Metro

A distanza di circa 6 anni dall’uscita di Metro: Last Light, si torna nella devastata e pericolosa Russia post apocalittica, che offre nelle sue claustrofobiche gallerie sotterrane, un piccolo barlume di speranza ed un rifugio per tutti i superstiti della catastrofe nucleare, intenti a sopravvivere in un mondo oramai privo di futuro e di aspettative. Negli scorsi capitoli abbiamo esplorato in lungo e in largo le metropolitane russe ed i suoi percorsi angusti, attorniati da un’atmosfera ed una tensione uniche, le quali hanno contraddistinto questa saga, seppur non sia mancata anche qualche gitarella in superficie nella gelida capitale russa. In questo terzo capitolo della saga, che ricordiamo conclude la trilogia di romanzi scritta da Dmitrij Gluchovskij, torneremo ad impersonare il buon Artyom, diventato uno dei più celebri e famosi Ranger della metro a seguito delle sue eroiche gesta, tuttavia Metro Exodus ingrana una marcia diversa rispetto ai suoi predecessori, essendo ambientato perlopiù in aree aperte ed anche abbastanza vaste, d’altronde, come suggerito dal titolo vivremo un vero e proprio esodo, in una sorta di viaggio della speranza fra quel che resta della Russia.

Come accennato poc’anzi, le vicende di Metro Exodus si svolgono principalmente in zone aperte, le quali saranno presenti ancor più di quanto già lo fossero in Last Light, difatti la storia vedrà Artyom ed un manipolo di soldati fra cui la moglie Anna, viaggiare a bordo dell’Aurora, una vecchia locomotiva che fra le altre cose, ci farà anche da base nel corso del nostro viaggio. Lo scopo del suddetto, è di vedere cosa ne è stato del mondo esterno a seguito della catastrofe nucleare, e se vi sono altri sopravvissuti. Sebbene inizialmente l’incipit della trama non sia nulla di eclatante, essa si andrà ad arricchire di ulteriori verità e colpi di scena durante il suo proseguimento, ma nonostante la storia possa tranquillamente essere goduta pur non avendo giocato i titoli precedenti, vi consigliamo (Ovviamente) di recuperarli se ne avete la possibilità. Senza dilungarci troppo nei dettagli, avremo come sempre un’ottima caratterizzazione dei personaggi, ed una narrazione che unita all’intramontabile fascino dell’atmosfera tipica dei titoli post apocalittici, riesce inevitabilmente a far appassionare il giocatore alle vicende vissute da Artyom ed i suoi compagni.

La prima domanda che viene spontanea porsi a seguito della maggior presenza di aree all’aperto, è se questo nuovo Metro Exodus sia effettivamente un open world. Ebbene la risposta è no, il titolo non presenta un vero e proprio open world, tuttavia durante la nostra avventura, che ci porterà nei luoghi più disparati della Russia, sarà possibile imbatterci in alcune zone abbastanza ampie, che offriranno un buon livello di esplorazione al giocatore, il quale non sempre avrà un obiettivo principale ben preciso, potendo quindi dedicarsi alla ricerca di risorse ed equipaggiamento. Ma non è tutto qui, poiché saranno disponibili anche delle quest secondarie che potranno essere accettate, e che ci forniranno ricompense speciali al loro completamento. Un’esperienza di gioco che in alcuni fasi si avvicina a quella che potrebbe essere la libertà offerta da un titolo open world, ma che nel suo complesso resta ancora fedele alla classica formula adottata in precedenza dalla serie.

Scendendo un po’ più nello specifico per quanto concerne le meccaniche di gioco, ritroveremo i classici comandi del genere sparatutto, sia per quanto riguarda il sistema di mira e di fuoco, che per quanto riguarda lo switch delle armi, con ovviamente la possibilità (Come in Last Light) di pulire il vetro della nostra maschera anti-gas, azione che contribuisce a dare quell’ulteriore tocco di immersività in più al giocatore. Ancora una volta sarà fondamentale la gestione delle risorse, sia per quanto riguarda le munizioni, ma soprattutto per i filtri della maschera anti-gas, tuttavia se paragonato nuovamente ai due titoli che lo hanno preceduto, Metro Exodus è anche fin troppo generoso per quanto riguarda le suddette. Difficilmente incapperemo in situazioni disperate per la mancanza di munizioni/filtri, cosa che accadeva spesso e volentieri in 2033 e Last Light, specie se giocati a difficoltà massima, dando quindi una vera e propria componente survival da non prendere sottogamba.

