UN DETTAGLIATO RITRATTO FIABESCO

Seppur in ritardo, eccoci oggi a parlare di Ni No Kuni II: Il destino di un regno.
Sviluppato da Level-5 e pubblicato da Bandai Namco Entertainment, Ni No Kuni II è stato sicuramente uno dei titoli più attesi sin dal suo annuncio.
La causa principale, che ha portato questo titolo alla popolarità e notorietà del momento, è senza dubbio il grande pubblico rimasto soddisfatto dal precedente capitolo della saga, Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cirinea.
Il mantenimento di alcune scelte stilistiche fiabesche hanno incuriosito molti videogiocatori, ma a volte non basta solamente questo a regalare le stesse emozioni che ha già trasmesso un altro gioco.

Per questo Sequel della serie Ni No Kuni, si è molto parlato della non collaborazione con lo Studio Ghibli, in quanto per il primo titolo, lo studio ha incentivato di molto le vendite e lo sviluppo di uno straordinario mondo incantato.
Analizzando con criterio, tutto quello che possiamo apprendere è che lo Studio Ghibli non abbia partecipato al progetto, ma allo stesso tempo questo non può in alcun modo cambiare lo stile grafico e stilistico, che rimarrà pressoché simile, se non migliorato, grazie al lavoro Yoshiyuki Momose (Che ricordiamo sia stato ai tempi, il designer di grandi classici Ghibli come: La principessa Mononoke, La città incantata e Porco Rosso).
Per la direzione, il lavoro fatto da Ghibli non è però sostituibile, rendendo molti aspetti che i fan hanno gradito nel primo capitolo non molto ben accetti.

ACCENNI DI TRAMA…

Abbiamo dato un breve accenno a quello che ha portato al successo Ni No Kuni II, ancor prima della sua uscita effettiva, senza quindi poter dare un giudizio effettivo su quello che il titolo può offrire o meno, per prima cosa diamo uno sguardo alla trama:

Ni No Kuni è un mondo separato da quello nel quale viviamo, una sorta di dimensione “secondaria” con storia e tradizioni completamente differenti. In questo mondo il giovane Evan Pettiwhisker Felix, prossimo a diventare il Re di Gatmandù, è costretto a fuggire dal suo paese a causa di un colpo di stato.
Roland, un uomo di mezza età appartenente ad un’altra dimensione (probabilmente la terra) a seguito di uno strano incidente verrà catapultato nella stanza di Evan e dopo aver appurato che non si trattasse di un nemico, decideranno di allearsi per fuggire e riformare il regno.
Da qui,  svariate avventure vedranno i protagonisti incontrare sempre più compagni, che finiranno per formare un nuovo regno, permettendo di vivere fantastiche storie, immersi in fantastici luoghi fiabeschi.

Purtroppo uno dei lati negativi, anche se non per forza un problema, è proprio la trama.
Nonostante la voglia di diversificare il secondo capitolo dal primo, alcune scelte restano invariate, ed anche questa volta la trama finisce per sembrare infantile sotto molti aspetti, si sono quindi rivelate non completamente veritiere le affermazioni che asserivano la produzione di una trama matura.
Ma attenzione! Questo non vuol dire che trama non possa appassionare e/o trasmettere svariate emozioni, ma solamente che la “combo” tra personaggi  (Caratterizzati, ma non benissimo) e colpi di scena non lascia segni distintivi.

La traduzione, o meglio, l’adattamento in lingua italiana, continua a portare all’utilizzo dei dialetti nostrani, a volte simpatici, altre fastidiosi.
I dialetti sono solo una parte di quello che viene incluso nella sezione “adattamento”, difatti, oltre ai dialoghi, anche alcuni nomi sono stati stravolti, alcuni esempi: Tani diventa Shanty, Batu diventa Zoran e Aranella diventa Almina;
Questi sono solamente alcuni, e sicuramente giocando il gioco con il doppiaggio in lingua inglese (Doppiaggio molto simpatico ma non eccellente), in alcune cutscene sarà palese il cambiamento, sentendo un nome o una frase, ma leggendo qualcosa di completamente diverso nei sottotitoli.

LA MAGIA DEL GAMEPLAY DINAMICO (?)

