Gears 5 è decisamente un titolo importante, questo perché non solo rappresenta l’ultima grande produzione esclusiva Microsoft e Xbox prima dell’arrivo della nuova generazione ma anche soprattutto perché si tratta comunque del prosieguo di una serie storica che ha rivoluzionato l’intero genere dei Third-Person Shooter. Indubbiamente ogni volta che parliamo della saga di Gears of War ci sovvengono i grandi fasti dei primi capitoli che regalavano campagne d’impatto, co-op estremamente divertenti e un multiplayer frenetico costruendo così un TPS con un cover-system capace di regalare tante ore di gioco e divertimento ininterrotte. La magia si è fermata un po’ col nefasto Gears of War 4, primo a non essere sviluppato da Epic Games ma dagli attuali The Coalition; titolo ricordato soprattutto per la delusione che ha dato a molti dei fan della serie, non tanto per la qualità intrinseca quanto per la ripetitività di meccaniche che necessitavano uno svecchiamento deciso, una su tutti, la linearità degli ambienti e della campagna. La sfida era difficile e lo è tutt’ora, come poter cambiare un sistema perfetto ma vecchio senza snaturarlo o perderne l’essenza? Rod Fergusson, ha deciso allora come adesso di raccogliere questa difficile prova e stavolta i The Coalition potrebbero aver fatto centro con questo nuovo Gears 5.

Gears 5

Una nuova eroina tra Sciame, Locuste e visioni

Il gioco inizia esattamente dove il quarto capitolo si era concluso; tornano nuovamente i personaggi che ormai abbiamo imparato a conoscere durante questi anni, la giovane Kait, Del, Marcus Fenix, JD Fenix e Baird, senza contare il ritorno, apprezzato, di alcuni dei personaggi secondari. L’evoluzione in questo quinto capitolo è però netta e possiamo tranquillamente dire che la campagna principale di Gears 5 rappresenta sicuramente il fiore all’occhiello di questa produzione sotto tanti punti di vista; come l’attenzione nei particolari e la necessità di cambiare ritmo alle storie con un approfondimento dei vari personaggi. Difatti in questo quinto capitolo i protagonisti e i secondari raccontati dai The Coalition risultano decisamente ben caratterizzati attraverso la maggiore esplorazione sia dei rapporti interpersonali che dei propri comportamenti.

Gears 5

Senza spoilerarvi ulteriormente, vi possiamo dire che la campagna è composta da 4 atti che presentano tutti ambientazioni estremamente variegate e in quasi tutti i casi alquanto suggestive. Inoltre, l’intera campagna può essere giocata in co-op, con massimo due amici, uno che controllerà un compagno umano e l’altro che può fornire supporto con il piccolo drone Jack, del quale parleremo più approfonditamente più avanti. Come già accennato la storia riparte da dove si era interrotta, con la minaccia dello Sciame ancora presente e soprattutto tante domande sulla famiglia di Kait e la sua connessione con la regina delle Locuste, Myrrah. Con tali premesse dunque si avvia la campagna immergendoci in un primo atto che subito ci ricorda i motivi per cui abbiamo apprezzato così tanto la saga ma anche perché ci fosse bisogno di uno svecchiamento. Se nei primi capitoli infatti ancora c’è incertezza su chi sia il protagonista ma soprattutto si ripropone la consueta linearità dei Gears of War, è dal secondo atto che tutto decolla in modo avvincente e decisamente azzeccato. Nei successivi due atti infatti Gears 5 chiarisce non solo dove la trama andrà a parare, ovvero sulle radici genealogiche di Kait e sulle visioni che la affliggono ma anche come i The Coalition hanno immaginato il futuro della serie.

Gears 5

La trama è ben raccontata, alterna momenti carichi di enfasi caratterizzati da un’atmosfera cupa ed emozionante a momenti anche di sana ironia; perciò un lavoro davvero riuscito. Dopo il primo atto si apriranno due piccole mappe “open-world, navigabili con una slitta dotata di vela, chiamata Skiff. All’interno di queste aree ci saranno una serie di piccole zone secondarie dove poter raccogliere oggetti utili per potenziare il proprio personaggio ma anche per comprendere ulteriormente il mondo di gioco, visto che l’intero titolo è disseminato di tanti collezionabili che ne ampliano ulteriormente la lore. La novità è decisamente centrata poiché finalmente la serie abbandona uno dei suoi maggiori punti dolenti, la linearità, senza però spezzettare eccessivamente la narrazione col rischio di distaccare il giocatore da una trama interessante, immersiva e a tratti molto emozionante. Le due macro-aree sono caratterizzate sia in termini di ambienti, una innevata e l’altra desertica (con una sabbia rossa accesa) che dalle tipologie di luoghi che troveremo. I compiti secondari non risultano invasivi e spesso sono costituiti da scontri a fuoco limitati e non eccessivamente lunghi. Al contrario invece, le aree in cui si svolgeranno le missioni principali sono molto ampie, gestite da caricamenti camuffati con animazioni di scalate o passaggi impervi di vario tipo, ma soprattutto molto variegate per la quantità di nemici presenti.

