Diciamolo: se dovessi essere descritta a qualcuno che non mi conosce, si direbbe che sono una grande appassionata di animazione. Di fumetti ne ho letti veramente pochi, se dobbiamo confrontare i numeri. Sostanzialmente, oltretutto, evito generalmente i titoli più famosi e/o quelli eccessivamente lunghi.

Tuttavia, come ho voluto proporre- tempo fa- la mia top di film d’animazione(che potete trovare a questo link https://questnews.it/la-mia-top-12-di-film-anime-anime-e-dintorni/), mi sembrava doveroso proporvi anche una mini top di fumetti. Ma eviterò di fare la top dei miei preferiti perché, bene o male, sono tutti relativamente famosi…

Quella che voglio proporvi oggi è una top 5 di manga BREVI di cui si parla troppo poco.

Cosa intendo con brevi? Sostanzialmente, manga di pochissimi volumi che si possono leggere in una giornata, il più lungo tra quelli che vorrei presentarvi conta appena 4 volumetti.

Detto ciò, iniziamo.

5.

Al quinto posto, metterei  “Heads”, breve manga di 4 volumi, scritto da Keigo Higashino, nel 2003.

Trama: Jun è un ragazzo impacciato ed introverso che si innamora della giovane Megumi, una ragazza più volte descritta come gentile e affabile, ma non bella. Un giorno, però, nell’ufficio dove Jun lavora, irrompe un uomo armato e, per salvare la vita a una bambina, Jun viene colpito alla testa da un proiettile. Miracolosamente, riesce a salvarsi grazie a quello che si rivelerà essere un trapianto di metà cervello… ma ben presto il sogno si tramuta in incubo e Jun inizia a manifestare strani effetti collaterali…

Questo breve manga di Keigo Higashino e Motoro Mase si fa strada in una miriade di titoli psicologici più o meno riusciti, ma ne esce a testa alta anche con una narrazione più contenuta. Gli autori affrontano in maniera impeccabile la maturazione di Jun, e il suo continuo porsi domande sul chi sia davvero e su cosa sia diventato. Evoluzione resta magistralmente palese, in particolare, dal rapporto che Jun ha con Megumi e altri personaggi e/o situazioni che, prima dell’intervento, affrontava in maniera ben diversa. Di rimando, anche gli altri personaggi risultano ben descritti sul lato psicologico e, per quanto si tocchi più volte la tematica della legge e della sua violazione, non ci sono né buoni né cattivi, quanto più personaggi che agiscono in base alle pressioni della società in cui vivono.

4.

Al quarto posto, un horror splatter a tinte psicologiche: panorama of hell.

Trama: il manga segue le vicende di un pittore che fa del sangue la sua massima ispirazione e che, col sangue, crea le sue opere migliori. Ciò, di conseguenza, lo auto costringe a lacerarsi, ferirsi e torturarsi all’inverosimile per mantenere viva l’ispirazione.

Panorama of hell è una storia grottesca, macabra, in cui persino il tratto di disegno risulta disturbante. Nonostante ci si focalizzi, principalmente, sul lato splatter (anche a causa della breve durata del fumetto), si sonda un minimo la storia del pittore e della sua famiglia, in un panorama post bellico delirante, andando a toccare un livello di pessimismo massimo.

Ovviamente, a differenza degli altri titoli proposti nell’articolo, consiglio la lettura di questo soltanto a chi è indifferente allo splatter.

3.

Al terzo posto, ho deciso di mettere seizon life.

Trama: Takeda è un uomo solo a cui viene diagnosticato un cancro, stessa malattia che gli portò via la moglie. Non avendo più nulla per cui vivere, decide di farla finita, ma proprio quando è in procinto di suicidarsi, una telefonata lo avvisa del ritrovamento del corpo della figlia, scomparsa anni prima. La ragazza è stata assassinata, e Takeda sembra intenzionato a spendere gli ultimi mesi che gli rimangono per trovare l’assassino.

