Oggi, parliamo dei videogiochi in maniera diversa, rispetto al solito. Tratterò il medium da un punto di vista storico. Quindi mettetevi comodi e lasciatevi raccontare la storia dei videogiochi, dalle sue origini.

Nel 1947 due giovani ragazzi, Thomas T. Goldsmith JR e Estle Ray Mann, danno vita a Cathode-ray tube amusement device (dispositivo di divertimento a tubo catodico); un oggetto simile ad un proiettile in grado di sfruttare la potenza di otto valvole termoelettriche (precisamente quattro Tiratron 6V5 e quattro Tetrodi 6V6) , per simulare un aereo da combattimento intento a colpire i bersagli, che a causa della impossibilità di disegnare elettronicamente, vengono evidenziati da etichette trasparenti applicate nei punti da colpire. Cathode-ray, per il costo elevato nel produrlo, non verrà mai messo in commercio, rimanendo quindi soltanto un prototipo.

Nel 1951, durante il Festival of Britain, un’esposizione nazionale per mostrare l’avanzamento della tecnologia e della ricostruzione, dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda Ferranti mostra il primo computer: il Nimrod (sviluppato da John Bennet e Raymond Stuart-Williams). Questo computer permette di simulare Nim, un gioco matematico che mette a confronto due giocatori e prevede l’uso di una pila di oggetti casuali da eliminare usando determinate mosse. Purtroppo però anche Nimrod non supera la fase prototipo e dopo la fiera viene smantellato definitivamente.

Esattamente un anno dopo (1952) A.S Douglas sviluppa, all’Università di Cambridge, una versione grafica del Tris. Presentato all’interno del computer EDSAC, Douglas vuole mostrare, attraverso la sua idea, la concreta possibilità d’interazione tra uomo-macchina. Diversi anni dopo, William Higinbotham crea il “papà” di Pong: Tennis for Two. Il videogioco, viene visualizzato su di un Oscilloscopio in grado di simulare un campo da tennis visto però lateralmente. Tennis for Two permette ai giocatori di sfruttare due plance formate da una manopola per regolare la traiettoria ed un pulsante per il lancio della palla. Il gioco rimase presente nel laboratorio per due anni, per poi essere rimosso definitivamente nel 1959

Sono gli anni ’60 ad inaugurare la Grande Distribuzione videoludica. Nel 1961, Steve Russell ed un gruppo di studenti del Massachusetts Institute of Technology creò Spacewar. Il gioco vede due astronavi lottare tra loro. Inserito all’interno del computer DEC, viene distribuito in tutto il mondo, risultando quindi il primo videogioco messo in commercio.
Un’altra svolta arriva nel 1966, con il primo prototipo di console, inventata da Ralph Baer e Bill Harrison. Ralph crea Chase, il primo videogioco capace di essere trasmesso direttamente nella televisione e nel 1967, insieme a Harrison, crea Bucket Filling Game. Realizzato in un laboratorio di Sander Associates, nel New Hampshire, Bucket Filling Game mette due giocatori in competizione: uno ha il compito di riempire un secchio d’acqua e l’altro di svuotarlo. I due però non si fermano e nel 1968 creano il primo prototipo di una console, la Brown Box (poi rinominata Magnavox Odyssey), contenente svariati giochi. Distribuita nel mese di agosto, ottiene un successo clamoroso, arrivando ad avere la prima periferica esterna, la pistola ottica.

Tornando indietro di due anni, J.A Russel ed altri collaboratori, depositano all’ufficio brevetti un videogioco di simulazione chiamato Golf Game Computing System, da molti considerato il primo del suo genere anche se non esiste nulla che possa confermare la creazione.

Arrivati alle porte degli anni settanta concludo la prima parte dell’articolo, dividendo così la parte che andrà poi ad approfondire la storia dei videogiochi dagli anni Settanta in poi.

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