In Metro Exodus è presente un buon sistema di customizzazione dell’equipaggiamento, assai vario e molto intuitivo, che ci permetterà di cambiare parti di armi come il mirino, il calcio, la canna e tanto altro, a patto si posseggano le giuste risorse, le quali potranno essere trovate in giro, ma anche disassemblando altre armi. Parlando invece degli scontri, inutile dire che essi potranno essere approcciati sia in modalità stealth, sia adottando uno stile un po’ più “spensierato”. Ovviamente lo stealth è quasi sempre da preferirsi, tuttavia a tal proposito salta fuori una piccola pecca di Metro Exodus, ovvero l’intelligenza artificiale. Quest’ultima sarà infatti abbastanza arretrata in termini di strategia, con dei nemici che al massimo troveranno un riparo da dove sparare, o nel peggiore dei casi correranno all’impazzata verso il giocatore, di conseguenza alle volte (In particolare nelle aree aperte) basterà trovare un riparo sicuro, dal quale sarà possibile far piazza pulita dei nemici, senza bisogno di ricorre a particolari strategie/stealth. Il medesimo problema affligge anche gran parte dei nemici non umani, gli scontri con le creature mutanti che andremo ad affrontare infatti, seppur abbiano grande varietà fra loro, vengono inficiati da alcuni pattern di movimento insensati che questi ultimi compiono, senza contare che in alcuni casi, anche dopo aver aperto il fuoco su di essi, ci metteranno un po’ a girarsi e prendere di mira Artyom. Nonostante questa lacuna però, i combattimenti risultano comunque godibili e dal notevole impatto visivo.

Metro

Metro Exodus vanta un comparto grafico e sonoro di tutto rispetto, si può da subito notare una grandissima cura per quanto riguarda i modelli delle armi e dei mutanti, ma il vero punto di forza risultano essere le ambientazioni. Durante l’avventura visiteremo svariate location, da vaste lande innevate ad ostiche paludi, città e paesini squarciate dai disastri e tanto altro, il tutto realizzato prestando molta cura ai dettagli, così da rendere l’atmosfera più realistica ed affascinante di quanto già non fosse, nonché aumentando notevolmente l’impatto artistico. Ottime anche le musiche, e presente il doppiaggio in italiano, tuttavia giocare il titolo in lingua originale è anch’essa una valida scelta, che contribuisce non poco sul lato immersivo del gioco, senza contare che in caso contrario, non sarà raro vedere alcuni casi di audio non sincronizzato nelle voci dei personaggi.

Metro

Tirando quindi le somme sul nuovo capitolo della saga Metro, di sicuro non tutti apprezzeranno questa sua variazione più tendente all’esplorazione, rispetto alla classica atmosfera di tensione che si respirava nei predecessori (Soprattutto in Metro 2033) dentro le buie e claustrofobiche metropolitane di Mosca, tuttavia una ventata di aria fresca e non contaminata, a nostro avviso non è poi così grave su un titolo che in caso contrario, sarebbe potuto risultare ripetitivo e troppo simile ai precedenti. Tolta però questa piccola parentesi, è innegabile che Metro Exodus sia un prodotto di qualità, che seppur soffra di qualche difettuccio nell’ia, non deluderà certo i fan delle serie, che vogliono ancora una volta seguire Artyom in questa nuova avventura nella sconfinata Russia dilaniata in ogni suo aspetto.

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8.1

Grafica

9.0/10

Contenuti

7.5/10

Gameplay

8.0/10

Sonoro

7.5/10

Trama

8.5/10

Pros

  • Buona caratterizzazione dei personaggi
  • Ambientazioni suggestive
  • Ottimo sistema di personalizzazione dell'equipaggiamento
  • Narrazione appassionante

Cons

  • Un po' persa la tensione presente nei predecessori
  • Componente survival ridotta all'osso
  • IA leggermente scadente

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