Fare una top di titoli preferiti, che sia nell’ambito animazione, nell’ambito cinematografico, o in qualsiasi altro, è sempre un’impresa. Indipendentemente da quanti titoli si conoscono, è sempre terrificante dover rinunciare a qualcosa che si apprezza molto, a discapito di qualcosa che si ritiene migliore.

Oggi ho deciso di proporvi la mia top 12 di film d’animazione giapponese. Perché proprio 12 e non 10 o 15? Proprio per le suddette difficoltà: con dieci avrei rischiato di togliere spazio a film che ci tenevo tanto a consigliare, e con quindici rischiavo di dilungarmi inutilmente. Ci tengo a fare due precisazioni prima di iniziare: la prima, si tratta di film slegati a serie anime, per rendere più facile la scelta, quindi tutti i film legati alle serie non sono stati minimamente presi in considerazione; la seconda, come dovrebbe essere ovvio, è che si tratta di una lista puramente personale dei film che, oltre ad avermi emozionato maggiormente, ritengo tra i migliori che ho visto. La premessa era necessaria onde evitare commenti scontenti della serie “ma manca titolo x”.

Per una questione di comodità e di lunghezza, dividerò l’articolo in tre parti.

Detto ciò iniziamo.

12

Al dodicesimo posto ho scelto di mettere “Kokoro ga sakebitagatterun da.”, film del 2015 prodotto dalla A-1 Pictures, diretto da Tatsuyuki Nagai (mushishi, Mobile Suit Gundam 00) e scritto da Mari Okada (ano hana, vampire knight, toradora).

Trama: Jun Naruse è una ragazzina con la tendenza a gridare i suoi veri sentimenti alle persone, ma che così facendo finisce sempre per ferirle. Un giorno, una fata a forma di uovo afferma di poter risolvere il suo problema e così, dopo che Jun accetta il suo aiuto, questi le toglie la facoltà di parlare. Al liceo la vita di Jun cambierà di nuovo, quando scoprirà cosa sono la musica e l’amicizia.

Ho scelto di mettere questo film in top, nonostante qualche sporadico difetto piuttosto evidente, sia per le emozioni che lascia, e su cui mi soffermerò poco più avanti, sia soprattutto perché tratta un tema banale in maniera nuova. “Kokoro ga sakebitagatterun da” fa del suo perno il classico detto “ne uccide più la lingua che la spada”, come si evince già dalla trama. Jun si rende conto che le parole feriscono le persone, più di un gesto, nel momento in cui rovina per sempre il proprio nucleo famigliare raccontandone i segreti. Ed è proprio dalla sua esperienza, che Jun tenta di evitare ad altri la stessa sorte. “Le parole possono ferire le persone, non puoi ritirarle. Anche se sei pentito, non puoi ritirarle”. Questa è l’appello disperato che Jun lancia ad altri, e su cui il film si concentra.

Il punto di maggiore forza del film è senza dubbio la tematica, oltre a un contesto in cui le caratterizzazioni dei personaggi risultano in qualche modo credibili. Tuttavia, la pellicola pecca nella primissima sequenza e in un finale stucchevole. Oltre al fatto che si riutilizzano i classici clichè dei romance (con triangoli e quadrati amorosi, gelosie irrisolte, ecc…), che tutto sommato si possono sopportare se il genere piace, l’intera caratterizzazione della protagonista dovrebbe girare attorno al trauma subito nell’infanzia, e alla sua frustrazione per i propri errori. Cose abbastanza impensabili, visto che il famigerato trauma altro non è che il risultato di un errore di suo padre, di cui per altro lei è stata ingiustamente incolpata.

Tuttavia, nella sua interezza, il film merita un certo encomio, anche grazie ai parallelismi con “il mago di Oz”, da cui viene tratta anche parte della colonna sonora.

11.

All’undicesimo posto di questa top ho voluto mettere un classico dell’animazione nipponica, un film che probabilmente tutti abbiamo visto: La città incantata. Film dello studio Ghibli, diretto dal maestro Miyazaki, La città incantata è famoso per essere uno dei pochi film d’animazione giapponese ad essersi aggiudicato un oscar, e per essere tra i lungometraggi animati che più han guadagnato, ottenendo un totale di 30,4 miliardi di yen ( circa 240 milioni di euro).

Trama: La piccola Chihiro non sopporta l’idea di traslocare e di perdere i propri amici, ma non può far niente per impedirlo. Proprio quando la famiglia è in viaggio verso la nuova casa, il padre imbocca una strada sterrata che termina davanti a un tunnel misterioso. I genitori sceglieranno di attraversarlo nonostante le rimostranze di Chihiro, per giungere a un parco dei divertimenti abbandonato, almeno apparentemente.

