FANDOM: PARTE NOCIVA O UTILE ALLA DISCUSSIONE?

Mi sono ritrovata tante volte a discutere piacevolmente con altri fan di anime e manga, su questa nostra passione. Spesso si trattava di discorsi generali, molte volte si affrontava un dibattito su qualche titolo.

Eppure può capitare che molti fan non accettino lo scambio di opinioni perché- a loro avviso- un titolo non può essere in alcun modo descritto come negativo, anche quando i difetti che si porta dietro sono palesi.

D’alto canto, mi è capitato anche di leggere frasi del tipo “odio quest’anime per il suo fandom”.

Sorge quindi una domanda: è giusto giudicare un titolo dal suo fandom? Non penso proprio. Anzi, dovrebbe essere abbastanza logico che i pregi e i difetti di una serie sussistano indipendentemente dalle persone che ne parlano. Ma è spesso vero che molti fan utilizzino atteggiamenti irritanti per avere la meglio su altri.

I TIPI DI FAN

Diciamo che, nel mio percorso, mi è capitato di incontrare un tot di tipologie, tra le più disparate, che possono essere riassunte in:

Fan sordo e cieco: quello che apprezza un’opera, e il suo gusto predomina sul resto. E’ quindi solito urlare al “capolavoro” facilmente, e non accetta che gli si faccia notare un particolare difetto, una forzatura, una mancanza, o quant’altro.

La sottocategoria più facile da trovare, in questo gruppo, è quella dell’otaku. Ovvero la persona che considera quest’epiteto un complimento, e si sente fiero di autodefinirsi tale, senza porsi il problema di cercare l’origine della parola.

Il finto elitista: nella barricata opposta, c’è lui… quello che finge di apprezzare solo titoli ritenuti obiettivamente perfetti, e di disprezzare tutto ciò che è globalmente riconosciuto come “fatto male”, soltanto per ottenere il proprio posto nell’elite. Abbastanza sgamabile, perché non appena si intraprende una discussione con questo fan, puntualmente copia e incolla frasi altrui, come giustificazione dei giudizi dati. Una sottocategoria del finto elitista, è il fan che disprezza a prescindere tutto ciò che è “mainstream”, perché a quanto pare la cosa lo fa sentire ancora più superiore.

Il critico: lui osserverà ogni minimo particolare della serie che ha iniziato, anche rivedendo le stesse scene più volte, per poterne poi parlare in maniera minuziosa, e farsi una propria idea sul prodotto.

Il rilassato: quello che semplicemente vede ciò che può piacergli, non gli interessa l’apparato tecnico che ci sta dietro, non va a cercarsi i nomi dei registi, probabilmente non gli interessa nemmeno sapere di che target è l’anime che ha guardato. Motivo per cui non gli interessano neanche le discussioni, e se ne sta sulle sue.

Il tuttofare: è il fan che, una volta conosciuto, apprezzato e amato a dismisura un anime, ci deve fare fanfiction, fanart, disegni, e… si, qualche volta deve creare delle ship- spesso assurde- tra personaggi che non si sono mai rivolti la parola nella serie, o anche tra personaggi dello stesso sesso.

 

LE DISCUSSIONI DEI FAN

Quante volte sarà capitato, ad ognuno di noi, di provare a iniziare a parlare con qualcuno di una serie, e sentirsi offendere perché l’abbiamo bocciata? “Superficiali e rompiscatole” sono spesso gli epiteti che i critici o presunti critici ottengono quando tentano l’approccio. Ed è spesso questo l’elemento che sta alla base dell’odio generale per il fandom.

D’altro canto, ricordiamo come anche gli elitisti risultino spesso irritanti e irragionevoli verso gli altri, e soprattutto verso i neofiti, andando a insultare il gusto personale, anche quando viene palesemente chiarito che il giudizio dato sia puramente soggettivo, al 100%.

Possiamo quindi capire come il problema di base sia il rispetto da entrambe le parti. Chi non ascolta, e insulta a prescindere, anziché apprendere qualcosa che potrebbe rivelarsi utile anche a lui; e chi parte in quarta, insultando il gusto, anziché evidenziare i difetti della serie.

Ovviamente, le categorie descritte, sono solo ciò che ho incontrato nel mio percorso fino ad ora, e sarebbe interessante conoscere le esperienze altrui.

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