Introduzione

Goblin Slayer” è sicuramente uno degli anime più noti della stagione autunnale del 2018. Ha fatto parlare di sé sia nel bene che nel male. Pur con tutti i suoi difetti ha saputo conquistarsi molti appassionati e anche meritatamente.

Trama

L’eroe è entrato in azione salvando la sua futura compagna di party.

La storia è ambientata in un mondo fantasy popolato da creature pericolose per gli umani e per tutte le creature senzienti. Il compito di sterminarle è affidato agli avventurieri. Quest’ultimi sono riconosciuti da una Gilda incaricata di raccogliere le richieste di sterminio e le relative ricompense. A mano a mano che salgono di grado gli avventurieri sono pagati meglio, oltre a diventare sempre più famosi.

Fama e gloria li portano sempre di più ad accettare le richieste più remunerative, tralasciando quelle che richiedo lo sterminio dei mostri più deboli, in particolare i goblin. Essendo creature stupide, deboli e vigliacche le ricompense per il loro sterminio sono bassissime. Per tale motivo nessun avventuriero, tranne che agli inizi della carriera, dà loro la caccia, nonostante la scia di sangue, morte e dolore cha quelle creature lasciano al loro passaggio.

Eccetto uno: c’è un avventuriero che accetta solo gli incarichi di sterminio dei goblin, un avventuriero che non dà peso ai soldi e alla gloria. Il suo nome è Goblin Slayer. L’anime seguirà la sua personale lotta di sterminio contro i goblin.

Personaggi

I personaggi principali dell’anime.

Una caratteristica particolare dell’anime è l’assenza di nomi propri. Nessuno dei personaggi viene chiamato mai con un nome, ma con perifrasi. Tutto ciò non aiuta ad affezionarsi agli stessi, senza contare che nessuno di loro è originale o presenta delle caratteristiche memorabili.

Il nome del protagonista ha il significato di “uccisore di goblin”. Di lui non si sa molto e sarà poco loquace. Non lo vedremo mai in viso, perennemente coperto da un grosso elmo a gabbia. Quel poco che sapremo verrà rivelato dai ricordi del protagonista. Sappiamo solo che ammazza goblin, ma di questo ne parlerò più diffusamente più in là.

La Ragazza Sacerdotessa è la protagonista femminile dell’anime. È una giovanissima avventuriera salvata dai goblin già alla sua prima missione dal protagonista. Da allora seguirà sempre il suo salvatore in ogni sua missione. Classico protagonista femminile timido e bisognoso di aiuto e sostegno.

La Cow Girl è la classica amica d’infanzia tettona.

Ai due si aggiungeranno altri avventurieri.

L’Elfa Alta Arciere è una ranger abilissima con l’arco. Ha un carattere molto focoso e suscettibile. Tende a chiamare il protagonista con un termine della sua lingua: Orcbolg.

Il Nano Mago riunisce in sé i classici stereotipi su quelli della sua razza: carattere gioviale, testardo e sempre pronto a fare bisboccia con i suoi compagni. Chiama il protagonista con un’espressione tradotta dalla sua lingua: Tagliabarba.

Il Sacerdote Lucertola è il più posato fra i tre, ma la gravità viene meno non appena sente parlare di formaggio per il quale va ghiotto. Può evocare degli scheletri che eseguono i suoi ordini e sa combattere a corpo a corpo.

La Ragazza della Gilda prova interesse per il protagonista.

Fra gli altri personaggi vanno citati sia la Cow Girl che la Ragazza della Gilda. La prima è un’amica d’infanzia del protagonista sfuggita alla distruzione del loro villaggio quando erano bambini. La seconda è una funzionaria locale della Gilda che ha preso a simpatia il protagonista.

Degli altri personaggi è superfluo parlare: appaiono troppo poco o svolgono un ruolo minore.

Dal manga all’anime

Dei goblin accompagnati da un lupo sorvegliano la tana.

L’opera originaria da cui è tratto l’anime è una light novel. Scritta da Kumo Kagyu e illustrata da Noboru Kannatsuki, consta di otto volumi pubblicati fin dal 2016. La versione manga è partita qualche mese più tardi e consta di cinque volumetti. Altri due manga e una light novel, correlati con le opere di base, sono stati pubblicati fra il 2017 e il 2018.

L’adattamento anime è stato realizzato dallo studio d’animazione White Fox. Consiste, fino a questo momento, in una serie dai dodici canonici episodi più uno speciale episodio che è in sostanza un riassunto dei primi dieci episodi della serie. L’anime è andato in onda nella stagione autunnale del 2018, fra ottobre e dicembre. In Italia è stato trasmesso sulla piattaforma streaming VVVVID.

L’adattamento anime è grossomodo fedele alla versione manga e ne copre i trenta capitoli finora usciti. Il più grande cambiamento è l’ordine di alcuni avvenimenti. Gli eventi dei capitoli che vanno dall’undicesimo al quindicesimo sono serviti per il finale della serie.

Cacciaotore e preda

Dal nome alle azioni, il protagonista dell’anime è dedito alla caccia e allo sterminio dei goblin. Fin dal primo episodio si potrà notare la sua perizia e implacabilità nel cacciare queste creature. Conosce cose dei goblin che gli altri avventurieri ignorano, si è armato ed equipaggiato appositamente per cacciarli e non si fa scrupolo di usare qualsiasi mezzo per sterminarli uno ad uno. Tuttavia, questo va a discapito di tutto il resto: ignora tutto quello che non ha a che fare con i goblin o che non gli può tornare utile in qualche modo.

I goblin sono pronti ad attaccare.

Le sue prede sono ovviamente ben caratterizzate e descritte. Sebbene siano deboli fisicamente e codardi in solitaria, in gruppo sono pericolosissimi. Non sono intelligenti, ma sono abbastanza furbi e astuti se guidati da quelli della loro razza un po’ più evoluti. Non sono capaci di costruire o inventare nulla, ma assimilano e imparano tutto quello che possono per sopravvivere e abbattere gli avventurieri. Sono dei razziatori non dei guerrieri. Non esistono femmine goblin. Si riproducono nel modo peggiore possibile: rapiscono le donne umane o elfe dai villaggi o catturano le avventuriere che poi stuprano e torturano fino alla morte.

Va notato come il cacciatore e preda siano in realtà molto simili: entrambi sono spietati, senza scrupoli, disposti ad utilizzare qualsiasi trucco o stratagemma per raggiungere il loro obiettivo.

Sangue e spada

Uno dei punti a favore dell’anime è sicuramente la crudezza della storia, che sarà evidente fin dal primo episodio. Il primo impatto è formidabile, peccato poi che nel corso della serie non si vada più a fondo. Vi saranno sì altre scene simili, ma molte poche e in quelle poche non si raggiungeranno nuove vette di violenza fisica. Questa crudezza ha fatto subito girare l’idea seconda la quale quest’anime sarebbe il nuovo “Berserk“. Un’idea sciocca: non basta un po’ di sangue, qualche morto e della violenza sessuale per fare un nuovo “Berserk“, senza contare che in quest’ultimo il livello di violenza e nudità è nettamente maggiore.

Uno dei momenti più drammatici della serie.

Un altro punto a favore è l’ambientazione: non tanto per la sua originalità, che ne ha ben poca, ma perché si tratta di una ambientazione da tipico fantasy all’occidentale. Niente armature o costumi strani, niente esotismi, niente maid o maggiordomi: sembra un vecchio videogioco di ruolo alla “Neverwinter”. Il problema è che è fin troppo anonima. Questo, assieme ai non-nomi dei protagonisti, non contribuisce a far sì che esse resti impressa nella memoria e nei cuori degli spettatori. Sembra quasi che faccia solo da sfondo e da contorno e che non sia parte integrante della storia narrata.

