“Kyoukai no Rinne” è l’adattamento anime dell’ultima opera di Rumiko Takahashi, una delle mangaka più conosciute al mondo.

Trama

I nemici giurati degli shinigami, i damashigami, gli dei dell’inganno. Truffatori da quattro da quattro soldi…

 

Mamiya Sakura è una normalissima ragazza giapponese, tranne per un particolare: riesce a vedere gli spiriti dei morti! Possiede questa capacità fin da quando era bambina. Alla sua età la presenza degli spiriti non la turba più di tanto, anche se preferirebbe non vederli più. Durante il suo primo giorno da liceale incontra uno strano ragazzo dai capelli rossi: Rokudou Rinne. Quest’ultimo ha la capacità di interagire con gli spiriti e a volte è visibile e a volte no alle persone circostanti. Sakura scoprirà che Rinne è uno shinigami, un dio della morte che ha il compito di favorire la reincarnazione degli spiriti vaganti sulla terra. Ben presto i due ragazzi diventeranno amici e Sakura verrà coinvolta nelle sue avventure.

 

Ambientazione

La grande ruota che permette la reincarnazione.

 

La serie è ambientata nei giorni nostri e prevede che ci sia un mondo degli spiriti, il Kyoukai. Qui, sotto un cielo dominato dalla presenza della Ruota della Reincarnazione, vivono gli abitanti che si dedicano alle attività spiritiche: gli shinigami, gli dei della morte, il cui compito è quello di favorire la reincarnazione degli spiriti vaganti sulla terra e impedire che diventino spiriti maligni; poi ci sono i kuroneko, i gatti neri, creature feline antropomorfe che assistono gli shinigami nel loro lavoro; ci sono gli shirushigami, gli dei del necrologio, incaricati del controllo della durata della vita dei mortali e delle faccende amministrative; vi sono poi infine i damashigami, gli dei dell’inganno, che non si fanno scrupolo di affrettare la dipartita delle persone affinché le loro anime possano reincarnarsi. Nel corso dell’anime verrà spiegato moltissimo dell’universo di “Rinne” e quello che ne esce è un’ambientazione ricca, multiforme, funzionale alla comicità dell’anime.

Personaggi

Sopra, da sinistra a destra: Sabato, Annette, Ageha, Kain e Renge. Sotto, da sinistra a destra: Ichigo, Tamako, Sakura, Rokumon, Rinne, Juumonji e Masato.

 

Mai come in un’opera della Takahashi, e “Rinne” non fa eccezione, abbondano i personaggi, i quali oltretutto sono anche collegati fra loro in vario modo da rapporti di parentela, amore, odio e amicizia. Ognuno di loro poi ha una o più caratteristiche comiche che appariranno spesso nell’anime. Alcuni compariranno molto spesso, altri meno, alcuni appariranno fin dai primi episodi dell’anime, altri molto più in là. Elencarli tutti è impossibile e inutile: citerò solo quelli principali e quelli meritevoli di menzione. Cercherò anche di dire il meno possibile su ognuno di loro.

Di Rinne e Sakura ho già in parte parlato e più avanti ne parlerò ancora.

Fra i primi personaggi ad apparire nell’anime vi è la nonna paterna di Rinne, Tamako, una shinigami purosangue che non ama essere chiamata nonna. Spesso aiuterà il nipote, ma qualche volta lo metterà nei guai.

Il padre di Rinne, Sabato, è uno dei principali antagonisti della serie: è il fondatore e direttore di una compagnia di damashigami. È un uomo affascinante e bello, ma pigro, amorale, ladro e scansafatiche ed è a causa sua che molti personaggi dell’anime sono finiti nei guai. Nonostante tutto è uno dei personaggi più divertenti dell’anime: una simpatica canaglia a tutto tondo!

Il kuroneko a contratto con Rinne è Rokumon. Giovanissimo (ha l’aspetto di un bambino) ma diligente, sarà il compagno di Rinne in tutte le sue avventure condividendone la povertà e i molti insuccessi.

Rivale e amico di Rinne, ma più il primo che il secondo anche se solo in amore, è Juumonji Tsubasa, un compagno di classe dei due protagonisti. La sua è una famiglia di esorcisti e anche lui lo è: ciò gli permette di vedere gli spiriti dei defunti e di esorcizzarli, ma il più delle volte non sarà abbastanza potente per farlo. È innamorato di Sakura.

Ageha è una shinigami come Rinne. Si caratterizza per avere uno spirito battagliero e per essere una stupida facilmente raggirabile. È innamorata di Rinne. Il suo kuroneko è Oboro, il cui carattere, battagliero e sconsiderato, va a braccetto con quello della sua padrona.

 

Assieme a Rokumon ci sono Oboro (a sinistra) e Suzu (sulla destra).

 

Masato è un demone ed è una vecchia conoscenza di Rinne. Arde dal desiderio di vendicarsi di Rinne. Sebbene i suoi piani siano astuti e malvagi, Masato è un idiota: non riesce nemmeno a scrivere correttamente!

Kain è uno shirushigami ed è un nemico di Rinne, o meglio è soltanto lui a provare avversione verso il suo nemico senza esserne ricambiato. Sebbene non sia uno shinigami, tiene presso di sé un kuroneko, Suzu, tanto esuberante quanto sciocca. Piccola nota: di tutti i personaggi, Kain è stato quello che più mi è stato inviso. Generalmente ogni personaggio creato dalla Takahashi, buono o cattivo che sia, riesce a rendersi per lo meno simpatico. Lui no e forse ciò è dovuto al suo esordio.

Shima Renge è una damashigami molto pericolosa: abile, determinata e intelligente. È innamorata di Kain, suo ex-senpai, al quale cercherà di tenere nascosta la sua vera identità di damashigami, essendola diventata per sbaglio.

Matsugo è uno shinigami ed ex-compagno di scuola di Rinne. Da odiarlo passerà a volergli bene come ad un amico, anzi di più. Con grande disappunto di Rinne ovviamente. Piccola nota: credo che il rapporto fra quello fra Matsugo e Rinne sia primo di tipo yaoi da me visto in un’opera della Takahashi.

Hitomi Annette Anematsuri è una professoressa di origine francese con poteri divinatori. Ha un carattere pigro, svogliato e spendaccione e la sua presenza causerà qualche grattacapo a Rinne.

 

Comicità

Matsugo non capisce che i suoi sentimenti per Rinne non so ricambiati. la ragazza è Anju, sua compagna di classe.

 

La vis comica si basa su tre perni: denaro, ma sarebbe meglio dire debito, amore e lavoro. I tre non sono necessariamente separati e molto spesso s’intersecano.

Rinne fa il lavoro dello shinigami per ripagare i suoi debiti: in realtà sono i debiti di suo padre. A causa di essi vive in estrema povertà e anche le cose più banali e semplici gli appaiono di lusso. Nel corso delle varie puntate Rinne proverà a risollevarsi economicamente o almeno a migliorare la sua condizione di indigente, ma, a causa della sua sfortuna e delle azioni sconsiderate di altri personaggi, non ci riuscirà mai, anzi spesso si ritroverà più povero di prima. Il protagonista è così povero che il fatto di dover spendere anche una solo moneta gli fa lacrimare gli occhi di sangue! Nei casi peggiori Rinne rimane pietrificato.

Come in altre opere della Takahashi, anche qui ci sono molte coppie o presunte tali. La principale è sicuramente quella di Rinne e Sakura. Ma è anche quella meno evidente. I due diventeranno subito amici e subito inizieranno a provare qualcosa l’uno per l’altra. Non lo ammetteranno mai esplicitamente, nemmeno con sé stessi, ma sarà facilmente intuibile dalla reciproca gelosia e dalle strane sensazioni che proveranno. Tuttavia, non ci sarà sviluppo nella loro storia d’amore, come in quello di tutte le altre coppie. Ben più espliciti sono i sentimenti di Juumonji verso Sakura, di Ageha verso Rinne e di Renge verso Kain, i quali saranno spesso il punto di avvio di alcune storie.

Il lavoro di Rinne o comunque le situazioni che richiederanno il suo intervento saranno molto spesso assurde, grottesche, tipicamente takahashiane: da spiriti di gatto che verranno placati con tonno prelibato a spiriti che vorranno vedere sodisfatti desideri assurdi, da problemi burocratici nel Kyoukai fino alle truffe messe in atto dai damashigami. Le situazioni saranno varie, fantasiose e spassose.

Del tutto assente la componente comica basata sulle situazioni “piccanti” o sulla nudità come ve ne erano in “Ranma ½” per esempio.

 

Sabato assieme alla sua assistente, Bijin, ha appena commesso un furto.

 

Altri elementi comici importanti sono le peculiarità comiche dei singoli personaggi. Ognuno di loro davanti ad una determinata situazione reagirà in un determinato modo oppure avrà una caratteristica che lo contraddistinguerà. La signora Tamako sfregherà i pugni sulle tempie dei malcapitati che l’avranno chiamata nonna. Gli errori grammaticali nei messaggi di Masato. La facilità con cui Ageha si fa raggirare spendendo denaro sonante. Il vizio di Juumonji di esprimere i propri pensieri ad alta voce. Il pianto di sangue di Rinne quando deve spendere denaro. L’inespressività di Sakura davanti a tutto quello che le sta attorno. La stupidità combina guai di Suzu. Ma non mancano anche comportamenti più generici. Quando un personaggio dovrà comunicare qualcosa di importante che dovrebbe essere espresso con tatto, lo farà con megafoni e microfoni. Dato che vari personaggi sono shinigami, molti di loro colpiranno in testa con le loro falci chiunque li abbia fatti arrabbiare. Non saranno poi rari i duelli a colpi di falci. E poi gente che viene lanciata verso i muri o calciata in cielo quando è di troppo.

Una caratteristica peculiare dell’anime è la voce fuori campo che spesso si sentirà nell’anime. Ha molteplici funzioni: narrativa, in quanto racconterà delle vicende precedenti dei vari personaggi o introdurrà la vicenda in corso (quest’ultimo ruolo verrà ricoperto anche da Sakura); esplicativa, in quanto fornirà spiegazioni sui vari aspetti del mondo degli shinigami, come ad esempio la spiegazione degli attrezzi usati da Rinne o altri personaggi; e infine comica, in quanto molto spesso sottolineerà l’ovvio in certe scene rendendo il tutto ancora più divertente.

 

Dal manga all’anime

Rokumon combatte per avanzare di livello.

 

Il manga della Takahashi debuttò con il primo capitolo il 22 aprile del 2009 e si concluse il 13 dicembre del 2017 con l’uscita dell’ultimo. In totale i capitoli del manga sono ben trecentonovantotto, divisi poi in quaranta volumetti. L’adattamento anime consta di tre stagioni di venticinque episodi l’una, per un totale di settantacinque episodi. La prima stagione andò in onda in Giappone dal 4 aprile al 20 settembre del 2015, la seconda dal 9 aprile al 24 settembre del 2016, la terza dall’8 aprile al 23 settembre del 2017. Rispetto alle altre opere della Takahashi, “Kyoukai no Rinne” non ha goduto di un vasto adattamento anime: contando solo gli episodi delle serie ed escludendo gli OAV, i film e simili, “Lamù”, “Ranma ½”, “Maison Ikkoku” e “Inuyasha” hanno più episodi. Inoltre, tutti questi sono arrivati in Italia e sono stati persino doppiati. Solo la prima stagione di “Rinne” è arrivata in Italia e per giunta non doppiata (i diritti vennero acquisiti dalla VVVVID). Le altre due stagioni sono state sottotitolate da un gruppo di appassionati, i Kyoto Fansub.

 

Adattamento

Rinne colpisce suo padre Sabato con la falce da shinigami. I loro rapporti sono sempre così.

 

L’adattamento anime di “Rinne” presenta parte delle stesse caratteristiche degli altri adattamenti anime delle opere della Takahashi. Personaggi introdotti ex-novo nell’anime e assenti nel manga e viceversa. Senza contare i tanti piccoli cambiamenti. Dato che le vicende si sviluppano lentamente è stato possibile adattare liberamente le storie dei singoli capitoli non rispettando l’ordine cronologico in cui si trovano nel manga e al contempo non alterarando il senso della storia. Prendiamo ad esempio l’11° volumetto del manga, contenente i capitoli dal 99° al 108°: il 99°,100° e 101° sono serviti per l’episodio finale della prima stagione, il 25°; il 102° capitolo ha fornito materiale per una delle tre storie del 53° episodio ovverosia il 3° della terza stagione; i capitoli 103° e 104° sono stati adattati nel 35° episodio ossia il 10° della seconda stagione; sul 105° e 106° si basa il 14° episodio della prima stagione; gli ultimi due capitoli, il 107° e il 108°, non sono mai stati adattati. Per una tabella compartiva, purtroppo non completa e aggiornata, vedere qui: https://rumicworld.forumcommunity.net/?pag=rinne

 

Tre stagioni

Ageha e Renge si affrontano in un duello combattuto con le falci: questi scontri saranno tutt’altro che rari.

