Buonasera a tutti, finalmente siamo tornati nel nostro angolo dedicato al mondo Cosplay, purtroppo per cause esterne l’avevamo momentaneamente accantonato, ma ora siamo tornati e porteremo tante altre fantastiche interviste.

Oggi torniamo con una nuova intervista, il Cosplayer con il quale andremo a parlare si chiama Roby della Ricca, vedendo alcuni suoi lavori ho deciso di contattarlo, è un ragazzo davvero molto disponibile, gentile ma sopratutto molto bravo nei suoi lavori.

Eccovi questa interessante intervista.

 

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Chi era Roberto Della Ricca prima di entrare nel mondo del Cosplay?

– Beh, fortunatamente la stessa persona di oggi… magari con qualche capello bianco in meno e molti
sogni nel cassetto! Scherzi a parte, sono sempre stato un grande sognatore e creativo ed è grazie a
queste due caratteristiche che oggi sono qua! Sono trascorsi ormai 10 anni dal mio primo cosplay ma la
passione é rimasta immutata.

 

Come hai iniziato a partecipare alle varie fiere?

Ho iniziato un po come tutti, ovvero per caso!
Ho sempre avuto una grande passione per il cinema, da ragazzo sognavo di lavorare nel mondo della
costumistica e mi piaceva realizzare bozzetti di personaggi fantasy.
Spinto dalle opere del mio fumettista preferito, Todd McFarlane, iniziai ben presto a disegnare delle
tavole sempre piu complesse che si trasformarono poi in brevi storie a fumetti.
Ma tutto questo non mi bastava. Desideravo che i miei personaggi prendessero vita, come in un film.
Quindi accadde che questa passione, abbinata alla mia formazione artistica (sono diplomato in
Industrial design con specializzazione in oreficeria) mi desse il coraggio necessario per creare il mio
primo costume. La prima fiera alla quale partecipai fu il Far East Film Festival, una grande rassegna
cinematografica dedicata alle produzioni orientali e che, fra le tante attrattive, vanta uno dei cosplay
contest piu “vecchi” d’italia. Da allora ne sono susseguite molte altre ma il Far East è e rimarrà
sempre un appuntamento al quale sono molto legato.

 

 

C’è mai stato qualcuno che ha provato ad impedirti questa strada?

A dire il vero no. Nella mia famiglia siamo tutti un po artisti quindi ho trovato pieno appoggio da parte
delle persone che mi circondano. Tutt’ora il mio laboratorio si trova nella casa dei miei genitori, a 30
km di distanza dal luogo nel quale vivo, e ogni mio lavoro diventa un occasione per stare assieme, per
scambiare opinioni e talvolta per lavorare fianco a fianco.
Gli unici ostacoli li ho trovati all’interno del mondo del cosplay che alle volte sa essere ingiusto,
specialmente con chi, come me, è lontano dal desiderio di fama e notorietà.
Io ho una visione artistica del cosplay, e questo è per alcuni fonte di chiacchiericcio e invidia.

 

Qual è il Cosplay alla quale sei più affezionato e perché?

É una domanda molto difficile. Tutti i personaggi che interpreto a modo loro sono parte di me. In un
certo senso é come se li usassi per raccontare alle persone qualcosa di intimo.
E’ l’arte della rappresentazione , dove il costume è solo a completamento del personaggio.
Negli anni mi sono concentrato su personalità complesse, tormentate e divise, il desiderio di
redenzione e quello di vendetta.
Ma se dovessi dare un volto a quello a cui sono piu legato, direi Mad Max.
I motivi sono tanti. Innanzi tutto è un personaggio che adoro sin da quando ero bambino: ero
affascinato dal mondo distopico nel quale viveva, dall’idea che domani, il mondo come lo conosciamo
noi può finire. Così, di colpo. Senza preavviso.
E’ un argomento attuale che molti di noi sottovalutano ma che dovrebbe farci riflettere.
Ho aspettato l’uscita dell’ultimo capitolo di Mad Max per 30 anni. Iniziai a cercare informazioni un
anno prima dell’uscita del film sia sui costumi ma anche sul protagonista.
E’ grazie a questra mia passione che sono riuscito non solo a vestire i panni del guerriero della strada
ma anche a entrare in profondità nel personaggio, cosa che non passò inosservata e che mi diede il
soprannome di “italian Mad Max”. Ad oggi conto 4 costumi relativi al mondo di mad Max Fury road ai
quali presto aggiungerò un quinto outfit, quello che compare a inizio film e che nel gergo di noi
appassionati viene definito Grizzly Max per via del suo aspetto trasandato e selvaggio.
E’ un personaggio a cui devo molto. Grazie ad esso ho avuto modo di instaurare dei forti legami con
chi ha lavorato nella produzione dei 4 film; attori, addetti alle riprese, costumisti, prop makers.
Insomma, il mio amore per Max ha fatto si che venissi accolto da coloro che hanno vissuto sui vari set
al punto che mi hanno invitato a partecipare come ospite al 40° anno dell’uscita del primo film, a
Clunes, Australia. Inoltre,  l’anno scorso ho iniziato a scrivere un breve romanzo intitolato “The madness
of Max” che spero di concludere presto e di convertire in sceneggiatura per un cortometraggio.

