QUESTO ARTICOLO NON CONTIENE SPOILER.

“Deadpool 2” è migliore del suo predecessore. La narrazione è migliorata, la sceneggiatura è migliorata, il personaggio di Deadpool è migliore e i comprimari anche. Questo lo rende un buon film sul Mercenario Chiaccherone? Sì e no.


“Deadpool” (il film) è stato per me una delle più grandi delusioni nell’immenso panorama dei cinecomics. Ad oggi riguardo più volentieri il Punitore diretto da Jonathan Hensleigh. La mia è certamente un’affermazione “forte”, fatemi spiegare. Deadpool, sul grande schermo, ha un potenziale enorme, peccato che non si sia veramente colta l’essenza del personaggio nel primo film, rendendolo una macchietta di se stesso, ridotto ad un automa spara-battute su organi genitali et similia. Un cine-comic-panettone, questo era Deadpool, con alcune trovate interessante e piacevoli. Non parliamo della trama, assolutamente nulla e priva di mordente.

Questo “Deadpool 2” fa enormi passi avanti, pur mantenendo una struttura molto simile al capitolo precedente. Vediamo, ora, in cosa migliora (e in cosa no) e il perché, a conti fatti, questo film non mi ha convinto.

La trama, complice la presenza di Cable e un approfondimento psicologico di Deadpool, assume sfumature più profonde e convincenti. Il “nemico”, propriamente detto, è inesistente o quasi: visto il terribile Ajax, del capitolo precedente, scelta saggia quella di non inserire un vero e proprio villain. Il vero gioiello del film è la colonna sonora: divertente, efficace, dirompente. I comprimari, tra i quali spiccano Cable e Colosso, sono piacevolmente sviluppati (eccezion fatta per Testata Mutante Negasonica. Dimenticabile, come nel primo film).

Ma allora, perché “Deadpool 2” non mi ha convinto? La ragione è proprio Deadpool, più precisamente le sue battute. All’inizio di questa recensione ho scritto che le battute di questo personaggio, nel primo film, erano al livello di un qualsiasi cinepanettone degli ultimi cinque o sei anni: becere, prive di vero mordente, monotematiche. In questo secondo film sul Mercenario Chiaccherone, le battute migliorano significativamente abbandonando in parte la monotematicità, ma mai distanziandosene troppo. Questa è la ragione per cui “Deadpool 2” non mi ha convinto: un film volto a far ridere, che non mi ha fatto ridere, se non in rari e molto sporadici momenti. Cambiando la forma, non si cambia necessariamente la sostanza.

“Deadpool 2” è un enorme passo avanti rispetto al suo predecessore, in molti aspetti, ma non abbastanza per poterlo promuovere. Alla luce di quanto scritto, posso affermare che il brand cinematografico di Deadpool non faccia per me. Non è il Deadpool che mi ero immaginato in una trasposizione cinematografica, non è il Deadpool che desideravo. Resto comunque fiducioso in un terzo capitolo che possa farmi veramente divertire.

-Michael Giargia

Appassionato di fumetti, serie tv e cinema.

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