Se, sotto alcuni punti di vista, Ni No Kuni II potrebbe avere dei difetti, il gameplay non è sicuramente uno di quelli che più fa storcere il naso, un sistema di combattimento cambiato rispetto al primo capitolo, ma non per questo peggiorato.
Per Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea, Level-5 aveva sviluppato un sistema a metà tra il dinamico ed il combattimento a turni (Ma nemmeno troppo), includendo la possibilità di controllare i “famigli”, fulcro del gioco ed in certo senso, una delle fattezze più interessanti del gameplay.
Adesso torniamo a parlare però, del videogioco oggetto della recensione.
Su Ni No Kuni II, il sistema viene drasticamente cambiato, non abbiamo più nessun accenno al combattimento a turni e viene trasformato in un action-RPG.
Il dinamismo delle azioni viene adattato magistralmente allo stile grafico fiabesco e cartoonesco, creando degli effetti sempre diversi per ogni attacco, che sia effettuato con armi bianche, armi da fuoco e/o magia.
Purtroppo, se non si riesce ad adattarsi bene ad utilizzare tutti i personaggi, il gameplay diventa alquanto noioso e ripetitivo, ma fortunatamente veloce.

Come già anticipato da trailer e notizie antecedenti l’uscita del gioco, i Famigli non sono più presenti, a sostituirli troviamo però degli esserini della natura, utili (relativamente) e simpatici, chiamati Cioffi.
Il nome e l’aspetto potrebbero trarre in inganno, ed apparire agli occhi di tutti come creature solamente simpatiche (e principalmente saranno quello…), ma non molto utili, quando invece, la loro utilità e varietà (circa 100, tutti di natura diversa con differenti abilità) potrebbe servire se alle strette, sia a livello curativo che per attaccare.
Anche qui però non si può essere soddisfatti del lavoro fatto, da un lato abbiamo un sistema nuovo, quindi felici di vedere innovazione, dall’altra troviamo questi “aiutanti” non essenziali, in poche parole… Potremmo tranquillamente finire il gioco senza farne il benché minimo uso.
Insomma, Un tentativo di sostituire i Famigli finito male se proprio vogliamo dirla tutta, quando per Ni No Kuni questi esseri erano al centro di ogni battaglia, questi si, saranno sul campo, ma potranno anche essere lasciati lì per non far nulla.

Un piccolo spazio di approfondimento va alla World Map, esplorabile con i protagonisti rappresentati in stile Chibi, con nemici visibili e quindi evitabili in qualunque momento (Nemici visibili come anche all’interno dei Dungeon, scelta discutibile per chi preferisce l’essere sorpreso da battaglie improvvise).
Stilisticamente anche qui, non si può dire sia fatto male, anzi, anche i piccoli ruscelli d’acqua saltano subito all’occhio per la realizzazione.
I personaggi Chibi potrebbero però stancare, soprattutto per chi non gradisce già dall’inzio, ma purtroppo questo non è qualcosa di variabile quindi bisogna abituarsi.

CHARGE!

Altre due aggiunte di questo secondo capitolo di Ni No Kuni sono le Battaglie campali e la Gestione del Regno, sulle due abbiamo sicuramente qualcosa da dire.
A fare da contorno ai tanti combattimenti a volte noiosi altre divertenti, sono state aggiunte delle battaglie sul campo contro i vari invasori oppure per conquistare un determinato luogo, con tanto di truppe da comandare e comandi vocali da parte di Evan per incitare il tutto.
L’idea di realizzare un qualcosa di nuovo non è sbagliata, ma nello specifico per le battaglie campali non è tutto oro.
Vengono presentate come un metodo per conquistare quello che sarà il nostro regno, ma saranno da lì in poi una costante sia nelle quest secondarie che nella storia principale.
Purtroppo spesso vengono usate per sostituire battaglie vere e proprie in modo non giustificato, quindi rischiando di rovinare determinati momenti narrativi.

