la mia prima volta” è un manga realizzato da Kabi Nagata, pubblicato online sulla piattaforma Pixiv nel 2016 e, in seguito, ripubblicato da East press co., grazie al grande successo riscosso. In Italia è edito da J-pop.

Di cosa si tratta esattamente? Sia il titolo che l’immagine di copertina potrebbero lasciar intendere, con malizia, che si tratti di un porno yuri o, se non altro, di un racconto che la tematica sessuale come base principale. Niente di più sbagliato. “La mia prima volta” è essenzialmente un percorso di autoanalisi dell’autrice stessa (la storia è autobiografica), dei suoi anni alla ricerca della propria individualità, in un irto percorso di disagi e problemi.

UNA STORIA DI VITA DIFFICILE…

Kabi racconta, tramite un lungo flashback, dei suoi anni dopo il diploma, della sua iniziale ricerca di un posto da definire “casa”, dei primi problemi psicologici che si affacciano nella sua vita (tra cui anoressia, bulimia, depressione), e della sua ossessione nel cercare la propria identità. Il vuoto esistenziale che sente Kabi dentro di sé la porta a interrogarsi su cosa definisce un individuo. In tutto ciò, il sesso è un tema puramente marginale, benché presente. Perché si, Kabi mette a nudo la sua vita, la sua storia ed il suo corpo, raccontando di come in 28 anni di vita non abbia mai baciato, abbracciato o fatto l’amore con qualcuno e di come si affidi ad una escort lesbica per imparare a conoscere il proprio corpo, per affrontare quel passo che-secondo lei- la trasformerebbe in un’adulta. Tristemente riuscita la parte in cui, provando a concentrarsi per eccitarsi durante l’uscita con la escort, si rende conto di non provare nulla, o addirittura si mette a piangere accorgendosi che tutto ciò che desidera è semplice affetto; o di non conoscere neppure la funzione di alcune parti del suo corpo, come l’imene.

Sicuramente, Kabi non è la prima né l’unica autrice che affronta temi come autolesionismo, anoressia o depressione, tuttavia è proprio il fatto che la storia sia autobiografica a dare al volume una sfumatura unica ed arricchente. Ad aiutare, c’è anche uno stile di disegno davvero particolare, che può ricordare in maniera vaga, insieme allo stile di scrittura, una lunga pagina di diario. Il continuo accostamento del rosa, al bianco e al nero, smorza un po’ la tensione del racconto, rendendo la narrazione sia molto delicata, che fortemente femminile.

EMPATIZZANDO COL TEMA

Sicuramente, “la mia prima volta” è un manga che consiglierei a tutti, ma credo che a giovare di più dalla lettura possano essere quelle persone che empatizzerebbero facilmente coi problemi affrontati dall’autrice. A tutti, sicuramente, è venuto facile domandarsi più volte “chi sono io? Qual è il mio posto in questo mondo?”, ma non tutti hanno sopportato, insieme a questo vuoto interiore, la difficoltà di stringere legami sociali e amorosi, per così tanti anni della loro vita. E’ proprio a questa fetta di pubblico che consiglio più caldamente la lettura. Empatizzare con la giovane autrice, a quel punto, diventerà automatico.

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