 

Hai mai partecipato a delle gare Cosplay? Se si, in quale fiera ?

Certamente! I primi anni ho partecipato a molte fiere, soprattutto nel triveneto. Dal 2016 però mi sono
dedicato principalmente al ruolo di ospite e giurato ma anche collaboratore esterno per manifestazioni e
piccoli eventi.
Un occasione speciale per me é senza dubbio quella offerta da Lucca comics, con la quale collaboro in
qualità di giudice in rappresentanza del Far East Film Festival.
Nel 2016 mi diedero la bellissima opportunità di ideare uno spettacolo per la Namco Bandai all’interno
della chiesa di S. Francesco, adiacente alla zona denominata Japan Town, per l’uscita di Tekken 7,
dragonball xenoverse 2 e la conferma della produzione di soul calibur 6, titolo al quale sono molto
legato e che dovrebbe uscire fra poco.

 

Cosa ne pensi dell’attuale situazione dei Cosplayer odierni ? trovi che c’è più competizione al
confronto di alcuni anni fa ?

E’ un argomento molto discusso e di difficile analisi. Dal mio punto di vista la situazione é sfuggita di
mano da quando il cosplay é diventato un fenomeno di massa, molto più legato ai social che agli
ambienti fieristici. Ormai tutte le informazioni passano attraverso il web ma quello che spesso
dimentichiamo é che le notizie che ci arrivano vengono manipolate spesso in modo fantasioso ad ogni
passaggio di mano.
Questo fa si che si inneschino infinite discussioni che spesso finiscono con un nulla di fatto. Il piacere
di litigare per passare il tempo dovrebbe lasciare spazio allo scambio di idee e opinioni costruttive.
Altra aggravante é il fenomeno dei like, ovvero degli apprezzamenti ricevuti per un determinato lavoro
e che per alcuni sono fonte di vanto nonché un metro di giudizio attraverso il quale misurare il successo
di una persona, senza valutarne obbiettivamente le capacità artistiche e rappresentative.
Viviamo in un mondo dove l’importante é raggiungere il successo senza badare però ai contenuti che
stiamo diffondendo.
Ritengo sia doveroso per noi tutti fare un passo in dietro e cercare di riscopriore i valori che ci hanno
spinto ad avvicinarci a questa forma artistica ed evitare di strumentalizzarla per rincorrere l’illusione
del successo. Se davvero é questo che desideriamo, allora dovremmo noi tutti impegnarci nel
migliorare le nostre capacità di costumisti, di interpreti e di comunicatori ed evitare di lasciarci andare
a squallidi compromessi che a lungo andare possano screditare la nostra passione.

 

Cosa cambieresti se avresti il potere di farlo in queste fiere e perché?

Le fiere di per se, salvo alcuni casi isolati, non hanno nessuna colpa. Sono dei momenti di ritrovo
durante i quali passare del tempo con degli amici e condividere le proprie idee e passioni. Quella che va
cambiata é la mentalità, ovvero la necessita di dover ipercriticare tutto, dal ristorante in cui andiamo a
mangiare a pranzo al film che abbiamo visto al cinema. Spesso chi lavora in fiera lo fa a titolo gratuito
perciò va apprezzato l’impegno di tutte quelle persone che dedicano parte del loro tempo per creare un
occasione per stare assieme. Invece di creare inutili flame sarebbe piu sensato contattare gli
organizzatori per aiutarli a miglitrare degli aspetti che magari per forza maggiore o inesperienza non
sono riusciti a gestire al meglio.
Riguardo alle gare cosplay invece sono dell’idea che le giurie andrebbero assegnate a coloro i quali
hanno delle reali competenze e non a chi ha semplicemente vinto un premio o ha un discreto numero di
followers. Il compito del giurato non é quello di cerchiare le differenze fra un costume e l’immagine di
riferimento, ma di analizzare la fase costruttiva, interpretativa e anche emotiva di chi sale sul palco.
Pertanto ci vogliono persone con capacità di analisi, capaci tramite le loro diverse esperienze e abilità
di giudicare con obbiettività e con cuore.

 

C’è un Cosplay in particolare, che quale hai sempre desiderato realizzare ma non ci sei ancora riuscito? Se si quale?

Un personaggio di un film che adoro: ROBOCOP, 1987, interpretato da Peter Weller, nella versione
di fine pellicola dove a seguito dei numerosi scontri Alex Murphy riprende possesso della sua vera
identità.

