Buonsalve a tutti ragazzi, questo articolo è molto importante per me.

Il perchè è molto semplice.. Adoro scrivere, adoro raccontare storie e crearne delle nuove, in questo caso mi sto APPOGGIANDO alla lore e ambientazione di Dark Souls 1, ma creando personaggi nuovi, che possono interagire con personaggi ed eventi, realmente accaduti nel gioco.

Quindi quello che state per leggere sarà la storia di un gruppo di Non Morti, intenti a sopravvivere, ed a dare ancora una speranza al loro destino ormai segnato. Mettetevi comodi, e preparatevi per questa triste storia.

Il Diario di un Non Morto

-Primo giorno: “La svolta”

Siamo non morti, la parola suona davvero strana, perché non siamo vivi, ma nemmeno morti..Cosa siamo? Forse un quesito troppo grande per un “Non Morto”, siamo capaci di cose straordinarie, abbiamo una forza che supera i limiti Umani, siamo nati senza paura, combattiamo demoni, bestie, aborti immondi.. Ma..Ma Laguna, è morto.. Ha perso quella cara cosa che ci distingue da tutti gli altri, il nostro caro senno. Al pensiero mi viene da ridere, il senno, un semplice “ingranaggio” che ci tiene uniti, che ci fa provare ancora quel calore dentro di noi.. ogni giorno io e i miei amici avevamo paura di perderlo, ma alla fine tutti noi eravamo troppo impegnati a finire il nostro viaggio, per capire cosa siamo e quale era il nostro obbiettivo, perché siamo qui, in questo posto pieno di pazzi!
Ma era li, vicino a noi ogni giorno. Un saggio che proveniva dal deserto, una volta ci disse queste parole “quando perderete tutto ciò che vi sta a cuore, il vostro senno vi lascerà da soli, e rimarrà soltanto un corpo vuoto, portatore di dolore”. Tutti noi avevamo qualcosa che ci teneva ancora in “vita” chi una collana regalata dalla sua amata, chi una spada che gli regalò suo padre, e chi nella sua mente il sorriso della sua piccola figlia, ma tutto quello ormai non esisteva più, eravamo troppo lontani per riabbracciare quei momenti. Non so cosa portò Laguna a fare questo gesto, ma quando mi svegliai non vidi più i soliti sorrisi, e le solite facce che mi accompagnavano ogni giorno per quel viaggio, ma due corpi che galleggiavano in un lago di sangue, e Laguna con occhi pieni di Rabbia, dolore e odio..

Secondo giorno: “L’arrivo al santuario”

Meglio fare qualche passo indietro.
Eravamo tutti e quattro rinchiusi a nord, in un posto situato nelle montagne, era tutto innevato eravamo isolati da tutto e tutti, semplicemente Non-Morti rinchiusi nelle loro celle, non so chi ha deciso tutto questo, ma qualcuno o qualcosa ha preso il nostro destino, decidendo di lasciarci marcire in questo posto.
Io e Laguna eravamo diventati migliori amici, semplicemente perché lui riusciva a tirarci su il morale, nonostante il nostro triste destino era ormai segnato. A quanto pare anche noi Non-Morti possiamo riscattarci, da quella prigione gli unici rimasti in “Vita” eravamo noi quattro più un altro Non-Morto, silenzioso, sembrava che non gli interessasse sapere come uscire, o quale fine doveva fare.
Ma un giorno qualunque, lo strano Non-Morto riuscì a scappare dalla sua celle, facendoci uscire anche a noi, non accettò i nostri ringraziamenti, scappò via, ma riuscì non so come, a sconfiggere il maledetto carceriere, un Demone enorme, lardoso con un martello enorme, con un colpo rompeva ogni colonna, muro, terreno, tetto, tutto ciò che lo circondava. Seguimmo il Non-Morto scappando da quel posto orribile, pieno di urla silenziose, silenziose perché rimbombano nelle nostre teste, urla di Non-Morti uccisi, o Non-Morti che hanno perso il senno e urlano per la disperazione, tutto questo non se ne andrà mai via dalle nostre teste.
Ad un bivio ci fermammo tutti e veniamo trasportati da un Corvo gigante tutto nero, avevamo tutti paura di lui dalla sua maestosità, ma in realtà riuscì a portarci via da quel posto orribile. Tutti e 5 veniamo scaricati in un luogo ormai abbandonato, simile a un Santuario, in centro un falò acceso con una spada nel mezzo, e il suo fuoco alimentato con delle ossa. Tutti e quattro decidemmo di riposarci in questo falò, il nostro salvatore sparì subito, senza salutare, mi viene da pensare che il nostro destino non era così programmato..

