NieR Automata, nonostante il suo predecessore non abbia riscosso grande successo anzi, ricevette ai tempi pesantissime critiche, tante sono state le aspettative al riguardo. Tutto questo è dovuto al fatto che Yoko Taro, già director della serie Drakengard, non ha mai avuto l’opportunità, o meglio, l’appoggio necessario per liberare tutto il suo genio creativo, non potendo dunque dar luce a giochi, che riuscissero a mostrare appieno tutto il loro potenziale. Tuttavia, grazie al sostegno di un team capace, e con alle spalle una grandissima esperienza, quale è Platinum Games, NieR Automata si è da subito preannunciato non solo come un gioco dal gameplay coinvolgente e ben strutturato, bensì come uno di quei titoli che riescono a catturare appieno il giocatore, offrendogli un’esperienza di gioco completa, appassionante, che narra una storia intricata e misteriosa, ma al contempo profonda e affascinante.

La trama di NieR Automata segue le vicende accadute nel capitolo precedente: il pianeta Terra è stato devastato a seguito della lotta fra gli umani e l’esercito di macchine guidate dagli invasori, di conseguenza, molti umani si sono trovati costretti a cercare rifugio sulla Luna, diventata quindi la loro nuova casa. Tuttavia gli umani conservano ancora un barlume di speranza, un’irrefrenabile desiderio di riprendersi ciò che è loro di diritto, mossi quindi da tutto ciò, decidono di creare una squadra di Androidi chiamata YoRHa. Quest’ultimi hanno deciso, di loro spontanea volontà, di rinnegare ogni emozione, ogni sentimento, e perfino il loro nome, sostituendo ad esso delle sigle composte da lettere e numeri. 2B è una di questi androidi, inviata sulla Terra per supportare la resistenza, e porre dunque fine al conflitto che ancora devasta il pianeta, a supportarla vi sarà un altro androide: 9S, che svolge funzione di Scanner. I due compagni presentano delle personalità completamente diverse: 2B è una ragazza fredda, forte e priva di qualsivoglia tipo di emozione, incapace di provare simpatia perfino per il suo fido compagno 9S, nonostante questo non vi è un solo attimo in cui non mostri appieno tutta la sua femminilità, la sua eleganza e le sue mutande. Al contrario, 9S sembra essere ancorato verso una maggiore emotività, quasi come ad aver il desiderio di provare le emozioni umane, dimostrando un profondo senso di solitudine, come fosse alla continua ricerca di un cenno d’affetto. In un contesto molto Dark, e che non manca nell’essere crudo e sanguinario, la storia in se, per quanto possa essere misteriosa e a tratti criptica, scorre piacevolmente, e lascia da subito intendere quale sia l’argomento su cui essa vuol far riflettere: Le macchine possono provare emozioni? Una tematica non proprio originale, ma che grazie alla magistrale caratterizzazione dei personaggi, che riesce a coinvolgere il giocatore in prima persona, riesce ugualmente a risultare un capolavoro in termini di narrativa, che invita a riflettere e porsi delle domande in più di un’occasione. Il tutto unito a dei finali multipli, farà in modo che sia necessario completare il tutto più volte, al fine di comprendere al meglio ogni sfaccettatura che la trama ha da offrirci, riuscendo anche a mostrarci una prospettiva ed un punto di vista differente, in base al personaggio che utilizzeremo.

Per quanto la suddetta trama possa risultare avvincente e ben pensata, essa non è il solo punto di forza del gioco, difatti grazie alla maestria del team Platinum Games, che non ci fa mai mancare nulla, possiamo godere appieno di un gameplay fluido e dinamico, formato da varie combo rapidissime, e un sistema di schivate reso più che mai frenetico, grazie all’ausilio di scivolate che potremo controllare con precisione millimetrica. Tuttavia non vi saranno particolari variazioni di combattimento in base al personaggio scelto, ma a rendere il tutto ancora più vario, saranno i cambi di prospettiva che si avranno durante il gioco.


Le meccaniche non potranno essere apprese appieno fin da subito, tuttavia una volta padroneggiate alla perfezione, riusciremo ad alternare alla perfezione gli attacchi da mischia, che varieranno in base all’arma scelta: spade, spadoni, asce, pugni e molte altre armi, in più potremo equipaggiare ben due set differenti. Potremo inoltre potenziare il nostro personaggio tramite l’ausilio di alcuni chip, che andranno montati nella scheda madre del nostro androide, che a sua volta avrà una memoria espandibile: più blocchi avremo, più abilità potremo inserire. Sarà quindi possibile visualizzare l’exp ottenuta, la minimappa, la barra vitale dei nemici, fino ad abilità più importanti come le recover a seguito di un uccisione.

Ogni volta che moriremo, la memoria verrà inserita in un altro androide con le stesse identiche sembianze, sarà tuttavia necessario tornare nel corpo vuoto, rimasto privo di memoria, poiché in caso contrario verremo penalizzati con la perdita di tutti i chip. Una volta raggiunto il nostro precedente involucro, potremo recuperare il nostro equipaggiamento, e decidere se riattivare l’androide che, in tal caso, ci aiuterà per un breve periodo durante la battaglia. La longevità del titolo, oltre alle run inerenti ai vari finali, si baserà principalmente, sia sull’esplorazione, che sul completamento di svariate quest secondarie. Esse saranno fra le più varie, e andranno da semplici sfide di corsa, ai classici “Ritrova l’oggetto”, finanche alcuni investimenti da fare riguardo una misteriosa biomacchina.

Tuttavia per quanto fin’ora NieR Automata sia risultato un capolavoro, bisogna ricordare che nessun gioco è perfetto, e che in tutto vi è qualche imperfezione, in NieR Automata, quest’imperfezione si mostra in ambito grafico. Partendo dalla bassa qualità delle texture, esse presentano modelli poligonali davvero pessimi, in special modo la vegetazione. Altra grandissima pecca di NieR Automata sono i frequenti cali di frame rate, in special modo quando si percorrono aree estese, il che rende non poco fastidiosi alcuni momenti dell’esperienza di gioco. Nonostante ciò va detto che le animazioni sono state rese nel migliore dei modi, anche in termini di fluidità, ad addolcire il tutto vi sono infine le meravigliose colonne sonore del gioco, che accompagnano meravigliosamente l’esperienza narrativa.

NieR

In conclusione possiamo affermare, con tutta certezza, che Yoko Taro, grazie al supporto di Platinum Games, sia finalmente riuscito, con NieR Automata, ad esprimere tutto il potenziale di una sua creazione. Con una trama toccante e coinvolgente, una tematica su cui vi è molto da riflettere, unita ad un gameplay frenetico, NieR Automata è senza dubbio un’esperienza unica, salvo qualche imperfezione in termini di comparto tecnico, possiamo dire senza ombra di dubbio che esso sia un titolo da premiare, e che supera di gran lunga tutte le aspettative che si avevano a riguardo.

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