Monster è un manga seinen scritto da Naoki Urasawa e pubblicato sulla rivista Big Comic Original di Shogakukan tra il 1994 e il 2001, che ha avuto una trasposizione anime di 74 episodi, nel 2004.

Nel panorama odierno, dove gli anime apparentemente semplici vanno per la maggiore, e diventa vendibile solo ciò che possa piacere alla massa, Monster si staglia come un’eccezione alla regola. Forte, incisivo, maturo e importante riesce, anche con la sua lentezza e la sua maturità, a farsi apprezzare da chiunque ne inizi la lettura o la visione.

Urasawa ha sempre avuto uno stile semplice, e allo stesso tempo forte, in grado di coinvolgere pienamente qualsiasi tipo di spettatore, di qualsiasi età.

“Tutte le vite hanno lo stesso valore? O c’è chi più di qualcun altro merita di vivere? E, soprattutto, chi siano noi per deciderlo?” questo è il messaggio che lancia con la sua meravigliosa storia.

LA TRAMA

Monster è ambientato in Germania, nella seconda metà degli anni 80. Kenzo Tenma è un brillante chirurgo giapponese, che opera all’estero. Grazie al suo talento, è riuscito ad ottenere sia la benedizione del direttore dell’ospedale, sia il fidanzamento con la figlia di quest’ultimo, Eva. Un giorno, Tenma si trova a dover operare un uomo benestante, a discapito di uno povero, su ordine del proprio direttore. Provato dall’esperienza, e sicuro che ogni vita abbia lo stesso valore, a discapito della ricchezza, decide di non commettere una seconda volta lo stesso errore, quando si ripresenta l’occasione. Dovendo scegliere se salvare il sindaco o un bambino morente, Tenma salva il piccolo Johan. Ma è stata davvero la scelta giusta?

Ben presto, nell’ospedale inizia una serie di delitti, e Tenma perde sia il proprio lavoro, sia la propria fidanzata. Anni dopo, scoprendo che l’autore dei delitti è Johan, ormai cresciuto, Tenma inizierà un percorso di redenzione, alla ricerca dell’assassino, e delle risposte dietro tutti gli omicidi, prendendo consapevolezza di aver salvato la vita a un mostro.

I PERSONAGGI

L’incipit è chiaramente intrigante per tutti gli appassionati di thriller, se si aggiunge il fatto che ogni plot twist presente è perfettamente contestualizzato, e sorprende quanto basta (o anche di più) si può facilmente dire di trovarsi di fronte a un vero e proprio gioiellino dell’animazione.

Ma il punto focale non sono i colpi di scena, quanto più i personaggi. Tenma può essere visto come il protagonista della serie, essendo il personaggio che-insieme a Johan e alla bella Nina- la porta avanti. Ma è il mostro del titolo il vero protagonista, e quest’epiteto non si rifà al solo personaggio dell’assassino, ma a tutto il cast messo in scena da Urasawa. Johan è ovviamente il personaggio che mostra più di tutti il messaggio del suo autore: lui odia il mondo intero, perché il mondo intero è un mostro. Ama soltanto due persone: Anna, l’unica che voglia al proprio fianco; e Tenma, in primis perché l’ha salvato a discapito della sua condizione economica, e in seguito perché è certo che possa essere l’unica persona a salvarlo.

Johan Liebert

Basta seguire con attenzione le prese di coscienza di ogni personaggio, i loro ricordi, e le loro battaglie contro il proprio passato, per renderci conto che Johan non è forse il personaggio più cattivo della serie. La madre dei gemelli ne ha “venduto” uno per degli esperimenti; Anna non ha saputo concedere al fratello il proprio perdono, non ha voluto capirlo, a ha preferito eliminare una minaccia, anziché concedergli il proprio tempo; Tenma stesso vede negli altri “i mostri” senza rendersi conto che nel suo percorso di redenzione, ha distrutto a sua volte molte esistenze; fino agli ovvi villain, le losche figure dietro al passato di Johan che l’hanno reso quello che è…. Ognuno di loro è a suo modo mostro. Questo è il messaggio che trapela dalla serie.

Nonostante la sua incapacità di mostrare le proprie emozioni, il dolore di Johan è più volte palese, anche e soprattutto attraverso le frasi che lascia lungo il suo percorso, e che lasciano intendere come il mostro che sente dentro di sé stia crescendo sempre di più. Lui desidera essere salvato. Desidera essere trovato da Tenma ed Anna perché possano ucciderlo, e fermare gli omicidi. Perché lui per primo non riesce, e forse non vuole, fermarsi. E forse, non ci riesce per la sua voglia di capire sé stesso e gli altri. La mia interpretazione è, infatti, che seppur odiando sua madre per aver ceduto uno dei propri figli, lui voglia effettivamente sapere la verità che sta dietro la scelta: la donna ha venduto Anna solo perchè, in quel momento, non sapeva distinguere i due bambini, vestiti uguali? Aveva quindi intenzione di cedere Johan, se avesse saputo quale dei due era?

I due fratelli da bambini

Ogni personaggio porta perciò dentro di sé un carico di emozioni non indifferente e un passato ricco di rivelazioni. Persino la più piccola delle comparse, lasciate nelle mani di Urasawa, diventa un personaggio rilevante e con una caratterizzazione fatta a puntino. Come dimenticare i feels lasciati da Grimmer? O la speranza lasciata nelle mani di Dieter?

TANTE STORIE PER UN RISULTATO UNICO

L’intenzione di inserire tanti storie collaterali – per quanto perfettamente legate alla trama principale- è precisa intenzione dell’autore, di modo da permettere al lettore o allo spettatore di rimanere inevitabilmente coinvolto dalle vicende e di venire introdotto in una narrazione sempre più frenetica, che parte dal semplice confronto tra due personaggi, fino ad arrivare alla meravigliosa rivelazione finale. Oltre a tutto ciò, anche l’ambientazione scelta è veramente interessante, così come il tratto di disegno volutamente più realistico, che rende più umani i vari personaggi.

Ho letto qualche lamentela legata a due elementi. Il primo è legato alla lentezza con cui l’anime procede a tratti. Benchè ci siano un paio di filler, e (pochi) episodi che effettivamente si muovono a rilento, le sequenze sono molto frenetiche, e si alternano a momenti di suspense ben congeniati.

Il secondo è il finale semi aperto, e poco chiaro. Personalmente penso che sia la parte più geniale dell’opera. Il letto vuoto, lasciato da uno Johan ancora vivo, può essere interpretato in due modi: Johan sta bene, e può tornare ad uccidere. Oppure è stato finalmente perdonato da Tenma e da Anna, e quindi liberato dal proprio mostro può vivere nuovamente. Ritengo la seconda ipotesi la più probabile, oltre che l’unica a conferire senso alla serie intera.

In sostanza, Monster è uno di quei titoli che si possono adattare un po’ a tutti, se si ha la pazienza di sopportare più di 70 episodi. E, soprattutto per gli amanti dei thriller, ma in generale per tutti gli amanti dell’animazione nipponica, è un titolo a cui non si dovrebbe assolutamente rinunciare.

 

 

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