A Series of Long Short Tales 

A Series of Long Short Tales” è il nome di questa nuova rubrica di QuestNews.it, che verrà gestita da me, Giuseppe Territo, e nella quale andrò a scrivere vari articoli sia brevi che lunghi essenzialmente di carattere soggettivo, riguardanti i videogiochi, l’animazione, i fumetti, i libri, i film e le serie TV.
Inoltre, puntualizzo che tali articoli, essendo soggettivi, non avranno mai valenza di recensioni e/o simili.

Cosa rende Kingdom Hearts un bel gioco? Cosa rende “speciale” la saga?

Come avrete sicuramente letto dal titolo (e dubito sia difficile da capire) questo primo articolo è dedicato a Kingdom Hearts, ma non è un semplice scritto sul quale voglio analizzare la saga oppure un singolo capitolo, per quello che rappresenta o per cosa trasmette, ma piuttosto un trafiletto dedicato ad una discussione avuta con il team di QuestNews.
Penso che chiunque, o quasi, sia già a conoscenza di una cosa importante su Kingdom Hearts e molto discussa negli ultimi tempi, ovvero l’attesissimo arrivo del terzo capitolo (che sarà disponibile dal 29 Gennaio su Playstation 4 ed Xbox One, escludendo possibili rinvii).
Proprio a seguito delle tante discussioni su questo desiderato videogioco, il responsabile del sito Christian Russello ha posto a noi tutti i componenti della redazione una domanda:

“Cosa rende Kingdom Hearts bello?”.

Questa domanda potrà sembrare senza dubbio stupida e sapete cosa? Probabilmente lo è!

Premetto una cosa, Christian Russello ha giocato tutti i capitoli di Kingdom Hearts, pur non essendo un fan della saga, per cui la sua domanda era dedicata principalmente all’avere un parere da parte di tutti, su cosa rendesse bello Kingdom Hearts secondo ognuno di noi.
Il nostro è un gruppo molto vario ed ognuno ha ovviamente espresso brevemente una propria opinione, senza però andare ad analizzare troppo la cosa dedicando poche parole sui pro e sui contro che rendono interessante la saga di Tetsuya Nomura.
Essendo fan di Kingdom Hearts, potevo non partecipare ad una discussione ad esso dedicato? Ovvio che no, per cui ho prontamente espresso un mio piccolo parere personale.

Di seguito seguirà il messaggio che ho inviato all’équipe di QuestNews, che andrò a spezzettare, osservare e commentare:

“Io posso dire la mia da “fan” della saga di KingdomHearts, ed anche parecchio da nostalgico (la nostalgia non la sto mettendo in mezzo tanto per dire, ma perché effettivamente per me è un perno fondamentale, che ad oggi mi rende appassionato della saga).
Partendo dal presupposto che ho giocato nel 2002, prendendo in prestito il gioco per ps2 ad un amico e tenendolo con me per circa 2 anni e mezzo, sfiga vuole che come qualsiasi situazione del genere, il possessore si ricordò del gioco e lo rivolle indietro (fortunatamente gli son bastati “solo” più di 2 anni per ricordare di possedere un gioco acquistato a prezzo pieno).”

Nulla da dire fin qui, molti come me avranno conosciuto Kingdom Hearts dal primo videogioco prodotto, e tanti altri non avendo la possibilità fin da subito di acquistarlo lo giocarono proprio grazie ad un amico oppure un vicino di casa.

“Quello che secondo me rende, come posso dire “particolare”, “speciale”, o comunque l’elemento per me più importante, che ha dato inizio al grande successo di Kingdom Hearts è la Disney.
Da appassionato anche di film Disney, fin da piccino, di tutti i cortometraggi vecchi, ma anche di quelli nuovi e di molto altro dedicato a quell’universo, posso dire che senza la Disney Kingdom Hearts non sarebbe stato assolutamente nulla di quello che è oggi.
Giocare con Pippo e Paerino, vedere Topolino e tutti gli altri personaggi disney, visitare i loro mondi, avere dei dialoghi con loro, affrontare delle battaglie che ti mettevano come protagonista di una determinata storia senza però stravolgere la stessa.