Nonostante la brevità, il manga ha numerosi pregi, a cominciare dal tratto realistico e preciso di Kaiji Kawaguchi, che richiama – anche se lontanamente- quello meraviglioso di Urasawa. Il chara e le espressioni rendono chiari i sentimenti dei personaggi coinvolti, coinvolgendo emotivamente lo spettatore.

La trama è intrigante e appassionante, e la si potrebbe dividere in due blocchi: il primo incentrato sulla ricerca dell’assassino, ripercorrendo gli ultimi giorni di vita della vittima; e il secondo sul confronto psicologico tra Tekeda e il killer. Nonostante il cambio drastico di genere, da mistery a psicologico, ho trovato ben realizzate entrambe le parti, grazie a una buona dose di suspense.

Non esente da piccoli difetti e forzature, come l’elemento “fortuna” con cui il protagonista trova indizi anche a distanza di quattordici anni, il manga risulta una piacevole lettura, che sonda magnificamente la psicologica di Takeda, che fa della sua ricerca un modo per riappacificarsi con la figlia perduta.

2.

Al secondo posto, un manga un tantino più famoso: Litchi Hikari club, di Usumaru Furuya.

Trama: Alcuni adolescenti fondano l’Hikari club, per coronare i propri sogni: il costruire un automa umanoide che possa rapire belle ragazze e il raggiungimento della consapevolezza di voler restare giovani e belli per sempre. La trama prende avvio quando l’automa rapisce la giovane e bella Kanon che, immischiata in un vortice di follia e depravazione, tenta di portare dalla propria parte il mostro che l’ha rapita, l’unico che potrebbe effettivamente muoversi a compassione…

Prendendo spunto da una produzione teatrale del Tokyo gran Guignol (produzione che mette in scena racconti macabri e horror), il manga tenta di riportare in auge la sua tradizione, rimescolandola alla cultura pop giapponese.

I contrasti tra luce ed ombra, tra età puberale ed età adulta, trovano il loro apice nella metafora che fa da fulcro all’opera: il rifiuto di crescere. I protagonisti identificano la giovinezza con la “luce”.

La trama risulta interessante proprio perché riesce magistralmente a mettere in luce lo smarrimento della ragione (con conseguente messa in scena dell’umana follia in ogni sua forma) che caratterizza questa piccola organizzazione nazistoide, che pretende di cancellare il mondo degli adulti. E, a questo proposito, nonostante la degna caratterizzazione che ricevono tutti, a dominare la scena c’è Zera, il carismatico leader che si perde nel proprio delirio di onnipotenza.

Una lettura prettamente metaforica e non così semplice come possa sembrare a una prima superficiale occhiata.

1.

Infine, al primo posto ho deciso di inserire “watashitachi no Shiawase na Jikan”

 

Trama: Juri è una talentuosa pianista che ha abbandonato la propria passione dopo essere stata violentata dal suo tutore, e che ha tentato per tre volte il suicidio. Seguendo il consiglio di sua zia, incontra Yuu, un assassino in attesa della pena capitale. Legati dallo stesso tipo di dolore, Yuu e Juri cercheranno di infondersi a vicenda la forza per andare avanti.

 

Non si può certo dire che i colpi di scena siano il punto forte del manga, visto che fin dal primo capitolo si capisce già dove si andrà a parare (e vista la brevità della storia, non poteva essere altrimenti). Ma “Watashitachi no Shiawase na Jikan” non pretende di essere una lettura particolare o originale. Sia la trama, sia i dialoghi sia lo stesso tratto di disegno suggerisce un’aria tragica e cupa. I protagonisti della storia hanno i volti perennemente segnati dalla vita, dal suo peso e dal loro dolore, ed è un dolore facilmente tangibile per il lettore che segue la loro breve storia. In sostanza, risulta essere una lettura drammatica, ma incredibilmente realistica.

 

Non metto in dubbio che esistano una moltitudine di titoli altrettanto o più meritevoli di questi, ma come da premessa, non ne ho letti molti. Questi sono i 5 titoli che mi son sentita di consigliarvi, se tanta curiosità ma poco tempo per leggere.

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