Terzo giorno: “Il Borgo dei Non Morti”

Riposandoci al Falò, abbiamo notato che non eravamo soli, un cavaliere seduto in una rovina di qualche struttura, ci guardava ridendo, mi sono avvicinato a lui chiedendogli cosa avesse da ridere, visto che il posto ospitava Non Morti ormai deceduti, lasciati li a marcire, e regalava tutt’altro che un clima sorridente. Mentre mi avvicinavo la sua risata si faceva parecchio inquietante, i suoi occhi sembravano vuoti, alla mia domanda rispose “siete dei folli, anche voi siete stati catapultati in questo luogo, non avete speranza.” Io non ero sorpreso da queste parole, anzi le sentivo tutti i giorni, il fatto che mi trovassi qui, voleva dire cambiamento, dato che il mio destino annunciava morte in quella prigione..
Sorrisi alle sue parole, non mi preoccupavano, mi feci dire se c’era qualche città o qualcosa da dove incominciare a prendere delle informazioni e capire cosa fare delle nostre vite. Il guerriero ci indicò una collinetta che portava in una struttura, simile a un condotto, ci disse anche che il posto si chiamava Borgo dei Non Morti, e ospitava pazzi pronti a cibarsi delle nostre anime, tutto questo con un contorno di risate isteriche.
Io e il gruppo decidemmo di partire per quella destinazione, salendo la collinetta combattemmo contro dei Non Morti, eravamo pieni di forza, vogliosi di scrivere il nostro futuro.
Ci siamo sbarazzati di qualche gruppetto di Non Morti, volevamo cercare, con poca speranza, se era rimasto qualche superstite come noi, con qualche barlume di senno, volevamo ampliare il nostro gruppo, era da folli vivere da soli in questo mondo, il nostro scopo era creare un gruppo capace di proteggersi l’uno con l’altro.

-Quarto giorno: “Whitelight”

Eravamo tutti convinti di questo, se ancora nessuno di noi sapeva il suo scopo, se nessuno di noi sapeva cosa il destino ci riservasse, era giunto il momento di cambiare tutto questo. Al Borgo dei Non Morti abbiamo controllato case, angoli, per trovare altri “come noi”, per fortuna qualcuno si era salvato, il nostro gruppo si ampliò drasticamente, dieci guerrieri, dieci eroi pronti a cambiare l’ultimo respiro della loro vita. Decidemmo di tornare al Santuario, tutti e dieci, per discutere come dovevamo continuare la nostra avventura. Laguna parlò, mi ricordo ancora il suo discorso.. “Io e Gil abbiamo deciso di fondare questo gruppo di resistenza, dobbiamo vendicarci di chi ha deciso questo, ci ha tolto la libertà, rinchiudendoci in quella prigione. Io, Gil, Khorin e Bran abbiamo sofferto, abbiamo visto i nostri simili morire di pazzia, diventare folli, le loro urla rimbombano ancora nelle nostre teste. E’ giunto il momento, NOI il clan Whitelight, cambieremo le sorti del nostro destino, e tu Gil, sarai il nostro leader.” Parole bellissime, parole che porterò sempre con me, quel giorno i nostri occhi bruciavano di odio verso chi ci aveva procurato quel dolore, e di gioia nel vedere i nostri compagni fiancheggiarsi l’un altro, senza paura, ognuno di noi riponeva la sua fiducia nel prossimo. Fatto il giorno seguente, ripartimmo per il Borgo dei Non Morti, facendoci strada tra Non Morti trasformati in folli, in prima fila io e Laguna, con spada e scudo, eravamo come fratelli..Prima che lui cambiasse..Prima che lui si trasformasse in quel mostro…

Sempre amato il mondo videoludico, da quando ero piccolo. Il mio primo vero amore è stato a 4 anni, con Final Fantasy IX, per me tuttora uno dei titoli più belli mai creati. E grazie a questa passione oggi riesco a condividere le mie conoscenze, opinioni e curiosità provenienti da un mondo fatto di pixel!

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