BlacKkKlansman“, nuovo film di Spike Lee, racconta una vicenda inverosimile ma realmente accaduta in modo sublime come solo Lee avrebbe saputo fare.

Tratto da una storia vera, durante gli anni ’70, Ron Stallworth (John David Washington) , uno dei primi detective afroamericani, si infiltra nella divisione del Ku Klux Klan, fingendosi un bianco desideroso di agire attivamente all’interno dell’organizzazione. Aiutato dal suo amico e poliziotto Flip Zimmerman (Adam Driver), che si fingerà Ron nei momenti in cui quest’ultimo dovrà incontrare “l’organizzazione”, Ron cercherà di smantellare le azioni criminali del clan.

Il film vanta un’alternanza di momenti comici e momenti drammatici degni di nota. Durante le due ore abbondanti di pellicola, il continuo susseguirsi di questi momenti fanno interessare lo spettatore al punto tale da non fargli sentire la durata del film. I numerosi personaggi, inoltre,  sono tutti caratterizzati magistralmente, dal primo all’ultimo. Tutti i protagonisti e antagonisti principali e secondari rimarranno impressi nella memoria dello spettatore, di ognuno di loro capiremo gli ideali e i motivi per cui agiscono (giusti o sbagliati che siano).

I momenti più comici nella pellicola sono pregni di cinismo e, ora più attuale che mai, nascondono dei grandi messaggi su quelle che sono le discriminazioni razziali. Il ritmo della pellicola (per quanto Lee si prenda i suoi tempi e, per lo spettatore più immediato, questo potrebbe risultare come un difetto) è gestito alla perfezione, ogni momento ha qualcosa di importante da dire. Non ci sono momenti noiosi o che non servono a nulla, ogni singola inquadratura ha qualcosa da dire su un determinato personaggio o su quello che sta accadendo.

La recitazione di tutto il cast è eccellente. Drive e Washington in prima fila, riescono a dare una “forma” e un’ulteriore caratterizzazione ai loro personaggi, riuscendo a far empatizzare ancora di più lo spettatore con tutti loro. Anche, per citare altre due grandi interpretazioni, i personaggi di David Duke (Topher Grace) e di Felix Kendrickson (Jasper Pääkkönen) sono ottimi sotto ogni punto di vista: dalla recitazione alla loro scrittura, dai momenti comici a quelli più drammatici dove capiamo i loro ideali.

La regia di Spike Lee è formidabile, un marchio di fabbrica per ogni suo film. Tutto ci viene mostrato attraverso una regia chiara, che mostra allo spettatore tutto quello che c’è da sapere per far comprendere a pieno la storia. Il montaggio del film accompagna questa vicenda in maniera scandita, a volte alternando le vicende tra di loro, sottolineando ancora di più le diversità di ideali, a volte mostrando semplicemente gli accaduti.

La colonna sonora del film, inoltre, come spesso usa fare Lee, aiuta lo spettatore a capire quali sono i temi delle vicende e fa immergere lo spettatore in quella che è la cultura afroamericana.

“BlacKkklansman” è un film in grado di raccontare una bellissima storia in modo geniale. Una sceneggiatura ottima con tutti i personaggi che funzionano alla perfezione, attori che recitano in modo egregio, la regia di Lee che accompagna la pellicola in maniera melodica. Tutto in questo film funziona per raccontare, in modo più che imparziale, la storia di Ron Stallworth, ma anche tutte le controversie dell’America anni ’70. Malgrado la lunga durata e i tempi che si prende Lee, il film è pieno di messaggi importanti e significativi che, culminando in uno splendido finale, fanno capire come pellicole come queste siano necessarie, ora più che mai.

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8.8

Sceneggiatura

8.5/10

Recitazione

9.0/10

Regia

9.0/10

Colonna Sonora

8.5/10

Pros

  • Storia affascinante narrata in maniera egregia
  • Ottime interpretazione
  • Regia di Spike Lee con tutti i suoi marchi di fabbrica
  • Colonna sonora che approfondisce ancora di più la storia per quanto è stata utilizzata bene

Cons

  • Per alcuni il film potrebbe risultare troppo diluito e lungo

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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