Ancora oggi, dopo tanti anni che l’animazione giapponese è approdata nel nostro paese, e ha iniziato a crearsi un numero sempre maggiore di fan, ci sono argomenti che suscitano sempre tanti problemi e tanta confusione, per molti. Uno fra i tanti è la distinzione tra generi e target.

Quante volte sarà capitato di leggere la classica richiesta “mi consigliate un anime shonen?” e, per mettere alla prova il richiedente, abbiamo consigliato “toradora”, tra i tanti, sentendoci dire “ma non voglio roba romantica!”

Troppe. Almeno per me.

Il problema sta infatti alla base… Dal momento che moltissimi anime shonen sono prettamente d’azione, si è portati a credere che le due parole siano sovrapponibili. Così come per qualcuno è impensabile che lo shojo contempli titoli che non siano solo sentimentali.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Incominciamo distinguendo i vari target:

KODOMO: I kodomo manga sono quelli pensati per l’utenza rappresentata dai bambini. Avranno quindi disegni e trame più semplici e- spesso e volentieri- i protagonisti sono animaletti o personaggi zoomorfi. Il fanservice sarà del tutto assente. Un esempio classico è Doreamon

SHONEN: lo shonen è il manga indirizzato principalmente ad un pubblico maschile, di adolescenti… più o meno un’età che va dalla scuola media alla maggiore età. E’ il target che, insieme allo shojo, crea più fraintendimenti, perché molti dei titoli targati shonen sono caratterizzati da storie d’avventura e azione, con combattimenti e puntano alla riuscita di un obiettivo da parte di un gruppo di personaggi. Ma è un errore banale… perché basta informarsi, per scoprire che il battle shonen è solo una parte…. Questo target contiene tranquillamente tutti i generi, dallo sport, al sentimentale, dall’horror al thriller, al demenziale.

Degli esempi, oltre ai classicissimi Naruto, Dragon ball and company, possono essere Toradora (sentimentale), shigatsu wa kimi no uso (musicale, drammatico e sentimentale), Nichijou (demenziale), food wars (culinario) o haikyuu (spokon).

SHOJO: l’altra faccia dello shonen manga, è rappresentato dallo shojo, ovvero il manga indirizzato sempre ad adolescenti, ma questa volta ad un pubblico femminile. Principalmente, il fulcro è dato da storie sentimentali, ma come per lo shonen, anche lo shojo contiene tutti i generi. Ad esempio, tutti i maho shojo, possono essere considerati i battle shojo.

Degli esempi di questa categoria sono: Ghost hunt (thriller soprannaturale), Natsume juujinchou (sol, fantasy), Donten ni warau (storico, d’azione).

SEINEN/ JOSEI: Sono i manga diretti ad un pubblico maggiorenne. I primi sono pensati per un pubblico maschile, i secondi per quello femminile. Si contraddistinguono per le tematiche trattate, essendo più seri. In Italia alcuni sono vietati ai minori di 18 anni.

 

I generi, al contrario, sono quelli classici a cui siamo abituati, e possono comparire, anche mixati insieme, in tutti i target. Avremo quindi: sentimentale, azione, psicologico, thriller, fantasy, cyberpunk, horror, gore, drammatico, demenziale, parodico, mecha, spokon, isekai, ecc…

Ora: so già che per qualcuno può venire spontanea una domanda “se tutti i target contengono tutti i generi, come si fanno a distinguere l’uno dall’altro?”

In realtà, ogni genere viene trattato in maniera diversa a seconda del target a cui è rivolto. Ad esempio il genere sentimentale, negli shojo, sarà quasi sempre visto dal punto di vista di una protagonista femminile, si contraddistinguerà per un tono più dolce e romantico, quasi fiabesco; mentre nello shonen il protagonista e portavoce è quasi sempre un maschio, e il tono può scadere nel divertito e anche nell’ecchi, volendo; allo stesso modo, nei seinen e nei josei, l’amore sarà visto come qualcosa di più maturo, e spesso si andrà oltre al semplice “primo bacio” o alla cottarella tra i banchi di scuola, finendo anche per trattare tematiche come il sesso. Ovviamente il tutto con le dovute eccezioni, sia chiaro.

Queste distinzioni sono semplicemente a puro scopo educativo. Perché, come appare chiaro dalle esperienze di ognuno di noi, non esiste una sola persona che si lascerà fermare dalle regole imposte da un target: un quarantenne potrà vedere e apprezzare un kodomo; una ragazza potrà amare più uno shonen di uno shojo, e così via discorrendo.

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