L’introduzione poi dei personaggi di Final Fantasy è gradita, alcuni sono parte integrante di alcuni frangenti di trama, altri molto meno o sono più che altro delle apparizione, ma l’elemento crossover attira molto, e la scelta è di conseguenza l’ho sempre ritenuta corretta.”

Non potevo di certo mentire a me stesso su questo, da bambino/ragazzino conoscevo già svariati giochi, ma un titolo  del genere, a quei tempi se sulla copertina non avesse presentato i personaggi Disney non avrebbe probabilmente attirato troppa gente, mentre in questo modo l’attenzione dei più piccoli ma anche dei più grandicelli era puntata su Kingdom Hearts.
Quindi in breve, direi proprio che Kingdom Hearts e Disney sono legati in modo tale, che il primo, senza l’ausilio del cuore pulsante delle storie Disney, che ne migliorano, ampliano e costituiscono una grandissima fetta di gioco, sarebbe diventato tranquillamente un classicissimo RPG/JRPG dimenticato dopo non troppo tempo.
Passando poi a parlare di Final Fantasy, ancora oggi sono sicuro che la scelta di Marketing di Square (Non Square Enix, in quanto la fusione tra Square/SquareSoft ed Enix Corporation è avvenuta nel 2003) sia stata colossale, in quanto durante quel periodo Final Fantasy VII, VIII ed altri titoli di quel brand erano molto in voga, e come già detto, l’elemento crossover rappresentava probabilmente un quasi certo futuro “successo” sotto quel punto di vista.
Tenendo conto anche del fatto che i personaggi, seppur derivati da Final Fantasy, tolto l’aspetto visivo vengono presentati come dei personaggi quasi del tutto “nuovi” che si intrecciano con le avventure dei tre protagonisti.

“Per la trama e per i combattimenti, più o meno tutti o quasi hanno giocato un Kingdom Hearts per cui c’è poco da discutere, deve piacere, non esiste nulla di assoluto e bello per tutti, se pian piano la cosa va a scemare, diventa insostenibile o “pallosa”, è inutile continuare, ha poco senso senso se ciò porta solo all’odio ed al rifiuto.
Mi è sempre piaciuto come i vari capitoli, anche se spesso definiti “spin-off” e magari lasciati da parte come non fossero importanti, invece collegassero la trama, la cosa ha portato però confusione negli anni perché ognuno avrebbe dovuto possedere: una Ps2, un Gba, una Psp, un ds ed un 3ds, mentre ad oggi fortunatamente si riesce a giocare tutto con una ps4.
Una delle cose che ha creato più confusione nella trama, più che la divisione dei capitoli è stata la gestione della stessa al di fuori del giappone, mi spiego: Dopo Kingdom Hearts (il primo), è stato rilasciato Kingdom Hearts: Chain of Memories su gba, il problema è che ai tempi, l’informazione non era come è oggi, per cui non avreste mai potuto sapere (o quasi) che nel 2005 era stato rilasciato questo gioco.
Il titolo è poi stato pure riproposto su Ps2 come Re:chain of memories, ma guarda caso è rimasto sempre confinato in Giappone e quindi tutti a giocare a Kingdom Hearts 2, ed ovviamente chi diavolo poteva capirci nulla saltando un gioco che collegava il primo ed il secondo capitolo.
Se la si gioca adesso, per quanto mi riguarda, la trama è piuttosto chiara con le collection su Ps4, togliendo ciò che non è mai stato spiegato ovviamente.
Ci sono ottimi personaggi (non tutti, ci mancherebbe altro…), combattimenti divertenti ed a volte anche difficili, un sistema di combattimento che varia nei giochi e non resta sempre statico e/o invariato, e vari colpi di scena nella trama che sono parecchio interessanti (alcuni anche merito dell’utilizzo di un pizzico di fan service, e questi non mi dispiacciono).”

Insomma, la trama di Kingdom Hearts è sempre stata argomento di discussione, ma nonostante le varie incongruenze, molti hanno continuato a seguirla per quanto possibile e con i mezzi che si avevano a disposizione.
Spesso l’elemento Disney (Fondamentale per Kingdom Hearts) è stato anche uno dei motivi per l’abbandono della saga, perché nonostante accenni seri riguardanti la trama, tendeva a far sembrare il tutto più “bambinesco”.
Questo dipende sempre dai vari punti di vista, che crescendo possono variare, come può cambiare l’attitudine e la passione verso una determinata cosa, che in questo caso è un videogioco, ma il concetto è valido per tutto.
Mi sento di dire in ogni caso, che ogni elemento definito “bambinesco” o “infantile”, è spesso dovuto ad un complesso di “ideologie ed ipinioni”, che tendono a farci cambiare idea, io stesso come tanti sono stato spesso influenzato da opinioni esterne e mi sono di conseguenza allontanato da una cosa che in realtà gradisco, per cui è bene sempre riflettere in queste circostanze.

Nella prossima ed ultima parte del messaggio si parla di qualcosa di adorato ed odiato:

Fan Service? Ovvio che si, presente a palate, soprattutto dopo il primo Kingdom Hearts, in alcune parti è dovuto in altre no, in altre ancora può fare incazzare a meno che non si faccia parte del -Fandom cancerogeno-  per cui tutto è bellissimo, ed il proprio gioco/film/anime non ha mai dei difetti! (Ma ricordiamo che il Fandom è ovunque, non è mica esclusiva di Kingdom Hearts).
Il Fan Service comunque lo si trova in qualsiasi gioco, film, serie tv, ma non mi sento di dire che sulla serie di KingdomHearts sia gestito male, parliamo pur sempre di una saga che dura da anni, e chiariamoci senza Fan Service non si va da nessuna parte, soprattutto se si vogliono tenere i vecchi fan e trovarne di nuovi.
Sicuramente non mi posso lamentare troppo di questo lato della saga, quando invece ci sono intere serie videoludiche (che è pure obbrobrioso definirle tali) che si basano sul Fan Service, ad esempio tutti i videogiochi di Sword Art Online e tantissimi altri titoli giapponesi (ma non solo) di quel calibro.”

Dunque… si, il Fan Service su Kingdom Hearts è presente e non proprio in una piccolissima parte, è inutile negarlo, ma spesso come ho scritto qui sopra è “dovuto” a livello di trama, talvolta rende il tutto particolarmente interessante, altre volte è evitabile.
Purtroppo (o per fortuna, per chi gradisce) il Fan Service sarà sempre presente nei giochi, non è qualcosa di cui si può fare a meno, soprattutto in un “era videoludica” che propone così tanti prodotti differenti da far diventare anche l’idea più geniale un qualcosa che sa di “già visto”, per cui voglio concludere questo paragrafo così: Non soffermatevi sul Fan Service a meno che non sia assolutamente necessario e godetevi i titoli per quello che possono offrire al di là di quel singolo componente o di quella singola scena.


Sono giunto alla conclusione di questo mio primo articolo per la rubrica A Series of Long Short Tales, che spero di continuare ad ampliare con numerosi articoli, nel corso del tempo.
Senza dubbio non avevo mai scritto qualcosa del genere e non avevo nemmeno in mente di farlo, un qualcosa di semplice realizzato basandomi su un messaggio inviato in una discussione “privata”, ma spero l’idea riuscirà ad essere apprezzata e termino con una domanda, che è anche il fulcro dell’intero articolo:

Cosa rende Kingdom Hearts “speciale”?

 

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Yo!
Mi presento brevemente, Il mio nome è Giuseppe Territo.
Sono un amante della “trama” rappresentata dai vari media, che sia di un film, un videogioco oppure un libro o un fumetto, con una storia ben realizzata un pò di tutto può attirare la mia attenzione.

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