First Man“, nuovo lavoro di Damien Chazelle, è un film che racconta una storia epocale attraverso una regia ed una caratterizzazione del protagonista che terranno incollati allo schermo.

Il film racconta la storia vera di Neil Armstrong (Ryan Gosling), primo uomo andato sulla luna, e di tutte le difficoltà che ha dovuto passare per compiere questa impresa.

Partendo dalla narrazione, il film ha la capacità di raccontarci la storia attraverso quelle che sono le sensazioni del protagonista. Ogni momenti infatti viene specificatamente costruito per fartelo filtrare attraverso quelli che sono gli obiettivi e gli ideali di Neil. Questa tecnica, con la quale la storia avanza attraverso quelli che sono i sentimenti del protagonista, non solo riesce ad immerge lo spettatore nella vicenda in modo molto profondo sotto ogni aspetto, ma riesce allo stesso tempo a far progredire sia la trama che il cambiamento psicologico del personaggio.

I rapporti tra i vari personaggi della storia sono tutti fantastici, in particolar modo per quanto riguarda la moglie di Neil,  Janet Shearon (Claire Foy), e il suo collega Edward Higgins (Jason Clarke). Se infatti il personaggio di Neil cambia nel corso degli anni, la prima conseguenza di questi cambiamenti non sono soltanto il suo modo di pensare ma, sopratutto, il suo modo di interagire con le persone a lui più care, alterando continuamente le carte in tavola e rendendo, durante la visione del film, un continuo punto di domanda su come possa comportarsi in determinati modi Neil.

A livello di ritmo il film, della durata di circa due ore e un quarto, non risente di alcun calo di interesse. I momenti sulla Terra sono importanti per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e la storia in generale, i momenti in cui invece si sale sulle navicelle spaziali donano una tensione incredibile, facendo percepire il pericolo di quelle macchine sperimentali e la difficoltà nel saperle trasportare. Peccato che, come piccolo difetto, la fase di addestramento di Neil e i suoi colleghi sia durata davvero troppo poco per farci capire queste difficoltà e che quindi bisognerà intuirle con le scene dove si pilota.

La regia di Chazelle è strettamente legata, in questa pellicola, a quello che è il suo protagonista. Per la maggior parte del tempo infatti saranno presenti dei primi piani di Neil che faranno carpire ogni sua singola emozione. Anche durante le fasi nelle navicelle spaziali la regia fa un ottimo lavoro. I rumori forti, i respiri di Neil, i tasti che preme, la regia traballante proprio come lui in quel momento, tutto durante quei momenti è tensione pura. Il connubio tra tensione/paura e persistenza/curiosità sono le stesse emozioni che Neil prova e che il film fa provare allo spettatore, rendendolo consapevole delle motivazioni che spingono il protagonista a rischiare tutto per la missione.

Interessante anche la piccola finestra che il film fa, per quanto breve, su quello che il popolo americano pensa su questa missione e su quello che la N.A.S.A. stava cercando di fare a quei tempi per battere la concorrenza sovietica alla “corsa allo spazio”.

Sulle interpretazioni c’è davvero poco da dire, oltre alla loro indiscutibile autenticità tutto il cast è stato eccellente. Ryan Gosling e Claire Foy in particolare modo per aver reso così bene il loro rapporto di coppia per quanto le scene in cui i due sono insieme siano relativamente poche.

La colonna sonora inoltre è ottima sotto il punto di vista celebrativo. Le musiche riescono perfettamente nel loro compito. Queste ultime vengono correttamente inserite quando servono ma senza abusarne e hanno il compito di celebrare quelle che sono le imprese di Neil, sia per quanto riguarda la Luna, sia per quanto riguarda il suo percorso psicologico e le numerose difficoltà che dovrà affrontare.

“First Man” segna l’ennesima perla d’oro diretta da Chazelle. La storia, la regia e le interpretazioni concentrano il fulcro tutte sul protagonista, Neil Armstrong. Senza timore il film prende i suoi tempi quando ne ha bisogno per poi scoppiare in fasi piene di tensione, portando ad un ritmo eccellente la pellicola che non farà annoiare lo spettatore. Ryan Gosling è stato eccezionale e dimostra, come tutto il film, quanto sia stato importante per la Storia avere una persona determinata e pronta a tutto come Neil.

8.6

Sceneggiatura

8.5/10

Interpretazioni

9.0/10

Regia

9.0/10

Colonna Sonora

8.0/10

Pros

  • La regia di Chazelle è impeccabile per quanto riguarda l'immersione
  • Ottime interpretazioni e caratterizzazione dei personaggi, con menzione d'onore a Gosling
  • Momenti pieni di tensione quando si sale sulle navicelle, si percepisce il pericolo
  • Colonna sonora celebrativa e che sottolinea le imprese del protagonista

Cons

  • Fase di addestramento di Neil che viene quasi del tutto tralasciata

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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