Premessa: ci teniamo assolutamente a ringraziare Hanakai Studio per averci concesso di giocare a Prodigy Tactics in anteprima e una key per i nostri utenti che nei prossimi giorni riceveranno il risultato del contest sulla nostra pagina Facebook.

Ma veniamo a noi. Prodigy Tactics è uno strategico a turni realizzato da Hanakai Studio, derivato da un progetto Kickstarter (che linkiamo qui) basato sullo scontro tra due squadre composte da eroi con abilità e poteri unici ambientato in un mondo fantasy piuttosto classico.

Veniamo subito all’aspetto fondamentale di un gioco come Prodigy Tactics, il gameplay. Il titolo si presenta come uno strategico a turni dove due squadre di eroi si combattono fino a che una delle due si ritrova senza personaggi. Il terreno di gioco si divide in due sezioni, una per squadra, da dodici posti ciascuna dove è possibile posizionare i propri personaggi. I combattimenti si dividono in due turni, uno di attacco e uno di difesa per ogni eroe, in alto nell’interfaccia c’è una ruota dell’iniziativa che indica quale dei personaggi giocherà in questo turno e in quale posizione. Le possibilità sia di attacco che di difesa per i nostri personaggi sono sempre due, definite nel gioco Armonia (harmony) e Dissonanza (dissonance). In difesa utilizzando l’armonia il personaggio si metterà in posizione per limitare i danni subiti, utilizzando la dissonanza invece sarà possibile procedere ad un contrattacco nel caso si venga colpiti. In attacco la dissonance potenzierà tutte le nostre azioni.

Come già accennato però il posizionamento e il movimento all’interno del terreno di gioco è fondamentale: innanzitutto stare più avanti o più indietro nella mappa influenza i danni subiti e i danni inferti, più si è in posizione avanzata e più i danni aumentano; inoltre gli attacchi si sviluppano in linea retta (salvo abilità particolari) andando a colpire il primo personaggio in ordine di posizione, per questo quindi, personaggi offensivi potrebbe convenire posizionarli in cima così da aumentarne i danni, così facendo saranno però più esposti; al contrario tenere di fronte un tank potrebbe sì difendere i vostri personaggi nelle retrovie ma diminuire le vostre possibilità di sferrare attacchi efficaci.

E non finisce qui, ogni vostro attacco in dissonanza creerà un omonimo cerchio all’interno del quale i vostri eroi potranno utilizzare in attacco le proprie abilità speciali. Un personaggio all’interno di un cerchio di dissonanza però non potrà utilizzare la difesa, rendendolo così esposto ai colpi nemici. Un attacco di un tank in armonia infine genererà un cerchio blu che permetterà sì l’utilizzo delle abilità speciali ma allo stesso tempo di potersi anche difendere.
Il gameplay è quindi estremamente profondo e le variabili da tenere in conto sono veramente molte, i cerchi di dissonanza ad esempio sono più facilmente attivabili ma oltre a scoprirvi in difesa più ne verranno creati durante una partita più alte saranno le possibilità che esplodano danneggiando l’intero team. Sono presenti le affinità elementali che permetteranno attacchi multipli e difese di gruppo e moltissime altre caratteristiche legate alle abilità che scoprirete soltanto esplorando a fondo il titolo. La gestione di un campo di battaglia in Prodigy Tactics dopo qualche turno richiederà molta attenzione e anche un piccolo errore di calcolo potrebbe facilmente portare alla morte di uno dei vostri personaggi o addirittura alla disfatta.

Al momento sono presenti dodici eroi, divisi in tre categorie, offensivi, tank e supporto. I primi sono ovviamente le vostre primarie fonti di danno, i secondi sono i vostri scudi umani oltre ad essere gli unici a poter creare i cerchi di armonia, gli ultimi sono personaggi utili al team attraverso le più disparate abilità, oltre ad avere la possibilità di poter curare l’intera squadra. Ogni personaggio inoltre è potenziabile attraverso un sistema a punti che permette di aumentare non solo le statistiche ma anche di sbloccare passive o ulteriori buff. Già con dodici personaggi le combo e le strategie possibili sono veramente tante e il bilanciamento tra gli eroi sembra essere piuttosto riuscito. Anche il design dei vari combattenti è piuttosto ispirato ed interessante.

Veniamo però anche ai lati dolenti: sul piano delle modalità di gioco il menù, purtroppo poco intuitivo, offre 3 modalità single-player, la campagna principale, un training e la modalità “bastion” dove è possibile scegliere il proprio team e affrontare ondate di nemici sfida dopo sfida, una modalità multi-player in locale e le classiche partita rapida e partita classificata per quanto riguarda l’on-line. Ben fatto invece il tutorial che in pochi passi riesce a spiegare in maniera piuttosto esaustiva un gameplay molto profondo. Avremmo sicuramente apprezzato qualche possibilità in più soprattutto in single-player essendo la campagna completabile in circa 6/7 ore con una difficoltà non particolarmente alta e poiché la Bastion Mode potrebbe stancare dopo un po’. Inoltre avremmo apprezzato la possibilità di saltare le brevi cutscene tra un’azione e l’altra che pur essendo ben animate e d’impatto forse allungano un po’ troppo le partite.
E’ evidente la natura da gioco da tavolo del titolo; Prodigy Tactics giocato con qualche amico che sia in locale o online riesce ad esprimersi al meglio l’IA infatti non sempre riesce a compiere scelte efficienti essendo molto complesso padroneggiare al meglio un sistema di combattimento così profondo e variabile.

Tecnicamente Prodigy Tactics si difende abbastanza bene durante le partite, si nota l’utilizzo di un motore grafico come l’Unreal Engine 4, i modelli dei personaggi sono abbastanza dettagliati, al contrario delle ambientazioni che invece sono piuttosto spoglie. Dal punto di vista del sonoro il titolo presenta musiche semplici ma comunque degne di nota.

Prodigy Tactics in definitiva è sicuramente stato una sorpresa, un titolo capace di impegnare la mente attraverso un gameplay molto profondo e variegato. Certo, all’interno si respira un’aria di moderata incompletezza, soprattutto sul menù, sulle modalità di gioco e sulle descrizioni di alcune abilità ma le sfide ci sono e padroneggiare il sistema di combattimento al meglio è impegnativo ma soprattutto soddisfacente; vedere il risultato di un’azione studiata a tavolino riuscire al meglio dà delle grandi soddisfazioni. Come già detto, durante una partita Prodigy Tactics avrete la sensazione di avere in mano carte, miniature e tavolo di gioco (l’idea da cui è nato il progetto); d’altronde la presenza di una figura dietro al titolo come quella di Jean Bey, creatore di uno dei giochi da tavolo più celebri di sempre, confrontation è evidente e in questo caso, positiva.

Prodigy Tactics

0.00
7.5

Gameplay

9.0/10

Grafica

7.5/10

Difficoltà

7.5/10

Sonoro

7.0/10

Trama

6.5/10

Pros

  • Gameplay profondo e complesso
  • Giocato con qualcuno diventa molto interessante
  • Design dei personaggi affascinante

Cons

  • Poche modalità
  • Menù poco intuitivo
  • Spiegazioni ed effetti non sempre chiari

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