Chi scrive ha colto due citazioni tolkieniane nell’anime.

La prima è quando i cinque avventurieri sopra descritti restano intrappolati in una sala chiusa circondati dai goblin. Si tratta di una chiara citazione alla scena in cui la Compagnia dell’Anello rimane intrappolata nelle miniere di Moria.

La seconda riguarda il passato del protagonista. Dal ricordo si può dedurre che egli sia stata addestrato da uno strano essere, ma nulla di più ci verrà detto e mostrato in proposito. Durante questo addestramento, la creatura pone delle domande al giovane protagonista e all’improvviso gli chiede: “Che cos’ho in tasca?”. È la stessa domanda che Bilbo Baggins pose a Gollum e alla quale quest’ultimo non seppe rispondere. Bilbo vinse così la gara degli indovinelli e si salvò dallo stesso Gollum.

Difetti visivi

Nonostante i disegni e le animazioni facciano il loro dovere, lo stesso non può dirsi della grafica computerizzata. Le scene in cui viene usata si notano subito e non raggiungono il livello di quelle animate. Il contrasto stona un poco, ma non tanto da risultare sgradevole come accadeva in “Kingdom” o nella nuova serie di “Berserk“.

Un’occhiata fin troppo lunga.

Un altro problema riguarda certe scelte registiche sulle inquadrature. In alcune scene queste ultime saranno strane e inutili. Tipo quando vedremo l’immagine dei protagonisti riflessa nell’occhio di un canarino. Non è una scena sbagliata in sé, ma ne è sbagliata la durata: quasi un minuto e mezzo di fermo immagine o quasi di riflesso che va a soffocare la tensione creatasi nell’intero episodio.Oppure quando il punto di vista verrà messo sulla punta di una lunga pipa che uno dei personaggi farà girare nella sua mano facendole compiere un giro di 360° per almeno tre volte. Virtuosismo registico inutile ai fini della trama.

Trama dove sei?

I goblin si apprestano a stuprare un’avventuriera catturata.

Il vero punto debole dell’anime è l’assenza di uno sviluppo nella trama. Essa non va oltre lo sterminare i goblin per vendetta. Ma questo dovrebbe essere un incipit non la storia in sé: sterminare goblin dovrebbe essere un mezzo non un fine. Eppure, in quest’anime accade proprio questo: il protagonista stermina e massacra senza fare altro. Non bisogna fraintendere: veder massacrare goblin è uno spettacolo che intrattiene, ma non tutti e in ogni caso non può essere riproposto per troppo tempo, pena il rischio di noia. I dodici episodi dell’anime scorrono tranquillamente senza annoiare, ma è indubbio che degli episodi in più avrebbe messo a nudo questo problema.

Volendo riprendere “Berserk“, va detto che su questo punto i due anime divergono nettamente. “Berserk” non è la storia di un tipo che ammazza chiunque gli si pari a tiro tanto per: è la storia di una vendetta portata avanti dal protagonista attraverso varie traversie. In “Goblin Slayer“, al contrario, il protagonista massacra goblin solo per vendetta, ma non si riesce a vedere un obiettivo ultimo.

Giudizio

Non è quello che pensate, ma siete liberi di pensarlo lo stesso.

Chi scrive questa recensione ha apprezzato l’anime, pur con tutti i suoi difetti, ma non può comunque soprassedervi. Molto probabilmente a far amare quest’anime sono stati i suoi punti di forza, poiché era da tempo che non si vedeva un anime fantasy che non fosse un isekai e che fosse crudo e violento. Ma tutto è troppo poco per renderlo un grande anime. Alla fine Goblin Slayer” si rivela un anime godile e ben vengano altri anime simili che magari non abbiano gli stessi difetti che gli hanno nuociuto.

 

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