Ushio sa riconoscere quello della madre. Questo particolare, da quanto ho capito, dovrebbe essere utile solo a farci capire in che modo sono collegati i vari mondi sopra citati e a mostrare la gratitudine della bambina nei confronti di Tomoya. Fuko, nel finale, porta la sorella proprio nel punto di convergenza dei vari mondi, e ritrova la piccola Ushio, seguendola ovunque e proteggendola da eventuali pericoli, proprio per ringraziare Tomoya di quanto ha fatto per lei.

TIRANDO LE SOMME

Clannad non  è di certo un’opera perfetta o un capolavoro, nè ci va vicino. I problemi che si riscontrano nella serie sono diversi, a partire da un chara eccessivamente moe che destabilizza lo spettatore, fino all’aggiunta di personaggi che sono effettivamente inseriti senza motivo alcuno. Tuttavia, mi sembra corretto che, tra gli alti  e i bassi, ne vengano riconosciuti anche i giusti meriti.

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