Avete presente quei vecchi canali televisivi che negli anni 80-90 trasmettevano, in orari ben precisi, i cartoni animati giapponesi?? (Mi riferisco fondamentalmente ai miei coetanei e a tutti i figli delle generazioni precedenti alla mia)
Non so voi, ma per me quello è stato il primo passo verso questo mondo animato lontano, fatto di cultura e passione!
Io sono di Roma e nel Lazio, all’epoca, c’era un canale televisivo di nome “Super 3” di cui non ho mai ben capito la programmazione e neanche mi interessava, sinceramente.
Da bambino però, sapevo di per certo che da una certa ora, su quel canale, avrebbero trasmesso quel genere di programmi.
Nella miriade generale e caotica, ce n’era uno che penso conosciate TUTTI! Anche perché ad oggi non ho mai incontrato qualche coetaneo che non lo conoscesse: Lamù.

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È inutile negare quanto Lamù abbia influito sui nostri giovani cuori! (e…anche su altro)
Il primo amore non si dimentica mai. 
Eppure ritornando sull’argomento molto più avanti, e parlo di anni, ho cominciato a ragionare su alcune cose: qual era la storia di Lamù? Come cominciava? Come terminava? Sostanzialmente come si sviluppava il tutto??

Bene!

Con questo articolo voglio finalmente fare chiarezza su tutta la storia, approfondendo magari tutte quelle cose che quando si è bambini non calcoliamo minimamente.
Lamù o Urusei Yatsura nasce dalla penna di Rumiko Takahashi grazie al quale, ottenne il premio come  “Miglior Nuovo Artista”. Il manga vide la pubblicazione nel non troppo lontano 1978 sulla rivista settimanale Shonen Sunday e, seppur inizialmente indirizzata ad un pubblico puramente maschile (Shonen), trovò la notorietà anche nel mondo femminile (Shojo), affermandosi di diritto nelle categorie: Shonen e Shojo…appunto.
Da noi invece giunse nel 1991, grazie alla Granata Press che si occupò della sua pubblicazione e traduzione fino al 1995. Dopo di ché venne tutto trasferito su Manga Classic, il quale però non riuscì a trasporre l’intera opera, causa fallimento della Granata Press.
Solamente sei anni dopo la Star Comics si prese la briga di ricostruire la storia per intero.

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-La trasposizione animata…

Per quanto riguarda la trasposizione animata invece, lo Studio Pierrot e lo Studio Deen cominciarono la produzione dal 1984, in collaborazione con Kitty Films e Fuki Television.
Una delle caratteristiche più interessati di questa trasposizione sta proprio nelle puntate, moltissime partono, prendono ispirazione dagli eventi che costituiscono il manga, molti altri però se ne distanziano quasi completamente, divenendo delle vere e proprie creazioni inedite di chi ci lavorò all’epoca (Questo è avvenuto parecchie volte durante la direzione di Mamoru Oshii).
Un’atteggiamento facilmente riscontrabile  è quello di allungare gli episodi, aggiungendovi parti che hanno origine da scelte stilistiche degli animatori, oppure semplicemente per raggiungere il limite dei venticinque minuti di durata.
Quando invece la fedeltà viene rispettata quasi per intero…ecco che cambiano il contesto, l’ambientazione generale per rendere il momento più profondo.
I 194 episodi ( il 195 è la ripetizione di un episodio uscito, il più votato dalla preferenza giapponese) mostrano solamente tre quarti del manga, per questo motivo sono stati sviluppati film ed OAV in modo tale da donare alla storia una degna conclusione.
Non ci troviamo però, solamente difronte ad un semplice prodotto di intrattenimento leggero e spensierato, all’interno della storia l’occhio più attento riesce a scorgere moltissimi messaggi, anche satirici, mirati alla cultura nipponica e omaggi al mondo del cinema. Oltre a questo anche riferimenti alla cultura occidentale e alle leggende giapponesi.

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-In Italia…

In Italia l’anime di Lamù col titolo “Lamù, la ragazza dello spazio” giunse nel 1983, fondamentalmente su tv private, lontane dalla censura.
I primi a mettere le mani sul tutto furono Retecapri e Telecapri, i quali trasmisero inizialmente i primi 86 episodi fino all’88, per poi concludere il tutto con gli episodi rimasti, mandati in onda con nuovo titolo “Superlamù” e nuovo doppiaggio.
Nel 2006, finalmente, viene riunita l’intera serie, doppiata nuovamente, conservando solamente alcune delle prime voci per poi essere distribuita in DVD.
Nel 2010 e 2011 sono giunti anche gli episodi dal 130 al 195, grazie al canale Man-ga di Sky e ad Anime Gold del digitale terrestre.

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-Il fitto mistero della sigla italiana…

Uno dei misteri che aleggia da sempre intorno alla trasposizione italiana di Lamù riguarda proprio la sigla iniziale e finale delle prime trasposizioni.
Anche dopo un approfondito lavoro di ricerca portato avanti da alcuni appassionati del settore restano ancora sconosciuti il titolo, l’interprete, gli autori ed il testo completo.
La ricerca è stata lunga e molto particolare, conducendo coloro che hanno tentato di far chiarezza lungo le strade più particolari, incontrando ostacoli di ogni tipo, anche legali. ( per tutti coloro che fossero interessati particolarmente a questo punto vi rimando direttamente al sito nel quale è stata riassunta l’indagine al forum nel quale sono nati i quesiti dal 2003…….se siete a conoscenza di qualche dettaglio interessante, non esitate a contribuire!)
Tutto questo contribuì ancor di più ad alimentare le storie e le ipotesi intorno alle origini delle parole e al loro incontro con l’opera animata.
Dal 99 in poi, per introdurre le avventure dell’aliena dai capelli blu si è optato per la intro “ Mi hai rapito il cuore Lamù”, eseguita da Stefano Bersola.

