Il seguente articolo contiene un’elevata dose di “Critiche” e “Opinioni personali”, atte ad esporre il personalissimo parere dell’autore sull’argomento trattato, e magari a strappare anche qualche risata. Se pensate dunque che tutto ciò possa provocare in voi la “Sindrome dei Sentimenti Offesi”, o peggio ancora quella del “Paladino della Giustizia non richiesto”, vi invito a non continuare la lettura.

N.B Essendo opinioni personali, l’autore dell’articolo è aperto ad ogni genere di discussione al riguardo, perché non c’è cosa più bella del dialogo e dello scambio di opinioni! Se tuttavia non avete letto l’articolo con sufficiente attenzione per capire che è solo un parere, e vi riteniate dunque offesi da tutto ciò, beh… mi dispiace di aver ferito i vostri cuoricini fatti di parmigiano in cui scorre latte e cacao, ma questa è la Critical Room.

Ergo Proxy
I colori sono morti in questo anime, tranne l’ombretto della protagonista
Ergo Proxy
Nah, non fatevi ingannare, sembra figo ma non lo è

Ergo Proxy è un anime, e fin qui ci siamo, il genere è un misto fra fantascienza, mistero, psicologico, ricolmo di elementi cyberpunk e postcyberpunk, fino a qui ancora tutto chiaro. È profondamente influenzato da correnti di pensiero quali l’Esistenzialismo e lo Gnosticismo, inoltre contiene numerosi riferimenti religiosi, artistici e a vari pensatori e testi filosofici, tra cui il celebre Discorso sul metodo di Cartesio, il Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein, il Saggio sull’origine delle lingue di Rousseau… beh, abbiamo appurato dunque che non è un anime per tutti (E comunque nel caso ve lo stiate chiedendo si, ho copiato quest’ultima parte dalla Malefica Wikipedia). Tuttavia io non sono un filosofo e voi non siete qui per leggere sta roba, io sono qui soltanto per criticare alcuni aspetti in cui, secondo me, e ripeto, SECONDO ME, Ergo Proxy fallisce totalmente, anche se in un certo qual senso tutto ciò è voluto, ma per spiegarmi al meglio, necessito di darvi un’introduzione sulla trama.

Ergo Proxy
Pino, forse il miglior personaggio dell’anime, si, non fa quasi una beneamata cippa, però si chiama Pino!

La storia è ambientata nel classico futuro post-apocalittico dove l’umanità, per una stronzata o per l’altra, ha finito col rendere l’intero pianeta sterile, e con una classica infezione letale che si espande per tutto il pianeta. L’umanità ha dunque trovato modo di sopravvivere in delle “città-cupola“, dove oltre a controllare e letteralmente “pianificare” le nascite, tramite un super-macchinario, convivono con degli androidi chiamati “Autoreiv“, a cui vengono affidati vari compiti, dai lavori pesanti, alla servitù o semplice compagnia domestica. Tuttavia quest’illusoria vita perfetta è destinata a vita breve, poichè un virus chiamato “Cojito“, comincia a diffondersi fra gli Autoreiv, rendendoli capaci di provare emozioni che, spesso e volentieri, li portano ad uccidere i loro stessi padroni. Ad aggravare la situazione vi è anche un mostro misterioso chiamato “PROXY“, fuggito dai laboratori della città, tuttavia il reggente ed i poteri alti, tentano di insabbiare il tutto. La nostra protagonista, Re-L Mayer, nipote del reggente ed ispettrice del Citizen Information Bureau of Investigation (O una roba simile, vabbè un’ispettrice, avete capito) tenterà di far luce su questi misteri, viaggiando anche fuori da Romudo (La città cupola), e vedendo con i suoi stessi occhi l’ormai devastato mondo esterno.

Adesso, io potrei anche darvi un’introduzione migliore e più dettagliata, ma non mi va, sono qui per esporre i miei pensieri e le mie critiche, non per farvi la recensione, (Inoltre non vedo perchè mai uno che non ha nemmeno cominciato l’anime debba venire a leggersi delle critiche). Parto subito col dire che Ergo Proxy è un anime tanto riflessivo quanto cupo, esso infatti riesce a trasmettere un senso di vuoto allo spettatore, sia con le ambientazioni che con i personaggi, ma attenzione! Tutto questo è voluto, l’inespressività, i personaggi che riflettono sull’animo umano, ma che paiono privi di emozioni, sono tutti fattori voluti, che invitano coloro che guardano a riflettere su quanto l’animo umano sia facilmente malleabile, tanto da non provare più emozioni, a causa di una vita costantemente controllata e programmata. Difatti la cupola, oltre a fornirgli protezione, obbliga le persone ad una vita vuota, monotona, e dove le emozioni stesse risultano essere soltanto un peso, che li ostacola dall’essere cittadini modello, privi di sentimenti, come gli stessi androidi da loro creati. Ma se da una parte l’umanità ha perso la capacità di provare emozioni, dall’altra vi è il virus Cojito, che rende gli androidi capaci di provarle, quando di norma essi non ne sarebbero capaci, rendendoli così più umani delle persone stesse. Potrei dilungarmi per ore a parlarvi di queste riflessioni che l’anime vi invita a fare, ma finirei col fare un articolo pressoché infinito (Oltre a mandarmi in pappa il cervello), quindi ve la farò breve: L’anime mira al farvi riflettere sull’animo umano, tuttavia per farlo, necessita di infondere a chi lo guarda, un contesto vuoto e privo di emozioni, con un’ambientazione tetra e distopica.