 

Quali sono i materiali oppure le tecniche che prediligi di più nella realizzazione di un tuo lavoro?

Nel corso degli hanni ho adoperato qualsiasi tipo di materiale, da quelli più convenzionali come foam,
forex, pvc a quelli piu difficili da usare come resine, cuoio, legno, acciaio, lattice. Questi ultimi sono
tutta via quelli che preferisco inquanto sono dell’idea che i materiali naturali abbiano una proipria
energia che viene percepita attraverso i sensi. Il feeling che si percepisce indossando un armatura in
acciaio, un indumento in pelle o afferrando un oggetto in legno fa si che il potere
dell’immedesimazione aumenti, e di conseguenza, venga percepito anche dallo spettatore.

 

Secondo te gli eventi Cosplay dovrebbero essere limitati solo ad un certo numero di visitatori (escludendo i Cosplayer)?

Assolutamente no! Sarebbe come limitare l’accesso ad uno spettacolo teatrale, ad un cinema o ad una
galleria d’arte.
Il cosplay é una forma artistica a 360° e in quanto tale va divulgata. Il compito di preservarne il decoro
e di diffonderne gli aspetti positivi non spetta ai visitatori ma agli interpreti. Perciò é responsabilità
nostra, e con questo mi ricollego a quanto detto sopra, ovvero di tornare alle origini per riscoprire la
passione che ci accomuna.

 

Cosa consiglieresti ad un ragazzo oppure ragazza che vorrebbero intraprendere per la prima volta la strada del Cosplayer?

Scegli un personaggio che ti piace. Non farti condizionare da altri, non ascoltare chi ti dice che devi
per forza assomigliare a qualcuno per poterlo interpretare. Segui il tuo istinto, il tuo cuore. Ricorda che
il costume é solo un involucro: é il contenuto a fare la differenza.
Non sforzarti di imitare il personaggio: diventa il personaggio.
E infine, non pensare ai premi. I premi servono a motivare la presenza di mensole in casa. Concentrati
sulla tua crescita personale e soprattutto ruba. Ruba con gli occhi da chi é più bravo e fanne tesoro. Fai
domande, non aver paura di chiedere. Perchè solo con la curiosità si impara. Solo sbagliando si può
migliorare. E un giorno, quando ti volterai in dietro e vedrai i tuoi progressi, capiari che tutto sommato
hai già vinto e che tutto quello di cui hai bisogno é continuare ad alimentare la tua passione

 

Oltre che un Cosplayer ci chiedevamo se eri anche un gamer, se si quali titoli e console possono essere considerati un ricordo importante della tua vita?

Certamente! Sono molto legato ai retro games! Conservo con molta gelosia ancora la prima edizione
del super Nintendo e quello che all’epoca veniva chiamato Ultra64 (N64). Ci gioco spesso non ostante
sia possessore dei una xbox one! I titoli che preferisco sono sicuramente quelli platform e di avventura
in soggettiva. Sono un grande appassionato di Halo, Doom, Mass Effect, Fallout, Bioshock, Gears of
war, ma amo anche i picchiaduro come Killer instinct, mortal kombat, street fighter e il mio preferito in
assoluto, Soul Calibur.

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Per finire vogliamo chiederti: quali sono i tuoi progetti futuri?

Adesso sto preparando il costume con il quale gareggierò per i nazionali, ovvero Massimo Decimo
Meridio dal film ‘Il gladiatore’. Al contempo sto lavorando al costume di Mad Max (Grizzly) e a
diversi props cinematografici. Inoltre ho iniziato un nuovo percorso, un corso di recitazione che spero
possa aprirmi nuovi orizzonti.

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Ringraziamo ancora una volta Roby della Ricca per il tempo concessoci, gli auguriamo il meglio per i suoi progetti futuri e ci auguriamo di poterlo incontrare anche nelle prossime fiere.

 

Per chi fosse interessato nel seguire questo ragazzo vi posto qui sotto i suoi contatti social:

 

INSTAGRAM: @robydellaricca, @theitalianmadmax, @nightmare_of_souls

FACEBOOK: https://www.facebook.com/dellariccaroberto, https://www.facebook.com/RobyArtcteativity/, https://www.facebook.com/ItalianMadMax/, https://www.facebook.com/Siegfried-Schtauffen-1983861821942101/

Con questo vi salutiamo e ci rivediamo alla prossima intervista.

 

-Jaakal Wolf-

Mi chiamo Salvatore Marracino, da quando avevo 5 anni sono un amante del mondo videoludico in tutte le sue forme, basta pensare che iniziai i miei primi passi con il Commodore 64, i miei giochi preferiti sono la serie di Assassin’s Creed, The Last Of Us e la serie di Suikoden.

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