MOE: POSITIVO O SOLO FANSERVICE?

Il “moe” è la rovina degli anime?

Quante volte è capitato, in discussioni inerenti qualche titolo anime, che i fan denotassero, tra i difetti, il moe? Quante volte, fan magari più avanti con l’età, cresciuti con Goldrake e Mazinga, con Joe e Anna dai capelli rossi, hanno sottolineato come il disegno moderno sia uno sfacelo confrontato a quello classico?

Che il chara sia andato evolvendosi è un dato di fatto, basta vedere i tratti più realistici e marcati degli anni 70-80, quelli più semplici degli anni 90, e confrontarli con quelli tondeggianti e “a occhi giganti” di ora. Come sempre, l’apprezzare più uno stile di un altro si ricollega al mero gusto personale, quindi non è corretto in alcun modo bocciare completamente uno stile in favore di un altro. Probabilmente non ce n’è uno “migliore”, anche se penso che un po’ per tutti sia abbastanza irritante vedere un volto occupato dal 90% da occhi (Clannad, sto parlando di te).

 

L’evolversi dello stile, nel corso dei decenni

COS’E’ IL MOE

Ma è in questo panorama, che l’elemento “moe” si inserisce. Innanzitutto, facciamo un passo indietro. Cos’è il moe?

Per chi non lo sa, la parola “moe” fu coniata originariamente per indicare l’attrazione verso una determinata tipologia di personaggio inventato. Un esempio è il meganekko-moe, il moe- e quindi l’attrazione- per la ragazza con gli occhiali. Più avanti, il termine assunse un significato più generale e nella community otaku, nello specifico, va a indicare i personaggi (quasi sempre femminili) apparentemente graziosi, candidi, ingenui, timidi e spesso goffi con l’altro sesso. Anime relativamente famosi in cui personaggi del genere sono presenti possono essere: K-On, lucky star, Haruhi suzumiya, clannad…

 

Conclusa questa premessa, basta vedere qualche pic di personaggi considerabili “moe” per intuire perché l’elemento sia odiato da molti. Spesso, infatti, al di là del mero gusto personale, è un elemento ritenuto di puro fanservice non necessario, il che si ricollega all’articolo sul fanservice di pochi giorni fa, in cui dicevo come- secondo me- non tutto debba essere catalogato come negativo.

Le generalizzazioni sono sbagliate a prescindere. Questo dovrebbe essere un concetto di base per tutti.

Personalmente, ritengo che per quanti esempi si possano portare a supporto della tesi che il moe sia mero fanservice, e possa rovinare la visione di una serie, non sia corretto ritenerlo un elemento di disturbo nel 100% dei casi.

In molti titoli, ad esempio, il moe è inserito volutamente dall’autore per dare false aspettative allo spettatore. Opere come “Gakkou gurashi” o il più recente- e apprezzatissimo- “made in abyss” lo utilizzano semplicemente per mascherare il prodotto, far credere di trovarci di fronte a qualcosa, anziché ad altro. Entrambi i titoli sono più seri di quanto ci si aspetti dalle immagini, entrambi risultano dei buoni prodotti, e anzi il moe non può che farci dire, a fine visione “mi aspettavo una serie bambinesca e invece…”, alzando così l’indice di gradimento generale.

Anche qualora si trattasse di fanservice, comunque, ritengo (sempre in via del tutto personale) che evitare un titolo per questo sia superficiale. Nella maggior parte dei casi si rischia di perdere un titolo più che ottimo. Clannad, che ho nominato prima, ha un chara tutt’altro che accattivante, che purtroppo ha allontanato i più. Eppure è un titolo più che meritevole, ma non è di certo il solo.

I più veterani nel campo, potranno concordare che autori come Yuasa dovrebbero averci insegnato a sufficienza come giudicare un’intera serie da un solo elemento possa rischiare di farci perdere opere meravigliose.

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