Do the impossible, see the invisible. Raw! raw! Fight the power

Con quali termini verrebbe più lecito descrivere una serie come Gurren lagann? Probabilmente, “tamarra” è quello più adatto, per quanto poco professionale.

Frutto dello studio Gainax, che ha sfornato tante tra le serie più dinamiche e sfiziose di sempre (FLCL, Nadia, diebuster, karkeano, ecc…), Gurren lagann è ambientato in un lontano futuro, in cui l’umanità è costretta a vivere in villaggi sotterranei. Simon è un giovanissimo orfano, e un ottimo scavatore che, un giorno, trova una piccola trivella. Insieme a Kamina, che Simon considera a tutti gli effetti una sorta di fratello maggiore, Simon trova un piccolo robot e, quando un misterioso mostro venuto dalla superficie attacca il loro villaggio, i due fuggono. In

superficie, si uniscono alla bellissima guerriera Yoko, scoprendo, mano a mano che il loro viaggio andrà avanti, sempre più verità sui misteriosi mostri incontrati e sui poteri del robot che hanno rinvenuto.

La serie si compone di 27 episodi, divisi in due parti ben  distinte dal classico espediente del salto temporale. Se le prime puntate hanno un’impostazione abbastanza classica, omaggiando anche le serie robotiche anni ‘70 e ‘80, le puntate successive si arricchiscono di scontri mozzafiato, per l’appunto tamarri, che fanno dell’epicità il loro punto focale, andando quindi a sfiorare power up volutamente esagerati.

FANSERVICE: NON SOLO SESSUALE

Omaggio a Diebuster e ad Evangelion

Una precisazione da fare per chi è nuovo dei lavori di questo studio, è che la Gainax è famosa per la buona mole di fanservice che inserisce in ogni opera. Sia sessuale, e difatti non mancano scene di nudo parziale, battute a sfondo sessuale, o espressioni divertite di fronte a qualche ragazza svestita; sia soprattutto citazionistico. Divertente, infatti, è scoprire tutte le citazioni a serie passate, non soltanto della Gainax (al di là degli omaggi alle altre serie robotiche, troviamo palesi richiami ad Evangelion, diebuster, Rocky Joe, ecc…). Ovviamente, risulta più piacevole la visione se si conoscono già le serie omaggiate.

“CREDI IN ME CHE CREDO IN TE”

Tornando alla trama, è palese che pur volendo mischiare diversi generi, e pur cambiando la direzione di trama più e più volte, sia con l’abile utilizzo di plot twist, sia con altri espedienti meno diretti, l’anime si incentri principalmente sul tema della formazione di Simon.

La sua crescita interiore, da bambino spaurito che combatte soltanto se affiancato e protetto da qualcuno, a uomo in grado di superare anche l’impossibile, purché creda in sé stesso, è raccontata in maniera toccante e drammatica. Le quasi stucchevoli frasi motivazionali che Kamina rivolge al fratellino, sono semplici e banali, ma contornate da scene epiche all’inverosimile, difficilmente non infervorano l’animo dello spettatore.

Il tutto, è ovviamente condito da animazioni perfette e da una colonna sonora abbastanza atipica, che fa uso spesso di motivetti rap (Raw Raw fight the power!), o di brani orchestrali.

Descriverlo quindi in una sola parola sarebbe al quanto riduttivo. Gurren lagann è epicità, è follia, è inventiva narrativa e registica. E’ semplicemente da provare.

La serie è licenziata, ed è possibile acquistarla a un prezzo di circa 40 euro.

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