Kingdom” è un anime dal racconto epico che mischia storia e avventura, intrighi e battaglie in un’epoca e in una terra lontana.

Trama

Due ragazzi profondamente diversi…

Siamo nella seconda metà del III a.C. e in Cina una lunga fase di conflitti nota come il “periodo dei regni combattenti” sta per avere fine. Invero non esiste ancora la Cina, nessuno l’ha mai unificata: esistono solo una gran numero di regni che si fanno la guerra per la sopravvivenza o per la supremazia. Dopo anni e anni di continue guerre sono rimasti solo sette regni: Han, Wei, Zhao, Qi, Yan, Chu e il più orientale di tutti, Qin. Nessuno di essi sembra che abbia la forza o l’ambizione di dominare sugli altri, ma le cose stanno per cambiare.

Nel regno di Qin vivono due orfani: Xin e Piao. Sono due servi in una fattoria e, sebbene non vi sia alcun legame di sangue fra loro, sono uniti come fossero fratelli. Coltivano entrambi l’ambizione di diventare generali ed elevarsi dal punto di vista sociale. Ma le loro strade si divideranno quando un funzionario della corte reale deciderà di prendere Piao con sé e portarlo a corte. Xin, rimasto solo, continuerà ad allenarsi con la spada e a coltivare il sogno di diventare un generale.

…ma uniti dallo stesso destino: unificare la Cina.

Qualche tempo dopo Piao ritorna alla fattoria.  È vestito e armato come un gran signore, ma è ferito e inseguito. Prima di spirare fra le braccia di uno sconvolto Xin, consegna al suo amico una mappa con una località da raggiungere. Xin vi si dirige e quel che trova lo sconvolge. Dentro una catapecchia abbandonata vi è un ragazzo che è un perfetto sosia del defunto Piao, ma ancora più incredibile è l’identità di questo di questo ragazzo: è Yang Zheng, il principe ereditario al trono di Qin, ancora troppo giovane per essere incoronato sovrano. C’è stato un colpo di stato a palazzo e i congiurati vogliono uccidere Zheng.

Da questo momento in poi il destino dei due ragazzi sarà indissolubilmente legato. Xin si impegnerà per diventare un generale, Zheng coltiverà un sogno ancora più grande: unificare la Cina per riportare la pace e l’ordine in una terra devastata. E un giorno ci riuscirà. Passerà alla storia con il nome di Qin Shi Huangdi: il primo imperatore della Cina unificata.

Dal manga all’anime

Il manga di “Kingdom” è frutto dell’inventiva del mangaka Yasuhisa Hara. La sua opera ha debuttato nel gennaio del 2006 ed è attualmente in corso. L’ultimo volumetto pubblicato è il 53°, uscito nel gennaio di quest’anno. L’adattamento anime, oggetto di questa recensione, consiste in due serie realizzate dallo studio Pierrot.

La prima conta trentotto episodi ed è andata in onda fra il giugno del 2012 e il febbraio del 2013. La seconda è di trentanove episodi ed è la sua messa in onda fra il giugno del 2013 e il marzo del 2014.

La prima stagione adatta il manga fino al 173° capitolo del 16° volumetto. La seconda riprende dalla fine della prima, ovvero dal 174° capitolo del 17° volumetto, per arrivare fino al 260° capitolo del 24° volumetto. Grossomodo l’anime copre poco meno della metà del manga. Il primo episodio della prima stagione duro il doppio rispetto ad un episodio normale

Ambientazione storica

Una cartina dei sette regni che si affrontarono in una lunga serie di guerre.

Con il periodo “dei regni combattenti” o “degli stati combattenti” s’intende un periodo della storia cinese che va dal V al III secolo a.C., più precisamente il periodo che va dal 453 a.C. al 221 a.C. Il manga e l’anime da esso tratto sono ambientati verso la fine di questo periodo, intorno alla metà del III secolo a.C. La parte di storia raccontata dal manga, essendo esso ancora incompleto e in corso, copre solo gli anni immediatamente precedenti l’inizio delle guerre di unificazione scatenate dal regno di Qin. Trattandosi pur sempre di un adattamento anime di un manga, le vicende storiche sono state romanzate. Ma come e in che modo è impossibile dirlo per chi scrive, data la sua scarsa conoscenza della storia dell’antica Cina.

Personaggi

Data l’ambientazione e la trama, il numero di personaggi è gigantesco. Alcuni svolgeranno dei ruoli decisivi nel corso della storia, altri saranno solo delle comparse, altri appariranno troppo tardi. Va anche ricordato che l’anime adatta solo una parte del manga. Come sempre in questa sezione della recensione saranno citati solo i personaggi più importanti e di loro sarà detto solo l’essenziale.

Xin: è il primo dei protagonisti principali dell’anime. Le sue principali caratteristiche sono il coraggio e la determinazione. Ad esse vanno unite una stupidità sconcertante, tipica dei personaggi maschili di molti anime.

Yang Zheng: è il secondo protagonista della storia. Dopo un’infanzia difficile, ha dovuto lottare per tenere il potere. Dopo un’iniziale ostilità da parte di Xin, i due diverranno amici.