Una delle pecche di Ergo Proxy, sono senza dubbio i personaggi, se infatti l’obbiettivo era di presentare quest’umanità ormai priva di qualsivoglia emozione, sarebbe stato davvero ridicolo e poco credibile dare ai personaggi principali quel carisma in più, che li contraddistinguesse dagli altri. Ma se questo fattore contribuisce alla credibilità dell’opera da un lato, dall’altro rende pressoché impossibile riuscire ad appassionarsi a qualche personaggio, tutto ciò che a mio avviso è possibile fare, è riuscire a comprendere le profonde riflessioni fatte da quest’ultimi e… e basta ragazzi, non ci si può appassionare o essere incuriositi da dei personaggi privi di carisma e personalità.

Ma andiamo ora al problema principale di Ergo Proxy, quello a cui si deve il titolo dell’articolo, nonostante i personaggi siano privi di caratterizzazione e l’obbiettivo principale sia far riflettere lo spettatore, vi è comunque una trama, per dare un senso al tutto, ovviamente essa e stracolma di misteri che dovrebbero IN TEORIA, essere svelati nel corso degli episodi, e difatti è così… il problema è che il tutto è troppo, TROPPO confusionale, portando chi guarda a svariati momenti “WTF?”. Esempio:

Vi è una parte dell’anime in cui i protagonisti si ritrovano, senza motivo in un apparente show televisivo, che tuttavia sembra essere una dimensione creata da un Proxy. In questo Show, Vincent, uno dei protagonisti, si ritroverà a dover rispondere a delle domande che hanno un che di strano. Si scoprirà solo in seguito che tutte queste domande, altro non sono che le risposte a tutti i misteri della trama (Che poi “domande” che sono “risposte” è un po’ insensato ma ok), il problema è che nell’episodio seguente, nessuno farà più menzione di cos’è accaduto precedentemente, il che porta lo spettatore a chiedersi se effettivamente non sia stata solo un’illusione, o comunque i loro ricordi siano stati cancellati, tuttavia non si sa come, ma verso gli ultimi episodi si torna a far menzione dell’accaduto, così, all’improvviso, senza dar alcuna spiegazione su come tutto ciò sia stato possibile.

E si nascondeva fra gli immigrati! RUUUSPAH!!!

Altro esempio quasi impossibile da spiegare, è verso gli episodi finali, vediamo dunque i nostri protagonisti intenti a tornare a Romudo, tuttavia nell’episodio successivo, vi è come un salto temporale, dove vediamo Vincent con una vita completamente diversa (???), dopo svariati momenti incomprensibili, si scopre che quel Vincent, altro non era che una doppia personalità di Re-L, che si sentiva in colpa per averlo tradito (???), come se non bastasse, una psicologa sembra al corrente di tutto, e riesce a far alternare Re-L con la sua doppia personalità immaginaria di Vincent (???), ma dopo molti altri momenti incomprensibili… Re-L si risveglia mentre è ancora in viaggio per Romudo, lasciando il dubbio allo spettatore, se fosse tutto un sogno oppure un’eventuale illusione creata da un Proxy. Pensate sia finita qui? Ovvio che no, l’episodio finisce mentre sono ANCORA in viaggio per Romudo, lasciando dunque intendere che nulla di ciò che si è visto nel sogno/illusione, sia realmente accaduto, ma siccome la logica va a braccetto con quest’anime, nell’episodio seguente non solo sono già arrivati a Romudo, ma a seguito di vari casini, oltre a non capirci più niente in generale, non si riesce neppure a capire se ciò che si è visto nell’episodio precedente, sia effettivamente successo o meno, dato che ci ritroveremo una situazione plausibile in entrambi i casi. So che questa sorta di “spiegazione” è forse più confusionaria dell’episodio stesso, ma il tutto è mirato a darvi un’idea, delle svariate situazioni criptiche presenti nell’anime.

Vi sono molti altri momenti assai confusionali ed incomprensibili, ma non mi va di elencarli tutti, inoltre credo di aver già reso l’idea. Ergo Proxy non è un’opera leggera e non è adatta a tutti, mira ad una determinata fascia di pubblico, inoltre riesce nei suoi intenti di trasmettere le riflessioni e la psicologia dei personaggi, e di dare quel senso di vuoto e di inespressività , tuttavia la mancata (Ma voluta e giusta) caratterizzazione dei personaggi, ed una trama assai complessa e confusionale, abbassano di molto la qualità di questo anime che, seppur stracolmo di difetti, da molto su cui riflettere, e invita lo spettatore più attento, a porsi varie domande esistenziali… prima che vada a devastarsi la mente con le repliche di Sarabanda. MOOOOOSECAH!!!