Volevo parlarvi di una piccola perla disponibile, per ora, su Netflix ovvero la famosa società americana di streaming on demand, dal nome Over the Garden Wall, creata da Patrick McHale e realizzata dalla Cartoon Network Studios nel novembre del 2014 (USA). Ho deciso di scrivere questo articolo perchè sono rimasto molto colpito dall’ambientazione, i personaggi, i dialoghi (l’ho visto in lingua originale), le musiche e dalle storie che ci vengono narrate. Prima di esprimere il mio parere vi consiglio una visione “tutto d’un fiato”, saranno 10 episodi dalla durata di 11 minuti, quindi nulla di troppo impegnativo. Rimarrete incollati fino all’ultimo episodio grazie ad un miscuglio veramente ben riuscito di contesti classici grotteschi, molto simili allo stile dei racconti del noto Tim Burton.

 

In questa contorta fiaba, ci faranno compagnia i due fratelliWirt e Greg, che si sono smarriti in un fitto bosco, e Wirt il fratello maggiore, proverà ad escogitare un piano per ritornare a casa, mentre Greg, beh lui fa Greg. I due protagonisti faranno la conoscenza di comparse davvero particolari, che aiuteranno a “disegnare” tutta la scenografia,  introducendo lo spettatore in un mondo davvero confuso, con personaggi inquietanti e pronti alla pazzia più totale, altri saranno semplicemente elementi buffi, altri ancora saranno soggetti davvero profondi con una storia molto significativa, il tutto cucito da un ambiente ben pensato, creando “lIgnoto“, (zona davvero presente nella storia, che prende il nome di “The Unknown“) davanti, ossia un luogo fisico e mentale, dove l’angoscia e il disagio ne fanno da padrona, rendendo il tutto dispersivo, sia perchè costituisce un territorio vasto e sconosciuto, sia perché sembra essere manipolato da qualcosa o qualcuno.

 

 

Lo scopo di questa mini-serie? Mi sento di dire che il target non è riservato solo ad un pubblico di bambini, anzi, la visione di soggetti più grandi renderà possibile un’idea totale di Over the Garden Wall, cogliendo appieno il vero significato. Fin da subito si capisce che c’è di “più“, di una semplice storia, carichi di messaggi, a volte più criptici, che innesteranno nello spettatore la possibilità di fare delle ipotesi di come si concluderà il viaggio dei due ragazzi. Ma come ogni storia fantasy che si rispetti, abbiamo i nostri  due eroi che dovranno compiere anche un viaggio di crescita, affrontando l’unico e vero ostacolo, cioè loro stessi, buttando giù le loro paure e insicurezze, maturando sempre di più fino a trovare il giusto equilibrio tra ragione istinto.

Per confermare questo concetto, Wirt verrà definito: “pellegrino”, “viandante in un solenne viaggio”, “il maestro del suo destino”, “l’eroe della propria storia”, ovverosia, detto in poche parole, la metafora del viaggio che ognuno di noi deve compiere per trovare il proprio posto nel mondo dopo aver esiliato i propri demoni.

In conclusione consiglio vivamente la visione, sicuramente molti di voi conosceranno già il prodotto in questione, ma forse con una visione più attenta questa fiaba nasconde molto di più di una semplice morale, ispirandosi a qualcosa di più grande.

Sempre amato il mondo videoludico, da quando ero piccolo. Il mio primo vero amore è stato a 4 anni, con Final Fantasy IX, per me tuttora uno dei titoli più belli mai creati. E grazie a questa passione oggi riesco a condividere le mie conoscenze, opinioni e curiosità provenienti da un mondo fatto di pixel!

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