“Il Grinch” torna con una colorata storia animata firmata Illumination, capace di intrattenere sia i più grandi che i più piccoli.

Il Grich è una creatura verdognola e sempre imbronciata che, nel paese di Chissarà, odia il Natale fin dalla nascita. Alla vigilia di Natale, il malvagio Grinch accompagnato dal suo fidato cane e compagno Max, dovranno compiere una missione impossibile: rovinare il Natale a tutti i gioiosi abitanti di Chissarà.

Partendo dalla trama, quest’ultima prende spunto dalla fiaba classica dell’autore Dr.Seuss, ideatore del corto animato “Il Grinch” del 1966. La sostanza e la morale del film infatti sono esattamente quelli che si troveranno all’interno di quest’ultimo. Se infatti nel film con Jim Carrey ci sono stati delle rivisitazioni e riadattamenti, in questo film d’animazione si omaggia l’originale. I personaggi sono tutti stati scritti con fedeltà a quello che rappresentava la fiaba classica, il che potrà dare un nuovo spunto di visione a chi, del mostro verde e scorbutico, conosce solo il film di Howard.

Per quanto il film riesca a reggere benissimo la sua ora e quaranta, quest’ultimo presenta solo un difetto, un difetto che, oltretutto, colpisce gran parte dei film targati Illumination, le gag comiche. Se, infatti, all’inizio del film tutto sembra funzionare alla perfezione e il pubblico sia grande che piccolo si sente divertito, andando avanti si sente, nei confronti dei più grandi, l’uso spasmodico ed incondizionato di momenti comici che però sono autoconclusivi e che, se messi in minor parte, possono anche andare bene; ma che se inseriti costantemente fanno diventare questi ultimi parte integrante del minutaggio, allora qualcosa inizia a non quadrare più. 

Superando questa sforzatura nell’inserire il film nei lungometraggi, i più grandi rimarranno principalmente incantati da due cose: la morale del film e le fantastiche animazioni. Se da una parte la storia quando viene costruita risultata divertente e allo stesso tempo magica, dall’altra parte lo stile d’animazione colorato rende tutto questo contorno ancora più intrattenente.

Il doppiaggio del Grinch fatto da Alessandro Gassmann è stato fantastico. L’attore italiano è riuscito a dare voce ad un personaggio che è pieno di sfaccettature: di rancore e tristezza, di rabbia e odio, di speranza in un futuro migliore.

La colonna sonora è stata scritta con tonalità troppo “dark”. Se infatti durante gli ascolti si percepisce il Natale solo grazie ai canti dei bambini in sottofondo o di strumenti tipici dei canti natalizi, è a dir poco strana la scelta e l’utilizzo di generi trap/rap e di tonalità basse quando si inizia a cantare.

“Il Grinch” è un film d’animazione che si avvicina al cortometraggio originale del 1966 e della fiaba del 1957.  Il film rende omaggio palesemente a questi ultimi rispetto alla pellicola di Ron Howard con Jim Carrey. Se, infatti, nella sostanza la trama e i personaggi funzionano alla perfezione, lo stesso non si può dire per gli eccessivi riempitivi di gag autoconclusive per arrivare ad un minutaggio che potesse rendere il lungometraggio tale. Le animazioni, colorate e allegre, sono perfette per questo film d’animazione che, malgrado anche una colonna sonora diversa da quelle tipiche natalizie, riuscirà a divertire i più piccoli e appassionare i più grandi che, come quando erano bambini, rivivranno la favola dello scorbutico Grinch e delle sue imprese per rovinare il Natale.

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7.5

Trama

7.0/10

Animazioni

9.0/10

Doppiaggio

8.0/10

Colonna Sonora

6.0/10

Pros

  • Animazioni colorate e visivamente stupende
  • Doppiaggio di Gassmann ottimo
  • Fedeltà alla fiaba originale

Cons

  • Troppi momenti con gag autoconclusive per allungare il brodo
  • Colonna sonora inusuale per un film natalizio

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