Introduzione

Highschool of the Dead”, spesso abbreviato in “HOTD” o “H.O.T.D.”, è un anime sugli zombie che ha fatto parlare di sé. Nel bene e nel male…

Trama

Vedere degli zombi con addosso delle uniformi scolastiche giapponesi è roba di qualità.

La storia inizia in un giorno di primavera, quando i ciliegi sono in fiore. La vita sembra trascorrere tranquillamente in una qualsiasi scuola giapponese, ma all’improvviso succede qualcosa. Al cancello dell’istituto vi è del trambusto. Un uomo morde un altro uomo che cade a terra, si dissangua e muore. Poi si rialza e inizia ad attaccare e mordere tutti quelli che gli sono vicino. È l’inizio di una apocalisse zombi che colpisce tutta la città, il Giappone e il mondo. Cinque studenti e l’infermiera della scuola uniscono le forze per sfuggire agli zombi che ben presto dilagano per la scuola. E una volta fuori dovranno lottare per la sopravvivenza in una società e in un mondo che vanno progressivamente in pezzi.

Personaggi

Da sinistra a destra: Saya, Alice (sopra), Kouta (sotto), Takashi (sopra), Rei (sotto) e Saeko.

Il gruppo di superstiti è così formato:

Takashi Komuro: è il “protagonista” e voce narrante della storia. È un normalissimo ragazzo giapponese che a causa dell’invasione degli zombie si ritroverà a ricoprire il ruolo di leader del gruppo. Tutte le ragazze del gruppo sono più o meno attratte da lui.

Rei Miyamoto: è un’amica d’infanzia di Takashi. Sebbene i due fossero innamorati da tempo, non si sono mai dichiarati. Si sono poi allontanati l’uno dall’altra, per poi riavvicinarsi con l’arrivo dei non-morti. Rei è pratica di sōjutsu, l’arte di combattimento con la lancia. Le tornerà utile contro gli zombi.

Saeko Busujima: è la senpai del gruppo ed è una famosa atleta di kendō, l’arte del combattimento con la spada. È una ragazza che sotto un aspetto calmo, quasi flemmatico, nasconde una personalità sadica. Nonostante questo, saprà cosa fare in ogni frangente senza mai perdere la calma.

Saya Takagi: è un’altra amica d’infanzia di Takashi. Ha un carattere spocchioso quasi irritante, ma è particolarmente intelligente e intuitiva. Capirà ben prima degli altri la gravità della situazione e il suo evolversi e ciò compenserà ampiamente la scarsa utilità in combattimento e il suo pessimo carattere.

Kouta Hirano: è il classico otaku ossia basso, grasso, occhialuto e appassionato di videogiochi, anime e manga. Gli piacciono anche le armi e sa usarle avendo imparato durante un viaggio in America. È il tiratore del gruppo ed è l’unico che possa insegnare aglio altri ad usarle. La sua mira sarà di grande aiuto.

Non è quello che pensate. La bionda è Shizuka Marikawa.

Shizuka Marikawa: è l’infermiera della scuola. È una giovane donna goffa e spensierata che deve essere costantemente protetta dagli altri. Tuttavia, saprà rivelarsi utile in vari frangenti. Rappresenta la parte comica della serie.

Durante il loro viaggio, si unirà a loro una bambina che ha perso il padre, Alice Maresato, e il di lei cane Zeke. L’intero gruppo si darà da fare per proteggerla e preservarne l’innocenza.

Il professor Shidō assieme agli studenti a lui devoti.

Degli altri personaggi dell’anime è inutile parlarne. Appaiono troppo poco oppure giocano un ruolo marginale nella storia per essere qui citati.

L’unico che forse andrebbe citato è Kōichi Shidō, che potrebbe essere definito un’antagonista del gruppo di Takashi e compagni.

È un professore della loro scuola che, grazie al suo carisma e al suo ascendente di insegnante, riuscirà a mettersi a capo di un gruppo di studenti superstiti. Ma più che guida diventerà una specie di leader di una setta religiosa, vista la lealtà quasi fanatica degli studenti che resteranno attorno a lui.

Dal manga all’anime

L’anime è tratta dall’omonimo manga scritto da Daisuke Satō e disegnato da Shoji Satō. Il manga ha debuttato nel 2007 e dal 2011 ne esiste anche una versione a colori. È formato da trenta capitoli divisi in sette volumetti, solo il trentesimo è fuori volume. Il manga, tuttavia, non è completo. Daisuke Satō è morto di cause naturali nel 2017 senza aver avuto la possibilità di completarlo.

I superstiti si fanno strada fra gli zombi.

L’adattamento anime è del 2010 ed è stato realizzato dallo studio Madhouse. Consta di un serie dai canonici dodici episodi a cui poi è seguito un OVA nel 2011, realizzato dallo stesso studio e staff realizzatore della serie base e intitolato “Drifters of the Dead”. L’anime adatta grossomodo il manga fino al diciassettesimo capitolo, l’OVA presenta una storia originale non tratta dal manga ed è basata soprattutto sul fanservice che sfocia quasi nell’hentai. In Italia l’anime è stato acquisito dalla Yamato Video nel 2015 che lo ha trasmesso sia sul suo canale satellitare Man-ga che sul suo canale youtube Yamato Animation. Ha persino curato il doppiaggio in italiano della serie e dell’OVA. La serie è ancora disponibile sul canale: https://www.youtube.com/playlist?list=PL8jk9jEnr_72CgqO9u4UqsqshDFgZLXrR

Zombi e tette

Uno dei punti di forza di questo anime sono proprio gli zombi. Se nel cinema il genere è visto e stravisto, nel mondo degli anime non è così diffuso. Tolti i titoli in cui gli zombie sono reinterpretati alla “giapponese” come in “Zombieland Saga”, gli unici due anime in cui compaiono gli zombi classici, quelli alla George Romero per intenderci, sono “School-Live!”, conosciuto anche come “Gakkō gurashi!”, e “H.O.T.D.”: nel primo caso il genere zombie è unito al moe in connubio veramente unico, nel secondo è mescolato con un fanservice spudorato e memorabile.

Una superstite viene divorata dagli zombi.

La parte sugli zombi è sinceramente ben fatta: non spicca per originalità, ma contiene tutti gli elementi tipici di questo genere horror così famoso. La lotta per la sopravvivenza, i dilemmi morali dei sopravvissuti, il crollo della società e delle sue leggi e regole, la disperazione, la paura, il senso d’impotenza, tutto è ben rappresentato con un’alternanza narrativa realizzata come si deve. Alle vicende del gruppo si alterneranno delle scene che mostreranno le conseguenze del dilagare degli zombi.

L’altro punto di forza, perché tale si tratta, è il fanservice. Le situazioni create appositamente per mostrare le mutande o il sedere delle ragazze non mancheranno fin dalla sigla iniziale. E saranno anche giustificate dai vestiti succinti delle protagoniste e dai frequenti combattimenti contro i non-morti. Ognuna delle protagoniste poi è ben dotata di petto.

Classica scena di fanservice: Rei è stata sbattuta contro il muro da uno zombie e sedendosi per terra le si vedono le mutandine.

Chiunque abbia visto un numero sufficiente di anime saprà che le “oppai” seguono delle regole della fisica tutte loro: consistenza come quella delle mozzarelle, morbidezza come quella della gelatina che si vede nei cartoni animati americani e, nonostante il peso, una leggerezza e una forma da palloncini pieni di elio. In “H.O.T.D.” però si arriva a livelli mai visti in altri anime e certe scene sono così assurde da risultare memorabili. Non rivelo nulla per evitare di guastare la sorpresa.

Curiosità

Nell’anime ci sono alcune citazioni particolari che i più attenti potranno cogliere. Come per esempio il tema musicale di “28 settimane dopo” che si ascolterà nel primo episodio.

In questa recensione ho spesso usato il termine zombi, ma nell’anime il termine non viene mai usato: per indicarli i protagonisti usano il termine “loro”. Tranne nell’OVA, ma questi dopotutto presenta una storia originale.

Il personaggio di Kouta Hirano è un chiaro omaggio all’omonimo mangaka, autore di “Hellsing” e “Drifters”.

Hirano si prepara ad usare la sua prima arma contro gli zombi.

Nella versione italiana di “H.O.T.D.” una scena ha subito una censura. Durante il combattimento al tempio, quando Saeko Busujima ha oramai accettato la natura di sadica senza più vergognarsene, vi è un primo piano della ragazza in cui si sente la sua voce affermare “sono bagnata” con tanto di scritta a pieno schermo. Questo nella versione in lingua originale, in quella italiana vi è solo silenzio.

I titoli dei capitoli dal manga contengono sempre la parola “dead”, la stessa caratteristica hanno i titoli dei singoli episodi dell’anime.

Critica

Qualche riga prima ho scritto che il fanservice è uno dei punti di forza dell’anime. Ed è vero: senza di esso l’anime perderebbe molta della attrattiva. I suoi due elementi costitutivi, zombie e tette, sono imprescindibili l’uno dall’altro. E nessuno dei due intralcia o toglie qualcosa all’altro. Se l’anime non avesse avuto la parte fanservice, non solo non sarebbe stato divertente, ma nessuno o quasi lo avrebbe ricordato. La parte zombie è ben fatta, ma non è originale né tanto meno eccezionale.

Saeko in tutto il suo nudo o quasi splendore.

L’anime poi mostrata qualche “ingenuità”. In un episodio si vede Takashi colpire uno zombie alla mano per fargli mollare la presa e questi in effetti la molla come se avvertisse dolore, cosa che in verità non dovrebbe succedere visto che gli zombi non sentono dolore. Senza contare poi che si vede qualche volta Saeko mette fuori combattimento o colpisce gli zombi non in testa, unico loro punto debole, ma in altre parti del corpo. Tuttavia, sono solo quisquilie.

Potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno, i disegni dei protagonisti con i loro menti a punta. Paradossalmente le tette rimbalzano bene.

Giudizio

Il gruppo trova rifugio in un ipermercato: una citazione a diversi film di  George Romero.

Highschool of the Dead” è un anime sopra le righe ed è questo è il suo punto di forza, ma anche la sua debolezza. Se il fanservice vi irrita allora fareste bene a non guardarlo, se cercate un anime dalla trama profonda e seria allora dovreste volgervi altrove. Lo consiglio a chi cerca qualcosa di leggero, veloce e divertente da guardare. Non provate a cercarci qualcosa di più. È solo puro intrattenimento ben confezionato senza pretese di alcunché.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *