Negli anni il mondo videoludico è stato costantemente messo alla prova. Ancora oggi questo mondo crea grossi dibattiti, soprattutto per quanto riguarda la violenza. Molti sono stati gli sviluppatori che, per qualcosa di troppo spinto, hanno dovuto modificare e rimodellare, altri invece hanno subito problemi legali e multe salatissime.
Ma qual è il videogioco più violento?
Qual è quel titolo che ha fatto nascere quella sorta di pensiero che porta molte persone ancora oggi a dare la colpa di certe azioni violente ai videogiochi?
Sono stati molti senza dubbio, ma tra tutti c’è stato un certo picchiaduro che, già nelle sale giochi aveva ottenuto il marchio di fabbrica come titolo più violento.
Sto parlando di Mortal Kombat, la serie che vede vari lottatori cimentarsi in combattimenti mortali per vincere un torneo.

Ed Boon (nome completo Edward G.Boon) e Jhon Tobias, entrambi dipendenti della società Midway Games, crearono insieme un titolo arcade dal nome Mortal Kombat nel lontano 1992, anno che vedeva Street Fighter II essere il picchiaduro migliore di quel tempo.
Grazie alla grafica digitalizzata che vedeva attori veri come Daniel Pesina (Jonny Cage), dare il loro aspetto ai combattenti, Mortal Kombat portava una grande novità nelle sale giochi.
Inoltre con la presenza di una grossa violenza all’interno del titolo non ci volle molto prima che Mortal Kombat iniziasse a far parlare di sé. Tutti i giocatori amavano lottare fino alla fine, arrivando poi a studiare la giusta combinazione per chiudere l’incontro, infatti oltre alla fuoriuscita di sangue ad ogni colpo andato a segno, ogni personaggio aveva a disposizione una Fatality, mossa che serviva a concludere lo scontro in modo decisamente crudele.

Non passò molto tempo e Midway Games iniziò ad avere i primi problemi legati alla violenza, costringendo quindi la società a censurare pesantemente il titolo.
In alcune piattaforme il sangue o la possibilità di lanciare gli avversari nel pit venne definitivamente tolta e persino alcune Fatality vennero rese meno violente. Una console che vide proprio la rovina totale fú il Super Nintendo, mentre sul Sega Mega Drive e Amiga era possibile togliere la censura grazie a vari cheat.
Solo il PC non subì la distruzione della censura, mantenendo quindi la violenza originale creata.
Ovviamente anche con il rimodellamento della violenza, Mortal Kombat riusciva ad essere sempre un titolo violento e proprio queste censure portarono il videogioco ad una popolarità legata alla curiosità. Non passò molto tempo e Midway Games pubblicò il secondo capitolo, che grazie ad un livello grafico decisamente migliore riuscì a raggiungere picchi di violenza mai visti prima, attirando sempre più attenzione nel pubblico. Furono introdotte anche nuove modalità, nuovi personaggi e la possibilità di usare le Babality (l’avversario si trasforma in neonato) e le Friendship (il personaggio si esibisce in un comportamento ridicolo). Anche la trama però iniziò ad avere molta importanza, introducendo quindi le singole storie per ogni personaggio.

Mortal Kombat era ormai un picchiaduro molto popolare e Street Fighter dovette fare spazio sul trono alla creatura di Ed Boon e Jhon Tobias. Parlando invece dei personaggi, Mortal Kombat è stato un titolo che ha dato vita a molti personaggi, tra cui il terrificante Goro (creatura dalla sembianze titaniche con quattro braccia) e il temibile Reptile, (creatura simile ad un rettile). I personaggi usati come icona sono i potenti Sub-Zero e Scorpion, entrambi dei ninja appartenenti a due clan in guerra tra loro, e proprio loro due sono diventati il biglietto da visita per riconoscere Mortal Kombat. Purtroppo poco dopo la pubblicazione di un capitolo cross over con DC Comics chiamato Mortal Kombat vs DC Universe (capitolo che vedeva scontrarsi gli eroi dei fumetti DC contro i lottatori di Mortal Kombat), nel 2009 la società Midway Games dichiarò banca rotta e venne successivamente assorbita per 49 milioni dalla società Warner Bros Interactive Entertainment.

Da prima WB Games Chicago per poi diventare definitivamente NetherRealm Studios, Mortal Kombat venne riproposto portando nella trama mondi paralleli, permettendo così di pubblicare un nuovo capitolo partendo nuovamente dalle origini. Ad oggi Mortal Kombat rimane una delle serie più violente mai apparse nel panorama videoludico, ed anche sé ormai la violenza è presente nella maggior parte dei videogiochi, Mortal Kombat continua a donare quella sua particolare crudeltà nello spettacolizzare le morti degli avversari, merito soprattutto delle Fatality sempre più cruente.

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