Sei ancora qui- I still see you” è un film che costruisce una trama di base forte e resistente ma che ritrova in altri numerosi settori difetti piuttosto fastidiosi che, con la loro cancellazione, avrebbero reso la pellicola molto più interessante.

Dopo un incidente atomico che ha causato la morte di numerose persone, queste ultime si manifestano come redivivi, entità che ripetono quello che stavano facendo prima di morire. Alla nostra protagonista, Veronica (Bella Thorne) arriverà l’invasione di un redivivo con coscienza, che sembra avere l’obiettivo di farle del male.

Il film è un thriller adolescenziale con tinte horror, i numerosi generi però hanno causato un paio di problemi che vedremo in seguito. Un elemento ben riuscito all’interno della vicenda è sicuramente il mistero che si crea durante il film. La trama si dipana a poco a poco cercando di capire cosa stia succedendo a Veronica e chi sia il redivivo maleficio. Tutti i momenti di indagine sono gestiti davvero bene e inseriscono lo spettatore in un’ottica thriller ben studiata. 

Durante la pellicola ci sono inoltre momenti di tensione (definibili horror solo in superficie) ben gestiti che fanno capire quanto il pericolo per la protagonista e il suo compagno (Richard Harmon) siano tangibili. La pellicola, inoltre, si accende durante il secondo tempo in modo tale da farci capire sempre di più cosa sta accadendo all’interno del mondo narrativo di “I still see you”.

Il problema più grande del film sono i personaggi: sia per come sono stati costruiti e come “crescono” durante il film, sia per come recitano. Tutti i personaggi del film sono palesemente usciti dalla sagra dello stereotipo. Nessuno propone qualcosa di nuovo e anzi, ci sono momenti gravissimi nel film in cui ti viene suggerita la rivelazione finale e il colpo di scena in maniera davvero troppo chiara. Questa superficialità dei personaggi, oltre a farti annoiare per la prima parte della pellicola dove vengono presentati, ti fa notare quanto la pellicola sia piena di falle logiche dove dei semplici studenti diventano tutto a un tratto degli scienziati e ladri professionisti. Il film inoltre soffre di una certa ripetitività e ciclicità che, se commisurata ai grossi problemi relativi ai personaggi, non si sente molto ma che rischia di annoiare lo spettatore più rodato che, dopo la sesta scena uguale, sa già cosa accadrà.

Nei film teen-adolescenziali, inoltre, tutti hanno questo vizio di non fidarsi mai degli adulti, quasi in maniera istintiva. Passando sul fatto che sono adolescenti, passando sul menefreghismo generale degli adulti, in questo film più che in altri si nota come, semplicemente parlando con qualcuno di più grande, le cose si sarebbero risolte più in fretta e con meno inconvenienti.

A causa della stupidità di tutti i personaggi, il colpo di scena finale viene suggerito nei primi 15 minuti di film, questo ovviamente rende prevedibile il finale del film che, malgrado sia stato reso con una messa in scena registica davvero buona, risente del problema relativo al fatto che scene con lo scopo di stupire, non stupiscano per niente.

“I still see you” è un film che porta in scena un thriller/mystery con delle basi e un plot generale davvero forti, ma nulla di più. Malgrado la buona regia, tutti i personaggi risultano stucchevoli e insopportabili a causa della loro stupidità e dei loro modi di fare davvero incomprensibili. Il finale del film, suggerito già ad inizio pellicola, doveva stupire e non ci riesce per niente, proprio a causa di questo distaccamento che lo spettatore prova verso i personaggi a causa dell’incapacità degli sceneggiatori nel non farti empatizzare con essi. La visione della pellicola è consigliata a tutti gli amanti dei thriller, che avranno una trama innovativa davanti ai loro occhi, ma sconsigliata a chi cerca qualcosa di più complesso e articolato all’interno del genere.

 

6

Sceneggiatura

6.0/10

Recitazione

5.0/10

Regia

7.0/10

Pros

  • Ottimo plot di base...
  • Buona regia
  • Messa in scena finale ben gestita

Cons

  • ... ma tutto il resto della trama è prevedibile
  • Personaggi scritti male e stereotipati
  • Colpo di scena finale che non stupisce

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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