Quattro mangaka e un dormitorio

 

Trama

 

“Comic Girls” unisce il moe al mondo dei manga. Protagonista importante, ma non unica, della serie è la giovanissima Moeta Kaoruko. Conosciuta con lo pseudonimo di Kaos-sensei, disegna manga in 4-koma (ossia un fumetto composto da quattro vignette a tema per lo più umoristico), ma dopo il suo esordio si vede bocciare una dopo l’altra tutte le sue bozze. Al fine di stimolarla, viene invitata dal suo editore a risiedere presso un dormitorio femminile che accoglie ragazze mangaka come lei. Kaos-chan, una volta trasferitasi, passerà le sue giornate fra la scuola e il lavoro.

Vita da dormitorio

 

Le compagne di dormitorio di Kaos-chan sono tre sue coetanee e compagne di scuola. Koyume Koizuka è un’autrice di manga a target shoujo e anche lei si è trasferita nel dormitorio assieme a Kaos-sensei. Ha un aspetto molto femminile e va matta per i dolci. Ruki Irokawa è una bellissima ragazza, autrice di manga a tema erotico dei quali però si vergogna profondamente. Tsubasa Katsuki, nonostante la sua bellezza, si veste e comporta da maschio. Disegna manga a target shounen ed è molto affermata come mangaka. Di ben altra pasta è la quinta mangaka che comparirà più tardi. Suzu Fuura ha un aspetto inquietante (da Sadako di “Ring”), ha l’abitudine di comparire all’improvviso e alle spalle e disegna manga dell’orrore. Le quattro coinquiline ne sono giustamente terrorizzate. La sua presenza da carica all’anime ed è, assieme ai versi emessi di disperazione di Kaos-chan, l’unico elemento comico della serie.

Realismo, manga e moe

 

Di anime che trattano il mondo dei manga, simili e affini ve ne sono diversi. Quindi non mi stupisce che sia uscito un anime che tratti il tema “manga” associato al moe. Quello che mi stupisce è la superficialità con cui è stato trattato. Kaos-chan è il classico personaggio femminile timido, imbranato e scoraggiato e incapace di avere successo senza il minimo supporto altrui. Come ha fatto una ragazza così insicura a diventare una mangaka? Tenete conto che stiamo parlando di un lavoro snervante, dove la dedizione e la passione contano parecchio come il duro lavoro e il sacrificio. E’ vero che stiamo parlando di un anime moe, quindi ben poco realistico, ma questa volta il grado di sospensione dell’incredulità richiesto dall’anime è stato, secondo il parere di chi scrive, troppo.

Giudizio finale

 

Tutto sommato “Comic Girls” è un anime carino, che si lascia guardare, aiutato in ciò da Suzu Fuura. Tuttavia a parte questo, non offre nulla di nuovo a chi ha già esperienza di questo tipo di anime. Sostanzialmente ci troviamo di fronte alla solita solfa. Abbiamo un cast tutto al femminile. Ragazze timide che si comportano come se fossero bambine e invece sono delle liceali. Azioni quotidiani e banali a cui viene dato il massimo risalto e buoni sentimenti e comprensione come se non ci fosse un domani. La vera grande novità risiede nell’attività delle protagoniste.

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