( La sigla del mistero…)

-Cosa significa il titolo giapponese??…

Il secondo “mistero” o comunque sia dubbio, nasce dalla traduzione del titolo giapponese di Lamù: Urusei Yatsura (うる星やつら)
Il tutto nasce da un gioco di parole coi termini “Urusei” ( utilizzato generalmente dagli uomini per riprendere qualcuno che disturba) e “Yatsura” ( la traduzione piuttosto colloquiale della parola “ gente “)
Analizzando però la simbologia Kanji adoperata nella trasposizione del primo termine il tutto potrebbe assumere il significato di “Pianeta” ( nel dettaglio “Pianeta Uru”). Da qui le numerose possibilità di arrangiamento: “Quella gente chiassosa”, “ Gente del pianeta Uru”

Se non fosse che il pianeta Uru non viene mi citato nell’arco della storia, anche perché luogo di provenienza di Lamù e della sua gente si chiama Oniboshi, che sta per “Pianeta dei demoni ( gli Oni) o “Pianeta malvagio”.

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-Finalmente la Storia!…

Di fronte a voi si aprirà un insieme di eventi  molto leggeri e spensierati. Non avremo infatti un lungo percorso, con un inizio ed una fine, che magari condurrà i vari personaggi verso questa o quell’altra scelta…
Più che altro possiamo definire il tutto come un insieme di brevi narrazioni autoconclusive, un po’ come avviene in Futurama o nei Simpson. La crescita e l’evoluzione dei singoli personaggi sarà parecchio lenta ma comunque progressiva ed interessante. Questa leggerezza di fondo andrà a ripercuotersi sulla libertà dello spettatore, anche perché, non essendoci delle rigide regole di sviluppo, i diversi capitoli del manga e i differenti episodi dell’anime, a seguito di un’infarinatura generale ovviamente, potranno essere affrontati nell’ordine che si preferisce.

Tutto comincia nella più mera casualità!

Gli alieni del pianeta Oniboshi, una sorta di demoni, decidono di invadere il pianeta terra. Danno però la possibilità alla razza umana di salvarsi. Uno solamente, fra tutti noi, avrà il potere di salvare la terra, misurandosi in una prova di abilità.
Attraverso la scelta casuale di un computer esce il nome di Ataru Moroboshi, un ragazzo pigro e don Giovanni.
Quando infatti si trova di fronte alla verità tenta la fuga, per poi repentinamente cambiare idea, una volta venuto a conoscenza della suddetta sfida.
Deve riuscire a toccare le corna della bellissima figlia del Re degli invasori. ( In realtà quello che vuole toccare è ben altro…)

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Lo scontro ha inizio ma…la ragazza sa volare e inoltre è agilissima, rendendo ogni tentativo del giovane, vano.
Tutto il mondo comincia ad odiare Ataru e la sua famiglia, fino a chiedere, addirittura, una loro condanna a morte.
Nel momento di massima sfiducia però, interviene Shinobu Miyabe, la fidanzata del ragazzo, promettendogli che se riuscirà nel suo intento, salvando il mondo, lo sposerà.
Pregno di una nuova speranza, il nostro Ataru, attraverso uno stratagemma un po’ osé, riesce a sfilare il reggiseno all’aliena e a toccarle le corna.
Felice per la vittoria e per il suo futuro con Shinobu comincia ad urlare del suo matrimonio e…il tutto viene frainteso sia da Lamù che dai giornalisti, i quali credono che stia facendo una proposta all’aliena.

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A seguito di questo incipit, come già ho scritto, la trama si sviluppa in un insieme di storie chiuse che tendono a mantenere la situazione generale sempre uguale.
È interessante notare, però, la la graduale evoluzione del rapporto tra Lamù e Ataru. Mano a mano che la storia avanza, diventano sempre più affezionati, l’uno all’altra.
Seppur Ataru non lo ammetterà mai, verso la fine, compresi anche gli OAV ed i film, cercherà di combattere affinché Lamù possa coronare uno dei suoi sogni ed ottenere il meglio.

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Lamù è un prodotto semplice ed onesto, piuttosto lontano dalla profondità artistica delle opere che ho portato fino a adesso nell’Angolo eppure, almeno per me, altrettanto importante.

Uno dei miei primi, incoscienti passi, nel mondo dell’animazione giapponese, uno dei miei primi approcci con questo mondo ed il suo umorismo particolare.

Devo ammettere che è stato bellissimo scriverlo, come un salto indietro nel tempo! Mettere le mani sui manga, leggerne le origini, reperire gli episodi dell’anime, indagare sulla sigla…!

Per questo ho deciso di dedicare il tutto al bambino che ero <3

Chi, meglio di lui, potrà mai comprendere tutte le emozioni che si provano…??

Amo l’arte in tutte le sue forme! La poesia dei colori che va fondendosi con la passione del creare qualcosa di nuovo e mai visto!
E’ tutta la vita che cerco un modo di volare e penso di essermici avvicinato parecchio con la scrittura <3

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