Più o meno infatti ritornano tutti gli avversari che abbiamo imparato a conoscere, creature mostruose come le locuste, il cospicuo esercito dello sciame, fino ai robot DeeBee corrotti ma il gioco riesce sempre a fornire un livello di sfida interessante e diversificato in base proprio ai nemici che ci si pareranno davanti. Le combinazioni infatti sono molteplici e anche a difficoltà più alte in certi casi l’approccio più aggressivo e incurante riesce a ripagare il giocatore senza punizioni eccessive che costringerebbero altrimenti ad un noioso sfruttamento del solito pattern, copriti e spara. Forse si poteva fare qualcosa di meglio in termini di level design; Gears 5 infatti propone troppo spesso la solita metodologia di scontro e riposo, delle aree molto ampie in cui i nemici arriveranno a frotte, alternate a zone più piccole e lineari dove non saranno quasi mai presenti nemici e dove il giocatore sarà chiamato all’esplorazione. Dunque avremmo apprezzato un maggiore ingegno nell’offrire situazioni anche più claustrofobiche dato che tecnicamente negli ambienti chiusi Gears, offre un’atmosfera davvero entusiasmante e carica di tensione.

Jack, Impulso!

In Gears 5 il gameplay si è evoluto in maniera interessante attraverso l’aggiunta, molto divertente anche narrativamente, del piccolo drone da battaglia, Jack, costruito da Baird e che accompagnerà tutte le missioni che andremo a fare. Jack è dotato infatti di un contenuto ma soddisfacente albero di abilità diviso in, passive, supporto e assalto. Durante la campagna progressivamente completeremo tutto lo skill-tree a disposizione ma soprattutto dovremo fare attenzione ad esplorare attentamente tutte le aree. Le abilità infatti sono potenziabili attraverso la raccolta di “componenti” disseminati lungo la mappa, i quali, spendendoli, andranno a rafforzare il nostro drone e dunque noi stessi. Si tratta di un espediente riuscito, le abilità di Jack si sposano bene col gameplay di Gears 5 e la possibilità di intercambiarle durante lo scontro a nostro piacimento fa sì che il giocatore affronti tante situazioni in modi sempre diversi. Jack infatti potrà ad esempio fornire una barriera al giocatore,lanciare un impulso per individuare i nemici, fornirci invisibilità, piazzare trappole o accecare i bersagli; non solo, potremo infatti incaricare Jack di andare a raccogliere munizioni o armi sparse per la mappa durante gli scontri. Tutto ciò rende il nostro drone un compagno di viaggio davvero interessante capace di rendere gli scontri sempre avvincenti ma anche strategici.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento invece, il nostro personaggio sarà dotato di due slot per le armi principali, uno slot granate e uno slot per l’arma secondaria. Le armi presenti sono tutte riprese dai precedenti capitoli, con l’eccezione della Mazza Breaker, una potente mazza chiodata che avranno solo dei nemici particolari, il Lancer dotato di lanciagranate in sostituzione della classica motosega, un criocannone che spara raffiche di ghiaccio, le granate flashbang e una nuova mitragliatrice, la Claw. Per quanto riguarda il combattimento ravvicinato, i The Coalition invece hanno aggiunte alcune mosse utilizzabili da dietro le coperture; ad esempio si potrà afferrare un nemico vicino per concludere con un’esecuzione, scavalcare un ostacolo e tirare contemporaneamente un calcio al nemico dietro la copertura o contrastare l’assalto di un nemico da dietro un muro. Insomma, piccole aggiunte che aumentano le azioni disponibili durante gli incessanti scontri a fuoco.

