Ben ritrovati cari lettori!
Oggi volevo esporvi le mie considerazioni su uno dei miei sentimentali/slice of life brevi (consta di 12 episodi inerenti solamente alla prima stagione) preferiti in assoluto e e spero tramite la mia riflessione di sostenere tale parere, oltre a consigliarvela qualora ve la foste persa.
Sto parlando di Chuunibyou demo Koi ga Shitai! (traducibile dall’inglese come Love, Chunibyo & Other Delusions);

Ricordando che il mio giudizio non è minimamente assoluto, vi auguro una buona lettura.

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Sono abbastanza sicuro che non importa chi sei, dove vivi, e qual è la tua statura; una volta nella vita hai sognato qualcosa di surreale. Sai, come avere poteri speciali che ti distinguono dagli altri, o vivere in un castello galleggiante nel cielo. Ma naturalmente, a prescindere da ciò, arrivò un momento in cui tutti noi abbiamo deciso di dimenticare tali deliri e diventare una parte della società. Chuunibyou demo Koi ga Shitai, altrimenti noto come Chuu-2, è un anime che si concentra su tali allucinazioni.
Chuu-2 ci mostra la storia di Yuuta, il ragazzo liceale di tutti i giorni. O così sembra. In passato è stato “infettato” da una delle più diffuse, imbarazzanti e persino umilianti malattie di tutti i tempi, e questo è il Chuunibyou. Chuunibyou (denominata sindrome della seconda media) è un femomeno (reale fra l’altro) che colpisce alcuni adolescenti facendoli ancorare ai loro sogni passati che siano l’interpretazione sia fisica (indossando quindi costumi per assomigliargli quanto più possibile) sia mentale (tramite gesti oppure timbro della voce) di un personaggio inerente ad un manga/anime oppure relativo ad un videogioco.
Il nostro Yuuta spera di ricominciare da capo quando entra alle superiori a causa del suo totale imbarazzo in passato per chi pensava di interpretare e cosa poteva fare. Questi piani vengono rapidamente distrutti quando incontrerà Rikka (che invece possiede ancora la sindrome del Chuunibyou) che si affezionerà a lui per un motivo preciso.

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Cosa si cerca principalmente in un slice of life? un pizzico di ironia, un pò di drammaticità e giusto qualche rapporto amoroso. Beh, per quanto mi riguarda, questa serie ha tutto.
Mentre lo spettatore procede nelle puntate, indaga a fondo sempre su Rikka e si rende conto che le sue allucinazioni/deliri non sono quelle di qualcuno che confonde fantasia e realtà, ma piuttosto di una persona che sfrutta la fantasia per sfuggire alla realtà.
Essendo uno slice of life, come detto poco prima,la serie ha la sua giusta dose di dramma, romanticismo e una grande varietà di umorismo che vi strapperà risate ma saranno presenti momenti che vi faranno piangere lacrime quando si terrà necessario.
Sicuramente arriverà la domanda: “che cosa c’è di così fantastico in questo anime?”
Prima di tutto, è letteralmente uno degli anime più divertenti che abbia mai visto. Tutto, dalle epiche scene di lotta che Rikka immagina quando Yuuta la colpisce in testa è semplicemente impagabile. Inoltre, le battute che raccontano non solo ti fanno ridere, ma in realtà ti colpiscono direttamente in faccia. Chuu-2 ci mostra quello che eravamo noi da giovani e ancora non pensavamo ai nostri possibili nostri sogni per il futuro. Ti dà una sensazione di nostalgia, arrivando a pensare che effettivamente anche noi davamo spazio alla fantasia. Quindi, per farla breve, non solo è divertente ma puoi effettivamente relazionarti con le cose che stanno facendo, o anche il modo in cui pensano.
Un’altra cosa è che la trama stessa è semplice. Non va ad ingarbugliarsi con un possibile timore che cada su sè stessa, ma si concentra su entrambi i due protagonisti principali della storia Yuuta e Rikka: mostra le loro vite proprio come qualsiasi altro anime sentimentale che si rispetti con una piccola svolta nel mezzo quando inizia a prendere velocità e si trasforma in un romance. Ciò che è davvero sorprendente a riguardo è che, nonostante quella transizione, rimane fedele al concetto inziale. All’inizio trattava di alcuni studenti delle scuole superiori con la sindrome Chuunibyou e alla fine rimane.

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A parte la storia stessa, un ulteriore elemento che rende Chuu-2 così grande è i suoi personaggi. Ognuno di loro è unico nel suo genere: Rikka per esempio, è la fonte principale delle gag a causa della sua natura estremamente imprevedibile. È il tipo di personaggio che di solito crea le complicazioni e i problemi pur nutrendo un certo amore verso Yuuta. Quest’ultimo d’altra parte risolve e impedisce a Rikka di fare cose imbarazzanti. A parte questo, come detto prima in passato, avendo avuto la Chuunibyou, si è definito “Dark Flame Master“, che lo porterà anche lui ad essere il perno di alcune gag in tutto l’anime. Oltre a loro, ci sono anche altri personaggi , vale a dire: Dekomori, la miglior amica di Rikka e apparente servitrice; Isshiki, il migliore amico di Yuuta; Nibutani, la bella rappresentante di classe e Kumin,la loro sempai a cui piace solo fare un sonnellino. Questo è dove Chuu-2 brilla davvero: i personaggi sono perfetti per la premessa della storia. Sono divertenti, carini e soprattutto amabili: egregio a mio modo di vedere lo sviluppo dei principali.

Se non l’ho già detto prima, il tema principale che questa serie cerca di presentare è l’idea di crescere e maturare. Tutti nella vita devono rendersi conto che a volte il passato deve essere lasciato indietro. Alcuni di noi non vogliono dimenticarlo per via di accadimenti spiacevoli (come ad esempio la perdita di un proprio caro) ma per qualunque ragione possa essere, tranne il fatto che dobbiamo crescere e affrontare la realtà, non importa quanto difficile possa essere, è qualcosa che dobbiamo fare .
Questo è presentato con forza da Rikka, le cui delusioni possono essere considerate come una negazione al suo trascorso traumatico. Tuttavia, anche se il passato deve essere lasciato indietro, ciò non significa che debba essere cambiato od omesso, ma deve essere accettato in modo che possiamo proseguire.
Quindi la domanda sorge spontanea: “la sindrome Chuunibyou è davvero cattiva?”
Naturalmente con l’avanzare dell’età, potremmo renderci conto di quanto sia ridicolo comportarsi cosi. Altri potrebbero pensare che agire in questo modo sia meglio che recitare e quindi vederlo come normale.
Vogliamo sentirci speciali, unici, come se fossimo più importanti di altre persone.
Questo potrebbe sembrare sciocco, ma prova a pensare caro lettore che sei giunto alla conclusione del mio pensiero:
Alla fine, anche quando cresciamo dalla nostra sindrome di Chuunibyou, i sentimenti che abbiamo innestato, le sensazione di uscire dai nostri gusci facendo si di essere sempre sè stessi permarranno sempre.


Siamo infine giunti alla fine di questa discussione: e voi, cari utenti, concordate con il sottoscritto o meno? Fatemi sapere 🙂

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