He Liao Diao: è un bambino senza famiglia che aiuterà i due protagonisti nel momento del bisogno, diventando loro amico. In realtà è una ragazza, ma la stupidità di Xin impedirà a quest’ultimo di accorgersene.

Qiang Hui’: è una giovane ragazza addestrata al combattimento. In cerca di vendetta verso chi sterminò il suo clan, si unirà all’esercito di Qin assieme a Xin.

Wang Qi: è l’ultimo dei grandi generali del regno di Qin, una leggenda vivente che nonostante l’età fa ancora paura.

Chengjiao: è il fratellastro minore di Zheng. Viziato e crudele, sarà la prima minaccia che Zheng e Xin dovranno affrontare.

Lü Buwei: è uno dei cancellieri del regno di Qin. Ambizioso e scaltro, rappresenterà la principale minaccia ai progetti e alla vita di Zheng.

Li Mu: è un ex-generale e cancelliere del regno di Zhao. Rappresenterà una grave minaccia per la campagne di conquista di Qin. E’ intelligente e scaltro.

Lian Po: è un vecchio generale della precedente generazione di condottieri che hanno battagliato in lungo e in largo per la Cina. Diffenderà il regno di Wei dall’invasione di Qin.

Wang Ben: più o meno coetaneo di Xin, è un giovane nobile che ambisce a diventare generale. Non nutre simpatia per il protagonista.

Meng Tian: altro coetaneo di Xin, anche lui di nobili origini, ma senza la spocchia aristocratica di Wang Ben e per questo va d’accordo con il primo.

Guerre e dintorni

Wang Qi (a sinistra) affronta in duello Pang Nuan: i duelli fra generali e ufficiali non sono rari nell’anime

Sebbene agli inizi posso sembrare un anime di avventura, ben presto le guerre e gli intrighi di corte diverranno i due pilastri della narrazione. E costituiranno due filoni narrativi distinti ma intrecciati vista l’interdipendenza fra i due. L’anime quindi alternerà le vicende mostrate: da una parte la narrazione si focalizzerà sulla corte, sui suoi intrighi e sui tentativi di Zheng di mantenere il potere e di espandere quel poco che gliene lasciano i suoi infidi e rapaci ministri; dall’altra abbiamo le campagne militari e le battaglie affrontate dagli eserciti di Qin e dai suoi generali ansiosi di primeggiare e vincere e in mezzo a tutto questo c’è Xin, ansioso di coronare il suo sogno. Complessivamente l’alternanza fra i due filoni narrativi è ben mantenuta anche se privilegia di più la parte bellica a scapita dell’altra.

Non sarà raro vedere delle scena come questa, il cui scopo è quello di illustrare le manovre e le tattiche degli eserciti sul capo di battaglia.

Affermare che la guerra, le campagne militari, le battaglie e gli scontri fra i generali siano frequenti in “Kingdom” è un eufemismo: sono l’essenza stessa dell’anime, gli elementi che rendono epica tutta la storia. La narrazione delle battaglie e delle campagne militari sarà meticolosa e articolata, occupando parecchi episodi. D’altra parte questo potrebbe essere un punto debole dell’anime. In questi momenti la narrazione sarà più lenta e frammenta anche se il livello di tensione rimarrà sempre buono, purché il genere piaccia allo spettatore. Chiunque preferisca una narrazione più veloce e non complessa potrebbe tediarsi a guardare l’anime.

Va detto che l’anime non risulta realistico in alcune scene. Tipo quando i generali si affronteranno in duello o in certe eseguite dai soldati sul campo di battaglia. Ma il realismo è stato sacrificato in nome dell’epicità ed è stato un sacrificio che ha dato i suoi frutti.

Grafica

Fin dalla sigla di apertura della prima stagione si può notare l’uso massiccio della grafica computerizzata.

Il più grave difetto di “Kingdom” è forse la grafica computerizzata. Essendoci un sacco di personaggi a schermo, soprattutto nelle battaglie, il suo utilizzo parrebbe inevitabile. Il problema è che di essa viene fatto un abbondante uso fin dall’inizio nelle scene “normali”. Non sarebbe una cosa grave se fosse discreta in termini di qualità. Purtroppo, la grafica computerizzata è a dir poco pessima, tanto da rendere i personaggi legnosi nelle espressioni facciali e nei movimenti. Per rendersene conto basta dare un’occhiata ad alcune delle immagini di questa recensione. Per fortuna questo problema scema con il passaggio alla seconda stagione, dove l’utilizzo della grafica computerizzata è minore e la resa grafica migliore. Visivamente la seconda stagione è decisamente migliore della prima.

Giudizio

L’espressione di Wang Ben dopo aver ascoltato le tattiche di battaglia di Xin.

A dispetto dell’orrida grafica, “Kingdom” è a parere di chi scrive un buon anime. Chiunque adori la storia o gli piacciano le scene di battaglia non potrà che apprezzarlo. Tuttavia, la narrazione in certi momenti è molto diluita e quasi prolissa, senza contare che l’anime potrebbe risultare monotono e ripetitivo per chiunque non apprezzi il genere. Ma per tutti gli altri si prospetta una narrazione epica.

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