In poche parole, tutte queste attenzioni migliorano inevitabilmente il gameplay riuscendo nell’arduo obiettivo di non snaturare la saga. L’unico neo è forse rappresentato dall’intelligenza artificiale, non tanto quella nemica visto che dopotutto stiamo parlando di nemici o mostruosi o pressoché orcheschi e quindi non dotati di certo di un intuito sopraffino, quanto di quella amica. Jack, ma soprattutto i nostri compagni umani non sempre risponderanno in maniera adeguata ai comandi che gli impartiremo, ovvero quello di fare fuoco su di un determinato bersaglio. Allo stesso modo non sempre reagiranno alle nostre richieste di aiuto se finiremo a terra in attesa delle loro premurose cure e in certi casi lo stesso Jack non sempre si comporterà adeguatamente alle minacce che si pongono davanti talvolta rimanendo troppo passivo in battaglia. Piccoli difetti che comunque non riescono ad intaccare un lavoro davvero ben fatto.

Tra montagne innevate e rossi deserti

Il lavoro però più impressionante svolto dai The Coalition è stato quello tecnico. Nonostante qualche piccolo singhiozzo in termini di Fps, la fluidità con cui si muovono i personaggi è davvero impressionante specialmente se la contestualizziamo dentro un mondo di gioco così ben realizzato e colorato. L’utilizzo dell’Unreal Engine 4 è impressionante, forse il miglior gioco da un punto di vista tecnico realizzato con questo motore. Gears 5 infatti offre panorami mozzafiato, ambienti vari e colorati ma soprattutto è dotato di un sistema di illuminazione davvero suggestivo che offre in situazioni di penombra e di ambienti chiusi un’atmosfera davvero incredibile. Nonostante tutto questo ben d’iddio, il gioco girerà fluido sia su Xbox One X che su un PC anche con i requisiti minimi, al contrario faticherà maggiormente sulla console base, dove i cali di frame e qualche glitch grafico sono maggiormente presenti.

Forse qualche piccola disattenzione è stata riservata alla fisica degli oggetti e dei corpi, non sempre estremamente coerenti o ben inseriti all’interno del mondo di gioco. Problema che si amplifica con le collisioni, specialmente mentre gireremo per le aree con lo Skiff, capiterà più volte di venire sobbalzati senza motivo a notevoli distanze per qualche piccolo bug tecnico. Tutte piccole questioni che potrebbero essere risolte dalle future patch ovviamente.
Davvero stupefacente è invece la realizzazione delle animazioni e dei personaggi principali, dettagliati, d’impatto e carichi di grande emozione. Come già accennato però il piatto forte è quello degli ambienti che offrono situazioni diverse visti i giochi di colori e di luci che specialmente nelle due aree aperte possiamo ammirare. Lo spettacolo offerto è ammirevole e l’aggiunta di questi spazi aperti costituisce una novità davvero impressionante, con panorami evocativi e quant’altro. Una menzione va decisamente anche al sonoro, davvero denso e di grande impatto, così come anche al doppiaggio in italiano, davvero ben eseguito e consono ad una produzione di questo tipo, salvo forse alcune piccole imprecisioni alle quali si può benissimo soprassedere.

Gears 5

COG vs. Locuste

Ovviamente non poteva mancare un’altra colonna portante della saga, ovvero le modalità multiplayer. Già qualche mese fa avevamo potuto provare con il Tech Test, la modalità versus che anche all’uscita si presenta pressoché immutata se non per la ovvia presenza di più mappe, dodici per la precisazione. Le modalità che offre Gears 5 sono ben 9, i classici Deathmatch a squadre e Deathmatch Arcade, Escalation, Guardiano, Esecuzione, Dodgeball, Corsa agli Armamenti, Re della Collina e Zona di Guerra. Sono dunque tante e offrono ore di svago e obiettivi diversificati, che siano il controllo di zone della mappa, fare punti o uccidere leader nemici. Chiaramente le partite potranno essere disputate in versione rapida o classificata, quest’ultima organizzata con un sistema classico di ranking. A seconda inoltre della fazione per cui giocheremo, Locuste o COG, avremo diversi personaggi da scegliere, per la precisione 10, più o meno tutti incontrati durante la campagna principale, ai quali si aggiungono quelli offerti con l’Ultimate Edition, ovvero il T-800 e Sarah Connor, direttamente da Terminator: Destino Oscuro. Sul bilanciamento delle armi e degli equipaggiamenti ancora è presto sbilanciarsi; c’è però una nota positiva piuttosto interessante, alcune piccole modifiche come l’aumento dei danni alla testa ha reso più appetibili tutte le bocche da fuoco a differenza dei precedenti capitoli dove praticamente l’amato e odiato Gnasher, il fucile a pompa, dominava da solo la scena. La modalità più semplice al momento è quella più soddisfacente ovvero quella dei Deathmatch Arcade. Un semplice scontro a squadre ma che vede uno sviluppo del proprio arsenale durante il match stesso questo proprio grazie al sistema di “eroi” personalizzabili sia nell’equipaggiamento iniziale che nei miglioramenti ricevibili durante le singole partite.

Per quanto riguarda invece la componente multiplayer cooperativa invece Gears 5 offre una novità piuttosto significativa oltre alla modalità Orda, ovvero la modalità Fuga. Il comparto PvE è rimasto abbastanza simile al precedente, con la possibilità di selezionare delle classi e delle carte che donano uno sviluppo semi-RPG al sistema, con tanto di mosse Ultimate diverse per ogni personaggio, quest’ultima trattasi di una novità di questo quinto capitolo. Forse si sentiva il bisogno di maggiore innovazione per questa modalità visto che praticamente il sistema del quarto capitolo è stato preso di peso e inserito. Se nell’Orda dunque l’obiettivo è quello di resistere alle ondate di nemici progressivamente sempre più pericolose, la nuova modalità Fuga offre un’esperienza particolare, forse ancora però non del tutto riuscita. In Fuga infatti la cooperativa vede tre giocatori fuggire da un Alveare in una situazione in cui armi e munizioni scarseggiano. Vista anche la necessità di dover correre anche contro il tempo che scorre inesorabile durante la partita, la modalità Fuga tenta dunque di donare anche un tocco survival al gameplay di Gears 5; forse non riuscendoci appieno ma comunque rappresentando un apprezzabile tentativo di diversificazione dei contenuti offerti. Con qualche rivisitazione soprattutto sulla quantità di armi messe a disposizione e perché no, con un consapevole utilizzo da parte della community del Map Builder introdotto in Gears 5, Fuga potrebbe offrire un’esperienza interessante e diversa all’interno del panorama multiplayer del titolo.

Conclusione

In conclusione, Rod Fergusson si è assunto la complessa e pesante responsabilità già con Gears of War 4 di dover proseguire una serie, creata da Epic Games, così importante e significativa. Se con il quarto capitolo però il colpo è stato sparato a salve, con questo Gears 5 i ragazzi di The Coalition sono riusciti a centrare il bersaglio con un lavoro pressoché impeccabile. Il gioco è riuscito decisamente a riscattare quei momenti di parziale delusione vissuti nel 2016, questo attraverso una serie di migliorie tecniche, di gameplay ma soprattutto di design davvero azzeccate. La narrativa si dimostra ancora una volta efficace e capace di restituire emozioni e tensione con grande ritmo grazie anche ad una protagonista capace di reggere la scena; allo stesso tempo, l’inserimento di mappe aperte nell’atto 2 e nell’atto 3 riesce a dare un senso maggiore di immersività in un mondo di gioco disegnato e realizzato in maniera stupefacente. Sparare e scontrarsi contro le Locuste in questo quinto capitolo è davvero una goduria continua, questo grazie alle novità introdotte, soprattutto il drone Jack. Allo stesso modo anche il comparto multiplayer si presenta già al lancio davvero solido. Nonostante qualche perplessità infatti, la presenza di ben 9 modalità, partite rapide, classificate e la presenza ancora più massiccia di modalità cooperative come Orda e la nuova Fuga, impreziosita dall’inserimento di un editor, dimostrano come l’attenzione riservata a Gears 5 è stata davvero maniacale. Pertanto, nonostante alcuni dubbi irrisori, Gears 5 rappresenta decisamente l’evoluzione definitiva della serie, questo grazie al necessario svecchiamento di meccaniche troppo ancorate al passato e a delle riuscite novità in termini di design. In definitiva, una produzione solida sotto tutti i punti di vista.

Gears 5

8.8

Grafica

9.0/10

Gameplay

8.8/10

Narrativa

9.0/10

Multiplayer

8.5/10

Pros

  • Tecnicamente il miglior utilizzo dell'Unreal Engine 4 di sempre
  • La nuova struttura a mappe aperte rinnova completamente la serie
  • Campagna avvincente e densa di emozioni
  • Contenuti solidi e soddisfacenti
  • Le novità di gameplay si sposano alla perfezione con la struttura

Cons

  • Sulla console base qualche singhiozzo tecnico di troppo
  • Sul multiplayer si possono ancora apportare diversi miglioramenti
  • IA amica non sempre impeccabile

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