Golden Kamuy“, adattamento animato dell’omonimo manga, ha senza alcun dubbio lasciato un buon ricordo di sé. Si tratta di un anime con una buona sceneggiatura, un’ottima storia e un’ambientazione storica molto inusuale, ma affascinante.

L’adattamento anime del manga di Satoru Noda conta, per ora, una serie di due stagioni di dodici episodi l’una. Una terza è attualmente in lavorazione. Per maggiori informazioni leggete il seguente articolo: Golden Kamuy, video teaser e key visual per la terza stagione

Gli OVA rilasciati sono tre, di cui l’ultimo una decina di giorni fa: Golden Kamuy, in arrivo un terzo OVA per l’anime

In attesa della terza stagione ho deciso di scrivere quest’articolo in cui parlerò di “Golden Kamuy“, in particolare della sua ambientazione e dei suoi personaggi, rivelando curiosità poco note o sconosciute al grande pubblico qui in Italia. Prima di esse però ricordiamo la trama dell’anime.

Trama

La vicenda inizia nel 1905. Il Giappone ha da poco vinto la guerra contro la Russia zarista e uno dei tanti veterani, Saichi Sugimoto, soprannominato “l’Immortale”, sta cercando dell’oro nell’isola di Hokkaido. Qui viene a sapere di un tesoro nascosto. Pare che un gruppo di Ainu, gli autoctoni dell’isola, abbiano accumulato grandi quantità d’oro setacciando i fondali dei fiumi. Questo immenso tesoro venne poi rubato da un giapponese che li sterminò. Costui finì in carcere, ma, dato che era l’unico a sapere dove fosse nascosto l’oro, venne tenuto in vita nella speranza che ne rivelasse il nascondiglio. Durante la sua prigionia tatuò i suoi compagni di cella: unendo i vari tatuaggi sarebbe stato possibile leggere un messaggio in codice circa l’ubicazione del tesoro. Quegli uomini poi fuggirono disperdendosi per l’isola.

Sugimoto, sentita la storia dell’oro degli Ainu, decide di mettersi alla ricerca dello stesso per aiutare la vedova di un suo amico morto in guerra. Fin dall’inizio verrà aiutato da una giovanissima ainu, chiamata Asirpa. Sebbene sia molto piccola, questa provetta cacciatrice conosce tutti i trucchi del suo mestiere, oltre a possedere le conoscenze del suo popolo: per muoversi e sopravvivere sull’isola di Hokkaido non c’è miglior guida e compagna di viaggio di lei. Tuttavia il loro non sarà un compito semplice: fin troppa gente desidera mettere le mani su quel tesoro…

E adesso sotto con le curiosità:

Guerra russo-giapponese del 1904-1905

Soldati giapponesi a Tokyo

Combattuta fra il 10 febbraio del 1904 e il 5 settembre del 1905, questa guerra, come suggerisce il nome stesso, vide contrapposti l’Impero russo di Nicola II e l’Impero giapponese di Meiji. Causa del conflitto, scatenato dai Giapponesi, fu il controllo della Manciuria e della Corea: l’espansionismo russo in quest’area preoccupò il Giappone al punto da scatenare una guerra. Nonostante la disparità di forze e risorse, la Russia zarista era un gigante dai piedi d’argilla mentre il Giappone, apertosi al mondo da pochi decenni, aveva bruciato le tappe diventando una potenza di cui tenere conto. E sarà proprio questa guerra a sancirlo.

Teatro di guerra

Tre furono gli scontri importanti di questa guerra.

L’assedio di Port Arthur, importante base navale della flotta russa sul Pacifico, che durò dal 26 luglio del 1904 fino al 2 gennaio del 1905 quando i Russi si arresero (decisivo episodio di quest’assedio fu la conquista della quota 203, un’altura da cui sarebbe stato possibile dirigire il tiro dell’artiglieria sulle navi russe: durante la conquista della quota la settima divisione ne uscì decimata scatenando le ire del tenente Tsurumi).

La battaglia terrestre di Mudken combattuta fra il 19-23 febbraio e il 10 marzo del 1905 e vinta dai Giapponesi, fu il più grande scontro terrestre prima del 1914 (il tenente Tsurumi fu ferito in questa battaglia, assumendo l’aspetto con cui è conosciuto).

E infine la battaglia navale di Tsushima combattuta fra il 27 e il 28 maggio del 1905, in cui la flotta zarista fu annientata.

Il Giappone vinse la guerra e la Russia dovette cedere al vincitore la metà meridionale dell’isola di Sachalin, la base navale di Port Arthur e della penisola circostante, dovette inoltre ritirarsi dalla Manciuria e riconoscere la Corea come zona di influenza giapponese.

Sebbene la storia di “Golden Kamuy” si svolga nel periodo immediatamente successivo alla guerra, l’incipt dell’anime e vari flashback mostreranno varie scene di quel conflitto, senza contare che lo stesso è citato dai personaggi in varie occasioni.

L’immortale

Saichi Sugimoto detto “l’Immortale”

Il protagonista dell’anime, Saichi Sugimoto detto “l’Immortale”, è ispirato a due figure realmente esistite. Esse sono Saichi Sugimoto (scritto con kanji differenti!) e Hiroshi Funasaka (30 ottobre 1920 – 11 febbraio 2006).

Il primo è stato il bisnonno di Satoru Noda e combatté davvero durante la Guerra russo-giapponese. Quello vero faceva parte della settima divisone (il falso Sugimoto milita nella prima divisione) e si distinse durante le operazioni militari. Lui e i suoi compagni, in totale circa 500 uomini, vennero circondati da quasi 2000 russi. Sugimoto saltò su un cavallo e riuscì a rompere l’accerchiamento nemico per chiedere rinforzi: una pallottola quasi lo colpì. Il suo ritorno con gli agognati rinforzi fece scappare i Russi salvando il reparto. Per questa sua impresa venne decorato e, terminata la guerra, tornò a casa: morì di tubercolosi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il secondo è stato un soldato che combatté durante la Guerra del Pacifico (1941-1945). Arruolatosi nel 1941, combatté nella battaglia di Angaur, isola dell’arcipelago della Palau, combattuta nel 1944. Qui diede prova di grande abilità con la baionetta, di un’incredibile capacità di resistenza e di una gran forza di volontà come il falso Sugimoto! Subì molte ferite (per questo fu chiamato fujimi ossia immortale) e uccise almeno due americani con la sola baionetta. Fatto prigioniero assieme a pochi altri, tornò in patria solo nel 1946. Condusse una vita tranquilla fino alla sua morte avvenuta nel 2006.

Ainu

Donne ainu con i tipici tatuaggi

Vari personaggi dell’anime, fra cui la protagonista Asirpa, appartengono al popolo degli Ainu. Quest’ultimi, il termine ainu che significa “uomini”, sono una popolazione abitante l’isola di Hokkaidō, le isole Curili e, in piccola parte, l’isola di Sachalin e le coste del continente asiatico. Alcuni di loro parlano ancora l’idioma tradizionale, la maggior parte ha adottato usi, costumi e lingua giapponesi o russi.

Uno dei pregi “Golden Kamuy” è quello di mostrarci usi, costumi e credenze di questo popolo che, come tanti altri, ha perso molte delle peculiarità con il passare dei decenni.

Hokkaidō

Mappa dell’isola

Golden Kamuy” si svolge nell’isola di Hokkaidō. Situata nella parte settentrionale dell’arcipelago giapponese, è la seconda isola per estensione fra le quattro principali isole che formano il territorio giapponese (da nord a sud: Hokkaidō, Honshū, Shikoku e Kyushu). A causa di ciò presenta un clima freddo con scarse precipitazioni. L’isola è nota per le sue colture: riso, ma anche soia, patate, barbabietole da zucchero e avena. Le foreste forniscono un’elevata produzione di legname. Molto attiva la pesca, specie lungo le coste orientali, al largo delle quali si trova una delle più importanti zone di pesca del mondo. Ricco anche il sottosuolo: carbone, petrolio, ferro, piombo, zinco, argento e zolfo. Patria natale degli Ainu, l’isola era chiamata dai Giapponesi Ezo (Terra dei Selvaggi). All’epoca della Guerra russo-giapponese contava poco più di un milione di abitanti.

L’isola fu anche il rifugio degli ultimi seguaci dello shogunato durante la guerra Boshin (1868-1869). Questo conflitto vide contrapposti da un lato i sostenitori del potere shogunale dei Togukawa e dall’altro quelli del potere imperiale. Durante la prima metà metà del 1869, gli ultimi seguaci dei Tokugawa formarono sull’isola la cosiddetta Repubblica di Ezo. Essa ebbe termine con la battaglia navale di Hakodate nel maggio del 1869: la vittoria della flotta imperiale causò la resa dei ribelli e lo scioglimento della repubblica.

Lupo di Hokkaidō

Asirpa e il suo lupo Retar

Asirpa durante la prima stagione dell’anime è accompagnata da un lupo. L’isola di Hokkaidō era la casa della più grande specie di lupo dell’arcipelago: il Canis lupus hattai noto anche come lupo di Hokkaidō. Questa specie di lupo si estinse nel 1889, ma non sono mancati delle voci su presunti avvistamenti successivi a quella data. La sua estinzione fu causata dallo sfruttamento dell’isola: ritenuto pericoloso per il bestiame fu cacciato e avvelenato. Nel 1905 si estinse anche il Canis lupus hodophilax detto anche lupo nano del Giappone o lupo di Honshū. Più piccolo di un normale lupo, al punto di non essere ritenuto tale, veniva chiamato shamanu dagli Ainu. Anche lui fu oggetto di una caccia indiscriminata che, assieme trasformazione del suo habitat, lo portarono all’estinzione.

7° divisione

Soldati della Settima Divisione

Durante la loro ricerca, Sugimoto e Asirpa dovranno vedersela con alcuni uomini della settima divisione dell’esercito capitanati dal tenente Tokushirō Tsurumi, anche loro intenzionati a mettere le mani su quell’oro. La settima divisione è realmente esistita. Si trattava di una delle prime divisioni di fanteria formate dall’Esercito imperiale giapponese (Dai-Nippon Teikoku Rikugun). Formata nel 1888 a Sapporo in Hokkaidō, partecipò alle varie guerre intraprese dal Giappone. Nel conflitto del 1904-1905 partecipò all’assedio di Port Arthur e alla battaglia di Mudken.

Un suo reparto partecipò agli scontri delle Guerre di confine sovietico-giapponesi, in particolare alla disastrosa battaglia di Khalkhin Gol del 1939. Durante la Seconda Guerra Mondiale un altro dei suoi reparti avrebbe dovuto occupare le isole Midway, ma la disfatta subita dalla flotta giapponese durante l’omonima battaglia del 1942 mandò in fumo l’operazione. Il reparto sarà poi inviato a Guadalcanal, nelle Isole Salomone, per affrontare i marines americani. Qui verrà decimato sia dagli scontri che dalle malattie e dalla denutrizione. La divisione rimase ad Hokkaidō per il resto della guerra e a fine conflitto fu sciolta assieme al resto dell’esercito giapponese.

Arisaka

Arisaka Nariakira

Nel quarto episodio della seconda stagione il tenente Tsurumi riceve la visita di un certo Arisaka Narizou, ufficiale dell’esercito, progettista e costruttore d’armi. Questo personaggio è ispirato alla figura di Arisaka Nariakira ufficiale e progettista d’armi. Fu il creatore della serie di fucili Arisaka, usati dall’esercito giapponese dal 1897 fino al 1945. Il Type 30 e il Type 38 furono fra le armi più note: la prima era l’arma di ordinanza all’epoca della guerra del 1904-1905 (Sugimoto spara con quest’arma), mentre la seconda entrò in servizio nel 1905 e restò in uso anche durante la Seconda Guerra Mondiale. In “Golden Kamuy” è citato anche un certo Nanbu: quest’ultimo è ispirato alla figura di Kijirō Nambu, generale e progettista d’armi fra cui pistole e mitragliatrici.

Hijikata Toshizou

Hijikata Toshizou in “Golden Kamuy”

Un altro degli avversari di Sugimoto e Asirpa è un anziano abile con la katana, Hijikata Toshizou. Questo personaggio è realmente esistito. È stato il vice-comandante della Shinsengumi, una specie di polizia dello shogun creata per combattere i sostenitori della restaurazione del potere imperiale durante la guerra Boshin, combattuta in Giappone fra il 1868 e 1869. Morì ad Hokkaidō nel 1869 forse a causa di un colpo d’arma da fuoco, ma al sua tomba non è mai stata individuata. In “Golden Kamuy” si presume che sia sopravvissuto e che sia ancora intenzionato a riprendere la lotta per la quale necessita dell’ora degli Ainu.

Hijikata Toshizou in “Drifters”

Piccola curiosità: il personaggio di Hijikata Toshizo è già apparso in un altro anime ovverosia “Drifters“. In quest’ultimo svolge un ruolo minore e appare soprattutto durante gli episodi finali.

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