Una delle implementazioni più gradite, forse per via del poter sviluppare un proprio regno è la gestione di quest’ultimo, che viene eseguita edificio per edificio, reclutando nuovi cittadini e di conseguenza “lavoratori”(Chiamati Talenti nel gioco) e permettendo lo sviluppo dell’impero ed il guadagno di risorse per migliorarlo.
Anche qui troviamo un piccolo intoppo… Il regno non sarà mai come vuole il giocatore.
Cosa vogliamo dire con “Il regno non sarà mai come vuole il giocatore”?
La risposta è una sola ed è anche molto semplice, per proseguire nella Gestione del Regno, dovrete posizionare gli edifici nei luoghi prestabiliti, quindi senza possibilità di scelta, ed anche per i Talenti è circa la stessa cosa, potranno essere messi in qualunque edificio, ma solamente in quelli stabiliti daranno maggiori benefici.

Battaglie campali

 

Gestione del regno

UN PIZZICO DI GHIBLI ANCHE SUL SONORO

Se alla direzione artistica ritroviamo Yoshiyuki Momose, anche sul comparto musicale non possiamo che essere felici di veder tornare al lavoro il maestro Joe Hisaishi (Inutile dare presentazioni al maestro dello Studio Ghibli per eccellenza, che ricordiamo abbia lavorato a tutti i principali film d’animazione: Da “Nausicaä della Valle del vento”, passando per “Il mio vicino Totoro” ed “Il castello errante di Howl”, fino agli ultimi lavori “Si alza il vento” e “La storia della principessa splendente”).
Hisaishi non delude, soprattutto con le musiche di sottofondo che ascolteremo nei vari paesi/città da visitare durante tutta l’avventura.
Tristemente, non sono presenti colonne sonore che lasciano il segno in modo particolare o come da consueto del maestro, scene che narrano il tutto con solo immagini e musica, un firma d’autore mancata ma non essenziale.
Ad accompagnare il maestro Joe Hisaishi nella realizzazione della colonna sonora di Ni No Kuni II, troviamo la Tokyo Phiharmonic Orchestra ad armonizzare il tutto.


Che dire quindi in conclusione per questo Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno?
Sicuramente le aspettative elevate hanno deluso la quasi totalità dei fan del primo capitolo, ma non tutti i giocatori sono veterani della saga, sono presenti anche nuovi acquirenti che potranno quindi non essere influenzati dal passato.
Il gioco si presenta ottimo e soprattutto divertente sotto vari aspetti (che non sono però perfetti), quali: Il gameplay dinamico, lo stile grafico immersivo insieme alla colonna sonora e la gestione del Regno molto carina, seppur guidata.
Consigliamo l’acquisto del titolo a chi ha potuto giocare Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cirinea, prima di tutto per capire cosa effettivamente questo sequel può offrire e per rendersi conto di quello che ha potuto perdere la saga senza avere più l’appoggio dello Studio Ghibli anche alla direzione.
I fan dei videogiochi di ruolo saranno sicuramente interessati all’acquisto (Sempre che non abbiano già effettuato l’ordine o addirittura il pre-ordine), consigliamo di acquistarlo e giocarlo senza troppe pretese, il famosissimo fattore “nostalgia” potrebbe influenzare tutta l’avventura di gioco e farvi odiare il tutto, consigliamo quindi di valutare e non prendere troppo sul serio eventuali riferimenti mancati e meccaniche “discutibili”.

Vi ricordiamo che il titolo è già disponibile su Playstation 4 e su PC.

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno

7.9

Grafica

9.2/10

Contenuti

8.5/10

Difficoltà

6.5/10

Sonoro

8.5/10

Trama

7.0/10

Pros

  • Lo stile grafico di Yoshiyuki Momose non delude e difficilmente stanca
  • La colonna sonora vi farà immergere nelle terre di Ni No Kuni 2
  • La world map è ben studiata, ben realizzata e di natura sempre varia

Cons

  • Nonostante l'aver provato a migliorare la trama, il tutto risulta ancora molto infantile
  • Non è possibile scegliere una modalità di gioco, e di natura il titolo non darà molte sfide
  • Gameplay alla lunga ripetitivo e noioso

Yo!
Mi presento brevemente, Il mio nome è Giuseppe Territo.
Sono un amante della “trama” rappresentata dai vari media, che sia di un film, un videogioco oppure un libro o un fumetto, con una storia ben realizzata un pò di tutto può attirare la mia attenzione.

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