 

Le tre stagioni di “Rinne” hanno una struttura identica come già accennato: ognuna di esse è composta da venticinque episodi. Tuttavia, si differenziano per il tipo di storie che raccontano. La prima segue almeno agli inizi il manga, salvo poi adattare liberamente. Nel corso della stessa faranno la loro comparsa la gran parte dei personaggi principali della serie e ad ogni episodio corrisponde una storia e alcune vicende si diramano su più episodi. La seconda stagione è, sotto quest’ultimo punto di vista, similare alla prima, ma già compaiono i primi episodi con più storie all’interno. Fanno la comparsa altri personaggi importanti (come Renge e Matsugo) e molti dei kuroneko. La terza stagione è quasi interamente composta da episodi con due o tre storie. I pochi che adattano una sola storia servono per introdurre gli ultimi personaggi importi della serie (come la professoressa Annette e Rokudou Otome, la madre di Rinne). Non sono presenti episodi filler in nessuna delle tre stagioni. La qualità della rimane invariata grossomodo: tutte e tre le stagioni risultano godibili e divertenti.

 

Critiche: plagio e scarsa originalità

Uno dei tanti attrezzi usati da Rinne e presentati dalla voce fuori campo.

 

“Kyoukai no Rinne” è stato criticato: secondo i detrattori assomiglia un po’ troppo a un famoso anime a target shounen, “Bleach”. Anche qui il protagonista è uno shinigami dai capelli rossi, anche qui vi è la società degli “spiriti”, anche qui vi sono gli spiriti dei morti che bisogna “controllare” per evitare che si trasformino in spiriti malvagi. Le somiglianze finiscono però finiscono qua. Avendo visto abbastanza episodi di “Bleach”, posso affermare che è un’accusa pretestuosa, avendo i due anime ben pochi punti di contatto.

Tuttavia, non si può dire che la Takahashi sia stata originale. La figura dello shinigami è oramai fin troppo sdoganata nel mondo degli anime, ma è anche vero che la mangaka ha dato fondo a tutta la sua inventiva nel creare il mondo di Rinne. Guardando l’anime mi sono accorto come molti siano gli elementi riconducibili allo stile dell’autrice, già visti in altre sue opere: gag ripetute, storie intricate, personaggi numerosi le cui vicende sono intrecciate con quelle degli altri, vicende risolte in modo inaspettato. La comicità della Takahashi è unica, ma è rimasta sempre la stessa. Da una parte riesce ad essere sempre diverte e originale, dall’altra riesce ad essere riconoscibile, quasi ripetitiva. Senza contare lo scarso sviluppo della trama. I personaggi poi non sono memorabili: alcuni di loro e alcuni dei loro rapporti ricordano quelli di altri anime dell’autrice. Prendiamo la coppia di Rinne e Sakura e il loro rapporto con Juumonji e Ageha. Lo stesso schema di rapporti lo si può trovare in “Ranma ½” fra i personaggi di Ranma e Akane e il rapporto di questi ultimi con Ryoga e Ukyo. Di tutti i personaggi solo il povero Rinne merita di essere ricordato essendo il più originale: non si vede tutti i giorni uno shinigami squattrinato che piange sangue!

 

Giudizio

Rinne è costretto a restituire qualcosa che gli era stato dato dal suo professore, Suzuki.

 

È difficile formulare un giudizio su quest’anime. Si è dimostrato divertente in molte storie e in alcune è stato persino commovente. È forse l’opera meno ispirata, quella con meno grinta della Takahashi, ma è pur sempre un anime ispirato ad un suo manga. Ha la sua tipica comicità, le sue vicende tanto assurde quanto intricate, ma manca di quel cosa in più che lo renderebbe memorabile. “Kyoukai no Rinne” è un anime che risulta godibile e anche divertente per chiunque riesca ad apprezzare l’umorismo della sua autrice, ma non arriva ai livelli di “Ranma ½”, il quale, a detta di chi scrive, risulta ancora il più divertente ed esilarante.


Di seguito tutti i canali sui quali potete seguirci per restare sempre aggiornati con QuestNews.it:


Pagina ufficiale Facebook

Canale YouTube ufficiale

Canale ufficiale Telegram QuestNews

Gruppo ufficiale Telegram QuestNews (Videogiochi)

Gruppo ufficiale Telegram Quest News (Fumetti, libri, animazione e serie TV)

Rispondi