Il film omaggia molte storie classiche come Alice nel paese delle meraviglie, da cui ricalca la rocambolesca avventura in un mondo magico compiuto da una giovane ragazza; o il mago di Oz. Il viaggio compiuto da Chihiro è però un viaggio simbolico, atto a mostrare come affrontare le difficoltà della vita. Oltre a tutto ciò, il punto forte del film è dato senza dubbio dalla presenza di personaggi bizzarri e particolari, ma tutti perfettamente contestualizzati.

I personaggi stessi, e la trama apparentemente fiabesca, però, celano il vero intento del film, che si pone come critica al capitalismo… “se non lavori, Yutaba ti trasformerà in un animale”: dietro questa citazione, comprendiamo la riflessione di Miyazaki sulla società capitalistica giapponese e sulla lenta perdita dell’individualità. Chihiro rifiuta di sottostare a una legge che la trasformerebbe in una delle tante, e combatte per ottenere la spiritualità che gli altri personaggi hanno perduto.

10.

Al decimo posto in top, c’è uno dei tanti capolavori del compianto genio Satoshi Kon. Che i suoi lavori siano tutti non solo soddisfacenti, ma dei veri e propri capisaldi dell’animazione, non v’è dubbio. E’ stato difficile scegliere solo due suoi titoli da inserire in questa top, ma il fatto che altri non siano presenti, non significa che non li consigli. Parliamo di “millennium actress”

Trama: Quando lo Studio Gin’ei commissiona al regista Gen’ya Tachibana un documentario in commemorazione del suo 70 ° anniversario, si reca su una montagna isolata per intervistare un’ idol della sua giovinezza, l’enigmatica Chiyoko Fujiwara, che è stata l’attrice protagonista dello studio dal 1930 fino al 1960. Mentre Chiyoko rievoca la sua vita, Tachibana e il suo cameraman si trovano improvvisamente in un viaggio nel tempo. I film di Chiyoko e ricordi personali si intrecciano con gli eventi reali e si estendono ai confini della realtà.

Penso proprio che la prima cosa che sia d’obbligo elogiare sia la dinamicità incredibile che viene messa abilmente in scena. Kon si dimostra abilissimo nell’intrecciare non solo passato e presente, ma anche finzione e realtà (abilità messa in mostra anche nel film “paprika”). La vita di Chiyoko viene rivissuta tramite le scene dei suoi film, ambientate nelle epoche storiche e nelle ambientazioni più disparate. Alcune scene, senza dubbio, si ispirano ed omaggiano grandi classici della cinematografia, come i film di Akira Kurosawa.

Dietro la facciata di una semplice storia d’amore impossibile, Kon ci mostra la vera tematica del film: la predestinazione. Chiyoko stessa, nel finale, ammette che ciò che ha inseguito per tutta la vita, forse, non è stato un uomo, ma solo il desiderio di amare qualcuno.

9.

 

Al nono posto non poteva mancare lui, un caposaldo del genere cyberpunk: Akira. Tratto dall’omonimo manga, e diretto da Otomo, questo film è considerato dal pubblico un capolavoro del genere fantascientifico.

Trama: La storia è ambientata nell’anno 2019 nella megalopoli di Neo-Tokyo, sorta sulle ceneri della città di Tokyo, distrutta trent’anni prima da una misteriosa esplosione nucleare che ha scatenato la terza guerra mondiale. Il governo esercita un controllo repressivo sulla città e compie esperimenti su alcuni bambini con poteri psichici latenti per potenziarli, sfruttando le loro predizioni per mantenere la pace. Protagonisti della vicenda Tetsuo e Kaneda, giovani membri di una banda di motociclisti: il primo scoprirà di avere enormi poteri psichici e si trasformerà in una sorta di semidio folle, scatenando immani catastrofi per conquistare il potere assoluto, in lotta contro il mitico Akira, un altro ragazzo che, anni prima, era stato come lui potenziato dagli esperimenti del governo. Kaneda tenterà di opporsi a Tetsuo …

Indubbiamente, benchè non perfetto, il film è un must, grazie in particolare alle sequenze d’azione adrenaliniche che non lasciano tirare il fiato neanche per un istante. Scene, per altro, impreziosite da un uso di colori accesi e da un worldbuilding molto curato. Il film risulta “potente” quindi per l’azione coinvolgente, gettando lo spettatore in un frenetico catastrofismo.

Bene, siamo arrivati alla fine di questa prima parte della top. Se ha suscitato il vostro interesse, vi invito a seguire gli articoli in uscita, qui su quest news, per scoprire i prossimi quattro film della top.

Fonte delle trame: Animeclick

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