Il poema del vento e degli alberi: il manga che rivoluzionò un genere!

Il genere yaoi ha sempre goduto, tra il grande pubblico, di una brutta fama, vuoi per i contenuti espliciti (ben diversi da quelli soft utilizzati dallo shonen-ai), vuoi per un fandom talvolta esagerato e poco aperto al dialogo.

Benchè le storie di Kaoru Kurimoto, a fine anni 70, siano a tutti gli effetti considerabili come precursori dello yaoi, è stato proprio “il poema del vento e degli alberi”, nel 1976, il primo manga shojo che ha ritratto una storia d’amore omosessuale di lunga durata. La sua pubblicazione è rimasta in sospeso per ben 9 anni, proprio a causa dell’esplicitezza dei contenuti.

LA TRAMA

La trama generale di questo rivoluzionario manga di Keiko Takemiya è ambientata a fine ‘800 in un collegio maschile della Provenza. Raccontata dal punto di vista di Serge Battour, un giovane visconte che si iscrive al collegio Lamcombrade in onore del padre, che lo frequentò anni addietro, il fumetto parla di una tormentata e drammatica storia d’amore. Serge è un ragazzo gentile ed altruista, con un forte senso di moralità e giustizia, caratteristiche che gli permettono, fin da subito, di entrare nelle grazie dei propri compagni. L’unico a trattarlo con freddezza è il suo compagno di stanza, Gilbert, considerato la pecora nera del collegio. Gilbert ha un viso e corpo femminei, salta le lezioni e spesso si prostituisce in cambio di denaro o favori. Nonostante tutti lo tengano a debita distanza per la sua promiscuità, non sono in pochi ad approfittare di quest’ultima, e a fare spesso uso di violenza sessuale nei suoi confronti. Ma Gilbert non è soltanto un ragazzo “facile”, ha alle sue spalle un difficile passato…

L’edizione portata in Italia da J-pop si compone di 10 volumi, benché le mie considerazioni -al momento- possano andare soltanto al primo.

LO STILE E LE TEMATICHE

Parto dal presupposto che ho avuto una certa difficoltà a concludere il volumetto. Da un lato, infatti, i disegni sono stati piuttosto difficili da digerire, perché mi è sembrato difficoltoso ricordare i volti dei vari personaggi presentati; dall’altro mi è sembrato molto mieloso e svenevole in più tavole. Tuttavia, sono entrambi difetti che vanno collocati nell’anno di uscita del manga. Nel 1976, il tratto di disegno era spesso simile a questo, e le tematiche trattate costituiscono un punto di svolta non indifferente, che ha permesso l’arrivo di altre storie simili, dello stesso genere, fondando un nuovo approccio di vedere la relazione omosessuale su un fumetto.

Oltretutto, al di là delle numerosissime scene di sesso e di nudo, già il primo volume introduce tematiche tutt’altro che semplici e banali, tra cui razzismo e stupro. La drammaticità e la teatralità risultano ridondanti, ma non più di quanto non lo siano state altre serie degli anni ’70. E, anzi, se devo dare un giudizio complessivo a questo primo volume, direi che riesce a risultare relativamente coinvolgente, anche dopo quasi cinquant’anni.

CONSIDERAZIONE FINALE

La mia considerazione finale è che “il poema del vento e degli alberi” di Takemiya non sia rivolto a tutti, ma solo a poche categorie di persone: a chi non disprezza il “datato”, a chi non ha problemi col genere e, soprattutto, a chi è pronto ad affrontare temi delicati e tutt’altro che leggeri. Con queste caratteristiche, il primo volumetto de “il poema del vento e degli alberi” può risultare una lettura abbastanza fuori dalla norma, da provare.

7.5

Trama

7.5/10

Atmosfera

8.0/10

Grafica

7.0/10

valutazione finale

7.5/10

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