Erano ormai passati un paio di anni dall’uscita della PlayStation e i titoli non mancavano di certo, uno di questi forse e risultato troppo sottovalutato e sto parlando di Alundra.

Il titolo in Europa fu rinominato “The Adventures of  Alundra”, ed era un gioco di genere RPG Action, venne sviluppato dalla Matrix Software e pubblicato in Europa dall’allora Psygnosis (Chiusa nel 2012), la trama del gioco era piuttosto piacevole da seguire e non particolarmente pesante: Il gioco inizia con il naufragio di Alundra su una spiaggia nei pressi di Inoa un villaggio apparentemente tranquillo e con gente ospitale, questa calma però verrà spezzata quando una persona del villaggio non riesce a svegliarsi. Accorsi sul posto, Alundra nota che l’abitante del villaggio anche se sta dormendo si agita in modo violento, capendo che qualcosa non va. Grazie anche a Septimus (Uno studente del paese), risveglierà i suoi poteri che consistono di entrare negli incubi delle persone e risolverli dall’interno, sconfiggendone di solito “il mostro” che glieli procura.

Andando più avanti nella storia si arriverà finalmente a capire il motivo di questi incubi che affliggono la popolazione, la causa di tutto questo si rivelerà essere di Melzas, un demone malvagio che sta inviando questi incubi, l’unico che potrà sconfiggerlo secondo la leggenda sarà un essere umano chiamato “Il Salvatore”, che si rivelerà essere proprio il nostro Alundra, proprio per questo dovrà partire per il mondo di Inoa nella ricerca delle 7 gemme sacre che serviranno nella battaglia finale contro Melzas.

L’accoglienza del gioco fu più che positiva, ad esempio IGN disse: “mai stato tanto messo alla prova da un gioco fin dai tempi del vecchio LandStalker per Genesis, e Climax (IGN nomina quest’ultimo come sviluppatore in quanto la maggior parte dei dipendenti della Matrix erano loro ex dipendenti), ha reso Alundra due volte più difficile, due volte più stimolante e due volte più bello di Landstalker.”

Ricordiamo che Alundra è stato il primo titolo della casa giapponese, gran parte del loro team aveva già lavorato in precedenza a Landstalker per Mega Drive.

Uno dei punti di forza del titolo era sicuramente la caratterizzazione dei personaggi, le meccaniche di gioco e soprattutto gli enigmi, decisamente impegnativi.

Basti pensare che già nel 1997, anno della sua pubblicazione,  il gioco riuscì a vendere più di 140.000 copie nel solo Giappone, invece nel 2016 grazie al PlayStation Network, in Nord America arrivò alle 130.000 copie.

Un secondo capitolo uscì nel 2000 ( Europa ), anche se questo Sequel portò svariate novità (come per esempio una grafica totalmente in tridimensionale), non riusci ad essere all’altezza del predecessore, in quanto si trattava una storia del tutto nuova che non si collegava per niente al primo.


Spero che anche voi come me abbiate giocato questo titolo, ma soprattutto l’abbiate amato come ho fatto io, perché vi assicuro che è un titolo davvero validissimo e per chi non l’abbia giocato, dovrebbe recuperarlo assolutamente!

Mi chiamo Salvatore Marracino, da quando avevo 5 anni sono un amante del mondo videoludico in tutte le sue forme, basta pensare che iniziai i miei primi passi con il Commodore 64, i miei giochi preferiti sono la serie di Assassin’s Creed, The Last Of Us e la serie di Suikoden.

Rispondi