Euforia” è un film profondo, che prende i suoi tempi, ma che se viene visto con la consapevolezza giusta, riesce a regalare grandi emozioni grazie ad una storia, una regia ed una recitazione ottime.

Matteo (Riccardo Scamarcio) è un ricco e giovane imprenditore omosessuale. Amante della vita e della spregiudicatezze, Matteo un giorno viene a conoscenza che il fratello Ettore (Valerio Mastandrea) ha un cancro al cervello. Da quel momento in poi il compito di Matteo è quello di tenere allo scuro Ettore riguardo il suo stato di salute e cambiarlo, facendolo diventare non più un uomo triste che si è sempre tirato indietro ma un amante delle gioie della vita.

La storia di “Euforia” viene raccontata in modo davvero preciso. Inizialmente ci viene introdotta la figura di Matteo, per poi passare solo dopo a quella di Ettore. Il loro rapporto non viene subito definito bene, anzi, rimane un grande punto interrogativo per la prima parte del film. La cosa più interessante di questa storia è la sua capacità di essere molto diluita, prendendo i suoi tempi ed analizzando ogni singola cosa con grande approfondimento, ma non risultando mai pesante. Il film dura due ore ma a livello pratico lo spettatore percepirà di stare dentro la sala per giorni, con i due protagonisti a vivere la loro vita. Spesso questo elemento potrebbe essere considerato un difetto, ma in questo caso non lo è per niente, dimostrando quanto un ritmo lento e minuzioso possa essere caratteristica principe di un film.

La recitazione di tutto il cast è fenomenale, critica sia alla società alto borghese che quella più proletaria. Scamarcio e Mastandrea sono una coppia perfetta, uno l’opposto dell’altro. I loro personaggi sono scritti divinamente bene, coerenti per tutte le due ore e con un “percorso dell’eroe” che contestualizza ancora di più la loro crescita. Le interpretazioni dei due grandi attori sono vivide, sincere, dimostrando l’impegno messo da entrambi gli attori e consacrando questa pellicola come una delle loro migliori interpretazioni.

La regia di Valeria Golino è splendida. Proprio come il ritmo del film, quest’ultima è in grado di farti riflettere in modo molto potente su quello che è l’importanza della gioia di vivere e dell’euforia. Valerio Golino riesce a dimostrarci come, dai campi lunghi fino ai dettagli e ai particolari, si possa riuscire a costruire una regia coerente con quello che i personaggi provano e che, anche solo con queste trovate, fanno diventare il film una metafora già a tutti gli effetti.

Il film inoltre, che si pone come drammatico, non sente la necessità di far piangere lo spettatore, bensì di farlo riflettere. Per tutto il tempo si sarebbe potuti scadere nel compito facilone di creare un film strappalacrime ma qui l’obiettivo non era quello. Il film fa riflettere, fa stare bene e poi profondamente male quando deve, ma sempre a livello riflessivo e mai per far scendere le classiche lacrime da film drammatico.

Sicuramente il difetto più grande del film risiede anche nel suo più grande pregio, il ritmo. Ci si troverà infatti davanti a questa pellicola positivamente “interminabile” ma che, in alcuni momenti, sembra veramente non voler parlare di nulla oltre che al sentimento della gioia e della felicità in tutte le sue sfaccettature. A volte, fortunatamente sporadiche, sembrerà infatti che il film voglia solamente allungare il brodo per arrivare a due ore, certamente la pellicola ci riesce benissimo, ma rimangono comunque un paio di momenti dove sembra voler rimarcare cose già dette mille volte parlando del nulla.

“Euforia” è un film magistrale. Le interpretazioni, la storia e il messaggio che vengono dati sono meravigliosi. La regia è una metafora continua alla bellezza della vita e alla gioia, contestualizzando ancora di più quello che è il percorso di questi due antitetici personaggi che però avranno molto da imparare. Per quanto a volte sembri che si voglia tirare avanti con il nulla, la pellicola, con il suo ritmo lento e le sue splendide ambientazioni, non faranno scollare gli occhi a quel pubblico che desidera vedere un film d’autore dalle grandissime qualità che si pone tra i migliori del 2018 nel panorama italiano.

8.8

Sceneggiatura

8.5/10

Interpretazioni

10.0/10

Regia

8.5/10

Colonna Sonora

8.0/10

Pros

  • Interpretazioni davvero eccellenti
  • Regia metaforica e descrittiva
  • Trama mai banale che non vuole far piangere ma far riflettere
  • Ottimo utilizzo del ritmo...

Cons

  • ... anche se a volte sembra che si voglia tirare avanti rimarcando o parlando del nulla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *